Non ha perso tempo il neo-consigliere comunale Benny Nardelli, eletto nella lista “Conversano Domani“, formata da esponenti della destra meloniana ma impediti ad utilizzare il simbolo dal sindaco che, almeno in campagna elettorale, non desiderava loghi di partito tra le liste che lo sostenevano.
Naturalmente tutti conoscevano la composizione di quella lista dove era candidata la stessa segretaria cittadina di Fratelli d’Italia (Serena Perrone), oltre tanti iscritti e dirigenti. Compreso Raffaele Piemontese, vicinissimo al commissario europeo Fitto.
C’erano state discussioni animate prima della presentazione delle liste in quanto gli esponenti della destra, dopo aver passato anni ad attaccare il sindaco Lovascio, avevano deciso di sostenerlo con la propria lista. Ma il sindaco non aveva alcuna voglia di essere etichettato come uomo di destra, dati i suoi rapporti ormai noti con il presidente della regione e alcuni assessori regionali che, in effetti, non si sono fatti vedere per niente durante la campagna elettorale, assumendo una posizione neutra.
Terminate le amministrative, acquisito il risultato dell’elezione di un consigliere comunale (Benny Nardelli) candidatosi nella lista “Conversano Domani“, adesso Fratelli d’Italia si sente libera di agire come meglio crede. E ha fatto subito le prove generali, presentandosi in piazza Conciliazione per contestare le misure fiscali promosse dal presidente della regione Decaro che ha aumentato l’IRPEF per affrontare il disavanzo sanitario. Fratelli d’Italia è scesa in piazza con gli stessi candidati che hanno sostenuto il sindaco Lovascio e con lo stesso Benny Nardelli, neo-consigliere e che alcuni dicono sia già pronto ad ufficializzare, in Consiglio Comunale, la sua appartenenza al partito della premier Giorgia Meloni: Fratelli d’Italia.
A meno che anche questa volta il sindaco rieletto non riesca a scongiurare questa ipotesi per rimanere in ottimi rapporti con tutto il governo regionale, di segno opposto a quello di Giorgia Meloni. I dirigenti locali di Fratelli d’Italia hanno già dovuto rinunciare al proprio simbolo in campagna elettorale. Saranno costretti a rinunciare nuovamente a qualcosa non ufficializzando l’appartenenza del neo-consigliere Nardelli? Giurano di no, ma non si sa mai.
