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Riapertura discarica Martucci, Pasquale Loiacono a Emiliano: “Il territorio ha pagato abbastanza, per cortesia, basta”
Pasquale Loiacono, presidente della Commissione Speciale Ambiente del Comune di Conversano

Riapertura discarica Martucci, Pasquale Loiacono a Emiliano: “Il territorio ha pagato abbastanza, per cortesia, basta”

Il Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Conversano risponde alle domande di Oggiconversano

Conversano – Pasquale Loiacono riveste la carica di consigliere comunale e di presidente della Commissione Speciale Ambiente del Comune di Conversano. Una commissione voluta dallo stesso consiglio per monitorare la situazione della post gestione dei lotti della discarica Martucci e  dell’attività del Tavolo Tecnico istituito nel 2013 dalla stessa Regione Puglia.
Loiacono, nella sua lunga attività politica, ha rivestito il ruolo sia di assessore all’Ambiente che di Sindaco della città. Un’esperienza che lo fa considerare una delle persone con più conoscenza di dettagli sul sito di contrada Martucci. Da presidente della stessa commissione lamenta la scarsa informazione da parte dell’amministrazione comunale. E sul presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, aggiunge: “visto il consenso elettorale ricevuto dal Presidente Emiliano nella nostra città, mi sarei aspettato particolare vicinanza ai problemi che da lunghi anni rimangono irrisolti. E con la vicenda “Martucci” si percepisce la distanza siderale tra la politica e le esigenze legittime del territorio”.

Presidente Loiacono, siamo arrivati al punto nevralgico della questione che riguarda la riapertura delle vasche A e B in contrada Martucci. Qual è lo stato d’animo della commissione che lei presiede e qual è il rapporto con l’amministrazione comunale?
Premetto che su “Martucci” (così come in tante altre vicende cittadine) si è in forte ritardo. Consideri che il III lotto è chiuso dal 2011 e da quella data non è stata mai avviata la post gestione, tra cui raccolta di percolato e altri adempimenti, per cui oggi siamo assolutamente in affanno. La Commissione sta lavorando bene ed in parallelo alle attività del Tavolo Tecnico Regionale, devo, però, segnalare che è poco informata da parte dell’amministrazione comunale. Rimane, pertanto, un lavoro separato che mi auguro vada in un’unica direzione.

Lei, con la sua esperienza di ex assessore all’Ambiente ed ex sindaco, come pensa debba chiudersi questa vicenda? Ci sono buone prospettive per chi dice NO alla riapertura?
Ritengo difficile che la Regione cambi idea su “Martucci” e come dicevo occorreva affrontare il problema per tempo, oggi sarà necessario impugnare al TAR il provvedimento regionale per ottenere qualche risultato. I presupposti ci sono.

Tra le tante rimostranze di partiti, comitati, sindacati, associazioni e cittadini, emerge sempre una costante: il mancato coinvolgimento da parte della Regione e dell’AGER (Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti) del tavolo tecnico costituito anni fa e che è arrivato almeno ad alcune delle conclusioni che si era prefissato. Cosa ha stabilito quel tavolo tecnico sul quale la stessa regione ha investito centinaia di migliaia di euro?
Il Tavolo Tecnico istituito dalla stessa Regione nel 2013 (con l’approvazione del Piano Regionale Rifiuti Urbani) ha eseguito delle indagini con un primo step di lavori sufficiente a dimostrare l’impatto negativo delle discariche su tutta l’area. Da Sindaco ripresi l’attività del Tavolo Tecnico ed oggi prosegue con il monitoraggio del sottosuolo da cui è emersa la presenza di percolato. Sono invece in fase di realizzazione i pozzi relativi il posizionamento di piezometri che andranno ad analizzare la falda. Chiaramente il materiale a disposizione della Regione è tantissimo (dalle diverse consulenze dei periti nominati nell’ambito del processo penale al lavoro dello stesso Tavolo) sta di fatto che, malgrado le evidenze, c’è sempre più ostinazione a non riconoscere lo stato dei luoghi impattato.

Lei ha monitorato negli anni la situazione del sito di contrada Martucci. Di quali interventi avrebbe bisogno quel luogo?
“Martucci” costituisce una grave ferita al nostro territorio e merita quanto prima una “messa in sicurezza” seria ed improcrastinabile, al netto dei sequestri, processi e indagini. Per questo, come ho detto, nel 2019 riavviai il Tavolo Tecnico (rifinanziato dalla stessa Regione) al fine di completare le indagini oggi in corso e predisporre il progetto relativo la messa in sicurezza dei luoghi. Per tali ragioni una riapertura delle discariche di servizio e soccorso diventa del tutto incompatibile.

Una delle questioni in campo è squisitamente politica e riguarda i rapporti tra la comunità di Conversano e il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. L’amministrazione comunale nel suo complesso (maggioranza e opposizione) ha votato a stragrande maggioranza per il governatore. E lo stesso sindaco Lovascio non fa mistero di averlo sostenuto. Possibile che nessuno riesca a convincere Emiliano che riaprire Martucci è un errore sia dal punto di vista della salute dei cittadini, sia tecnico e anche politico? Cosa c’è, secondo lei, dietro questa insistenza e determinazione della Regione Puglia nel voler vedere riaperta la discarica Martucci?
Ad esser sincero, visto il consenso elettorale ricevuto dal Presidente Emiliano nella nostra città, mi sarei aspettato particolare vicinanza ai problemi che da lunghi anni rimangono irrisolti. E con la vicenda “Martucci” si percepisce la distanza siderale tra la politica e le esigenze legittime del territorio. Emiliano, meglio di qualsiasi altro, conosce molto bene questa storia ed ha il dovere di intervenire pur consapevole delle difficoltà, in Puglia, nel reperire discariche di “servizio e soccorso” utili allo smaltimento dei sovvalli della lavorazione dei rifiuti. Ma questa è una pecca tutta regionale.

Il PSI di Conversano, unica forza politica, ha assunto una posizione diversa rispetto al NO generale proveniente dalla politica e dalla cosiddetta società civile. I socialisti ritengono di dover “trattare” con la Regione Puglia per chiedere in cambio una serie di provvedimenti, dando per scontata la riapertura. Cosa ne pensa di questa posizione dei socialisti?
Il prezzo pagato dal territorio in termini ambientali sulla vicenda rifiuti è stato altissimo e non è concepibile riapertura di alcuna discarica, diversamente, i provvedimenti richiesti dovrebbero esser adottati a prescindere.

Venerdì 12 novembre le città limitrofe, attraverso comitati e movimenti, si stanno dando appuntamento a Conversano in piazza XX Settembre a partire dalle 17.00. Nella stessa data e ora è stato convocato il Consiglio Comunale congiunto tra Conversano e Mola di Bari, al quale è stato invitato il presidente Emiliano e l’assessore all’Ambiente Maraschio. Lo ritiene un momento dirimente rispetto alla data in cui sarà approvato il Piano dei rifiuti dal Consiglio Regionale entro la prima decade di dicembre?
Assolutamente sì. La presenza del Presidente e dell’Assessore costituisce un momento molto importante in cui rinnovare le aspettative di tutto il territorio e questo in ragione del tempo trascorso, di quanto accaduto, degli adottati, delle indagini svolte, della situazione dei luoghi, dell’obbligo di  precauzione, della cd. transizione ecologica cara a molti. 

Secondo lei ci sono le condizioni per una vera e propria rivolta popolare che veda insieme soprattutto le comunità di Conversano, Mola di Bari e Rutigliano?
Ci sarà sicuramente una presenza molto più significativa di una rivolta. La gente, giustamente, è stanca, disillusa su “Martucci”. E’ un problema da troppo tempo irrisolto.

A Conversano si è dimesso un consigliere comunale, Damiani (PD), per tenere fede ad una dichiarazione fatta qualche tempo fa, nel caso in cui dalla Regione avessero fatto sapere di voler riaprire la discarica. Lei, in qualità di presidente della commissione speciale ambiente di Conversano e consigliere comunale, cosa sarebbe disposto a fare se la Regione Puglia dovesse ribadire la sua decisione? Dimettersi in massa dal Consiglio Comunale potrebbe essere una soluzione?
In questo caso le dimissioni non risolverebbero nulla, abbiamo il dovere di lottare civilmente sino alla fine. Pietro Santamaria (valido assessore del Comune di Mola nel 2010) scrisse un libro molto interessante a riguardo “L’ultimo chiuda la discarica”. Per fortuna ci credo ancora e con me tantissimi giovani che partecipano e contribuiscono alla causa con particolare entusiasmo.

Se venerdì 12 novembre dovesse essere presente ai lavori del Consiglio Comunale il governatore Emiliano, cosa gli direbbe?
Il territorio ha pagato abbastanza, per cortesia, basta. 

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