Continua il dibattito, cominciato durante il Consiglio Comunale del 10 agosto scorso (urly.it/31gd15), sull’autonomia differenziata che sta facendo discutere da tempo l’intera politica nazionale. Il PD di Conversano aveva presentato un ordine del giorno sottoponendolo all’approvazione dell’intero consiglio comunale che, però, si è diviso in maniera per alcuni inspiegabile, se non per la salvaguardia di equilibri politici interni.
Ha sorpreso l’astensione di ben nove consiglieri comunali, con in testa il sindaco Lovascio, su un ordine del giorno a difesa delle istanze delle regioni del mezzogiorno d’Italia che, nel caso di applicazione della norma sull’autonomia differenziata, subirebbero gravi danni pratici nella vita quotidiana: dalla sanità ai trasporti, dall’istruzione alle infrastrutture.
IL COMUNICATO STAMPA DEL PD DI CONVERSANO
Ieri il Consiglio comunale di Conversano ha approvato l’ordine del giorno sull’Autonomia Differenziata, presentato dai consiglieri del Partito Democratico nell’ambito della mobilitazione promossa dal PD Puglia. L’ordine del giorno è stato approvato con il voto favorevole delle forze di opposizione e del consigliere di maggioranza Abruzzi, che ringraziamo per aver scelto di sostenere nel merito questa iniziativa. Un solo voto contrario, quello del consigliere Nardelli, in linea con la posizione politica di Fratelli d’Italia.
Il Sindaco Giuseppe Lovascio e i restanti consiglieri di maggioranza presenti hanno invece scelto l’astensione. È evidente che l’astensione della maggioranza ha consentito l’approvazione dell’ordine del giorno e questo è un dato che riconosciamo. Ma è altrettanto evidente che un voto pieno e convinto a favore avrebbe avuto un peso politico e istituzionale ben diverso. Avrebbe significato far partire da Conversano un messaggio unitario, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione, a sostegno dell’azione promossa dal Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e del grido d’allarme che si sta levando da tanti amministratori e territori del Mezzogiorno.
In numerosi Consigli comunali questa battaglia sta riuscendo a raccogliere un sostegno ampio e, in diversi casi, unanime, proprio perché la difesa dell’uguaglianza dei diritti tra i cittadini dovrebbe andare oltre gli schieramenti politici. Per questo ci hanno sorpreso non soltanto l’astensione, ma soprattutto alcune delle argomentazioni ascoltate durante il dibattito, quasi a voler ridimensionare la portata della questione. È stato persino sostenuto che il Consiglio comunale di Conversano dovrebbe occuparsi esclusivamente di questioni locali. Noi pensiamo esattamente il contrario. Se una scelta compiuta a livello nazionale rischia di incidere sulle risorse destinate alla sanità, sulla scuola, sui servizi sociali, sui trasporti, sulle infrastrutture e sulle opportunità di sviluppo del nostro territorio, allora quella scelta riguarda direttamente anche Conversano. I Comuni sono il primo presidio istituzionale delle comunità e hanno il dovere di far sentire la propria voce quando sono in discussione diritti fondamentali e prospettive di sviluppo dei propri cittadini. Il Presidente Antonio Decaro, insieme a tanti Sindaci e amministratori del Sud, sta lanciando un allarme che riteniamo non possa essere accolto con sufficienza o considerato estraneo alle responsabilità di un’amministrazione comunale. Da questo punto di vista, l’astensione del Sindaco Lovascio e della maggioranza rappresenta per noi un’occasione persa. Non perché abbia impedito l’approvazione dell’ordine del giorno – che, fortunatamente, è stato approvato – ma perché è mancata la volontà di dare a quella approvazione la forza politica di una posizione condivisa dall’intera comunità istituzionale di Conversano. Su una questione così importante avremmo voluto poter dire che Conversano, attraverso tutto il suo Consiglio comunale, aveva scelto di schierarsi senza esitazioni a difesa del Mezzogiorno, dell’unità della Repubblica e dell’uguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini. Continueremo a sostenere questa battaglia nelle istituzioni, chiedendo che prima di qualsiasi ulteriore trasferimento di competenze siano pienamente garantiti i Livelli Essenziali delle Prestazioni e tutti gli strumenti necessari a evitare che il luogo in cui si nasce o si vive determini la qualità dei propri diritti. Difendere il Sud non significa contrapporlo al Nord. Significa chiedere un Paese che cresca insieme, nel quale non esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Partito Democratico – Circolo di Conversano