Enzo Locaputo, un passo indietro per la candidatura a sindaco e due in avanti per un rinnovato impegno politico e civile

Enzo Locaputo, conversanese quarantasettenne che di mestiere fa l’architetto, l’ingegnere, l’insegnante. Non ha tessere di partito. E’ il presidente dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) e fa parte del consiglio pastorale della parrocchia di Sant’Andrea.
Aveva dato la sua disponibilità a chi gli aveva chiesto (Quark, Sinistra Italiana/Avs, Rifondazione Comunista) di candidarsi a sindaco della città di Conversano; aveva accettato sottolineando che la sua era una disponibilità nell’ambito di una proposta unitaria del centrosinistra e del campo progressista.

Se ne è stato in silenzio, in disparte, cercando di capire cosa succedesse nella discussione sull’interprete del progetto del campo progressista che si sta riunendo intorno ad un tavolo, esattamente da un anno.
Quando ha capito che i tempi diventavano lunghi e che non si riusciva a fare sintesi su un nome, e che nemmeno la disponibilità a sottoporsi alle eventuali elezioni primarie veniva presa in considerazione da alcune forze politiche della coalizione, ha deciso autonomamente di comunicare la propria indisponibilità a continuare perché “sono venute meno le poche condizioni che avevo posto a suo tempo:
1. una coalizione di centro sinistra aperta ed inclusiva, con una connotazione “politica” chiara, non una semplice sommatoria di donne e uomini, uniti solamente dall’esigenza di vincere;
2. la possibilità di procedere alla discussione sul candidato sindaco senza infingimenti e tatticismi, liberamente, al fine di scegliere il profilo più adatto a supportare la visione di programma che deve essere portata avanti dalle forze politiche e dalla cittadinanza attiva;
3. in mancanza di una sintesi sul nome, la possibilità di ricorrere allo strumento delle primarie per la scelta della candidatura. .

Enzo Locaputo non nasconde l’amarezza di questo momento in cui comunica il passo indietro: “L’ho fatto a malincuore, in primis per i tanti giovani e giovanissimi che in questi mesi hanno manifestato un vivo entusiasmo per la politica, quella ancora degna di tal nome, fertilizzato da un bisogno incondizionato di voler contribuire alla costruzione di una nuova idea di città; a malincuore perché di fronte all’entusiasmo di chi neanche può ricordare le mie precedenti esperienze politiche, locali e regionali, 16 anni or sono senza più una tessera di partito, sento che sto venendo meno ad un dovere morale, quello cioè di non dovermi “voltare dall’altra parte”.

Il suo gesto contiene sicuramente punte di amarezza ma dà anche un contributo alla semplificazione e rafforza ancor di più la sua figura di persona che non antepone il proprio destino politico a quello della coalizione. Da oggi in poi il campo progressista potrà comunque contare su Enzo Locaputo che con il suo gesto, se pur condito da una certa delusione e amarezza, contribuisce a farne un riferimento politico-culturale dell’intera città.

IL TESTO DEL COMUNICATO DI ENZO LOCAPUTO
Ho chiesto alle forze politiche (AVS – Sinistra Italiana, Quark e Rifondazione, a cui si è aggiunta la lista 70014), che alcuni mesi fa hanno proposto il mio nome come candidato unitario del centro sinistra di Conversano, in vista delle elezioni amministrative del 2026, di ritirare la mia disponibilità dal tavolo della coalizione. L’ho fatto a malincuore, in primis per i tanti giovani e giovanissimi che in questi mesi hanno manifestato un vivo entusiasmo per la politica, quella ancora degna di tal nome, fertilizzato da un bisogno incondizionato di voler contribuire alla costruzione di una nuova idea di città; a malincuore perché di fronte all’entusiasmo di chi neanche può ricordare le mie precedenti esperienze politiche, locali e regionali, 16 anni or sono senza più una tessera di partito, sento che sto venendo meno ad un dovere morale, quello cioè di non dovermi “voltare dall’altra parte”.
Purtroppo, sono venute meno le poche condizioni che avevo posto a suo tempo:
1. una coalizione di centro sinistra aperta ed inclusiva, con una connotazione “politica” chiara, non una semplice sommatoria di donne e uomini, uniti solamente dall’esigenza di vincere;
2. la possibilità di procedere alla discussione sul candidato sindaco senza infingimenti e tatticismi, liberamente, al fine di scegliere il profilo più adatto a supportare la visione di programma che deve essere portata avanti dalle forze politiche e dalla cittadinanza attiva;
3. in mancanza di una sintesi sul nome, la possibilità di ricorrere allo strumento delle primarie per la scelta della candidatura.
Dopo tre mesi, mi rincresce constatare che nulla di tutto ciò si sia verificato, per la scelta delle altre compagini al tavolo che hanno ritenuto di percorrere altre strade, costruendo tavoli di interlocuzione paralleli con altri soggetti politici, soprattutto con chi fino all’altro ieri era parte integrante dell’amministrazione uscente, ignorando i nomi posti sul tavolo ed infine negando anche la possibilità di ricorrere alle primarie, cosa ancor più grave se pensiamo che lo fa un ‘partito’ nato e costruito sulle primarie. La mia storia, i miei ideali, i miei valori mi impediscono di volermi inoltrare in un contesto poco limpido: le alternative si costruiscono con chiarezza e coraggio, non con tatticismi esasperati e sommatorie algebriche, c’è una parte di città, grande o piccola non lo so, che merita molto di più.
Enzo Locaputo


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