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Apostrofi di troppo e la città finisce su “Striscia la Notizia”

Apostrofi di troppo e la città finisce su “Striscia la Notizia”

Ci sono mille motivi per non essere d’accordo e confutare l’azione dell’amministrazione comunale. Ma che la questione dell’apostrofo di troppo, inserito sul manifesto che l’amministrazione ha fatto affiggere per comunicare le misure a favore del popolo ucraino, possa diventare un caso nazionale addirittura ripreso dalla trasmissione “Striscia la notizia“, a me sembra il segno dei tempi. Qualcuno non ha un cavolo da fare! E così anziché sorridere come si farebbe per un errore in un tema scritto da ragazzi distratti, si scatena l’indignazione e l’ilarità. La prima mi sembra esagerata, la seconda ci può stare ma tutto dovrebbe finire con un semplice: “c’è stato un errore, pazienza. Nulla di irreparabile”. Far assurgere un apostrofo di troppo, laddove non ci voleva, a fatto che coinvolge l’opinione pubblica riscopertasi attenta a fatti così marginali e distratta su quelli sostanziali, è un segnale di ciò che attualmente interessa più di ogni altra cosa. Tra l’approfondire, per esempio, i motivi per cui i programmi per la riqualificazione delle periferie (Pirp) non partono con le opere pubbliche previste, e l’apostrofo in più dopo l’articolo indeterminativo “un” seguito da un  sostantivo maschile, ormai si sceglie con facilità esprimere tutta la propria indignazione per l’apostrofo. La sensazione è quella di una città che non ha più voglia di andare in fondo alle cose perché costa fatica, perché c’è bisogno di approfondire e studiare, dedicare tempo ed energie. Ci si accontenta degli sfoghi tralasciando completamente la sostanza.
La collettività non si pone il problema del lavoro in maniera collettiva, non si interroga sulla necessità di dare un’anima alle proprie scelte, non si pone il problema del prossimo mercato delle ciliegie che sarà esattamente uguale a quello degli anni precedenti, salvo poi lamentarsi a posteriori del trattamento riservato ai piccoli produttori.
Interroghiamoci tutti su questo nostro modo di essere. Superficiali non lo siamo mai stati, avendo sempre privilegiato il nostro orgoglio di popolo dotato di un senso critico fuori dal comune. “Per un punto Martin perse la cappa”, per un apostrofo di troppo non facciamola così lunga e concentriamoci sui gravi problemi che affliggono la nostra comunità. Ce ne sono di molto più gravi e che hanno bisogno di essere affrontati da una collettività consapevole e pronta a tornare a far rifiorire un confronto  pubblico capace di svegliare tutti dal torpore e dalla pigrizia. Anche coloro che, per ruolo e istituto, dovrebbero sollecitare dibattiti veri. Duri, ma veri!
Esprimo la mia solidarietà a chi ha determinato quell’errore sul manifesto affisso, non sapendo nemmeno chi possa essere. Adesso, però, passiamo ai problemi seri.

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