Consiglio comunale, maggioranza spaccata in tre sull’autonomia differenziata. Il voto di Abbruzzi e Nardelli

Alla prima occasione che richiedeva un voto politico su un argomento non riferito ad un atto amministrativo (un ordine del giorno sull’autonomia differenziata che pubblichiamo in fondo a questo articolo, presentato dai consiglieri del PD di Conversano D’Alessandro e Giannotta), la maggioranza a sostegno del sindaco della città ha mostrato le varie anime che la compongono e, soprattutto, ha espresso il proprio voto in tre modi diversi. Su undici consiglieri comunali che compongono la maggioranza, sindaco compreso, ci sono state nove astensioni mentre il consigliere Abbruzzi ha votato a favore dell’ordine del giorno e Nardelli nettamente contro, prendendo la parola e sparando a zero contro il governo regionale.

Emerge così, anche in maniera clamorosa, la natura della maggioranza a sostegno del sindaco. Composita, diversa, con visioni completamente opposte e con un comune denominatore da parte di coloro che si sono astenuti: accontentare tutti e tenere in equilibrio i rapporti interni alla maggioranza e quelli relazionali con i referenti regionali (Decaro in primis che sull’autonomia differenziata sta facendo una battaglia netta e determinata).
Il sindaco, sull’argomento “autonomia differenziata” non ha voluto prendere posizione e così hanno fatto altri otto consiglieri comunali, Cerri compreso.

A diversificare nettamente l’anima della maggioranza sono arrivati i voti dei consiglieri Abbruzzi e Nardelli. Il primo ha votato a favore dell’ordine del giorno presentato dal PD e il secondo ha votato contro. La votazione è finita con sette voti a favore (i consiglieri dell’opposizione più Abbruzzi), nove astensioni (il sindaco e altri otto della maggioranza), uno contrario (Nardelli). Quindi l’ordine del giorno è stato approvato.

Al di là dell’aspetto politico di questo voto, la maggioranza sicuramente si è spaccata ma ciò non significa che sta attraversando un momento di crisi. Nei prossimi giorni, stando a quanto riferiscono fonti autorevoli della stessa maggioranza, il consigliere Nardelli farà la dichiarazione di appartenenza a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Se ciò dovesse avvenire per davvero, Fratelli d’Italia farà per la prima volta il suo ingresso in maggioranza e in Consiglio Comunale. Non sarà una novità di poco conto, soprattutto considerando i rapporti vantati dal sindaco con il presidente della regione Decaro che durante la campagna elettorale non ha ritenuto di dover intervenire a Conversano, mostrando una certa terzietà tra i candidati in campo.
L’ingresso in Consiglio della voce di Giorgia Meloni potrebbe cambiare le carte in tavola. Non solo Fratelli d’Italia entrerebbe per la prima volta in Consiglio Comunale ma sarebbe l’unico partito presente tra le fila della maggioranza.

Una connotazione politica chiara, ciò che il sindaco Lovascio non vuole rappresentare avendo ribadito, durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale, che non avere connotazione politica rappresenti un valore.
E il ventre molle della maggioranza (gli altri otto consiglieri comunali che si sono astenuti) sembrano pensarla allo stesso modo. A Conversano con se stessi, a Bari con il governo regionale di Decaro e a Roma con qualche ministro e sottosegrtetario della Meloni.

IL TESTO DELL’ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL PD DI CONVERSANO E VOTATO IN CONSIGLIO COMUNALE

AUTONOMIA DIFFERENZIATA: IL PARTITO DEMOCRATICO DI CONVERSANO
ADERISCE ALLA MOBILITAZIONE DEL PD PUGLIA. PRESENTATO UN ORDINE
DEL GIORNO IN CONSIGLIO COMUNALE.
Il circolo PD di Conversano aderisce alla mobilitazione del Partito regionale contro l’accelerazione
che il governo nazionale sta dando al progetto di autonomia differenziata .
E’ necessario sostenere il ricorso alla Corte Costituzionale promosso dal Presidente DeCaro, dal Presidente Fico e da altri Governatori e Sindaci .
Per questo i nostri Consiglieri hanno presentato un ordine del giorno che sarà discusso nel
prossimo Consiglio comunale di Conversano .
La recente approvazione parlamentare delle pre-intese con alcune Regioni del Nord rappresenta un
passaggio che desta forte preoccupazione. Si sta procedendo, infatti, senza che siano stati
preventivamente definiti e finanziati i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e senza che sia stato
reso operativo il fondo perequativo previsto dall’articolo 119 della Costituzione, che servirebbe a
riequilibrare le risorse date dallo Stato alle varie regioni .
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 192 del 2024, ha già indicato condizioni indispensabili
per garantire l’ uguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini e la coesione territoriale. Con queste Preintese quelle condizioni verranno disattese.
Per questo motivo riteniamo fondamentale che anche i Comuni facciano sentire la propria voce.
Le amministrazioni locali sono il primo presidio delle istituzioni e conoscono ogni giorno le
difficoltà dei territori nel garantire servizi essenziali ai cittadini.
Questa riforma rischia di aumentare le disuguaglianze tra Nord e Sud e non può essere affrontata
con superficialità o senza un confronto serio e condiviso.
Sono in gioco i diritti di tutte e di tutti i cittadini del Mezzogiorno, indipendentemente dal loro
orientamento politico. Il diritto alla salute, all’istruzione, ai servizi sociali, alla protezione civile e
alle opportunità di sviluppo deve essere garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale,
senza creare cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Su temi come questo non c’è tempo da perdere e non possono esserci tentennamenti
Con l’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale chiediamo al Governo :

  • di sospendere l’attuale iter dell’autonomia differenziata,
  • di aprire un confronto vero con Regioni ed enti locali
  • di dare piena attuazione ai principi indicati dalla Corte costituzionale prima di qualsiasi
    ulteriore trasferimento di competenze.
    Il Partito Democratico di Conversano continuerà a sostenere ogni iniziativa politica e istituzionale
    volta a difendere l’unità della Repubblica, la solidarietà tra i territori e la piena tutela dei diritti
    fondamentali di tutti i cittadini. Perché l’Italia cresce solo se crescono insieme tutte le sue comunità,
    senza lasciare indietro nessuno.

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