Nei mesi scorsi, mentre la città era distratta dalle questioni politiche inerenti la formazione delle liste e delle coalizioni da presentare alle amministrative, in Municipio il commissario prefettizio cercava di mettere le “pezze” ad alcune difficili situazioni amministrative lasciate in sospeso da tempo.
E prendeva foglio e penna (si fa per dire) e ad aprile e maggio 2026 inviava una nota ufficiale al Ministero dell’Istruzione e del Merito per una richiesta riguardante lo stato dei lavori e dei finanziamnti del plesso di scuola primaria “A. Seveso” di via Buonarroti.
Nella nota il Commissario dott. Angelo Caccavone e il dott. Leonardo Lorusso, direttore dell’Area 9 del Comune di Conversano, chiedevano espressamente al Ministero di “voler conoscere le determinazioni circa la permanenza del finanziamento PNRR assegnato o di voler indicare una linea di finanziamento alternativa al PNRR, come già richiesto con una nota trasmessa in data 14 aprile 2026“.
Cosa era successo e quale il motivo di queste richieste del Comune di Conversano al Ministero? I finanziamenti ricevuti dai Comuni con le risorse PNRR prevedono opere, come in questo caso, che devono essere terminate entro il 30 giugno 2026. Pena il definanziamento. Il plesso di via Buonarroti è interessato da un progetto di “Ristrutturazione edilizia consistente nella demolizione e ricostruzione dell’asilo nido ‘A. Seveso’ del Comune di Conversano” per un importo pari a € 1.440.000,00 (unmilionequattrocentoquarantaquattromila euro), somma interamente a carico del PNRR.
L’anomalia però è dettata dai tempi di progettazione, inizio lavori e relativa esecuzione da parte del Comune di Conversano. Che solo il 24 marzo 2026 ha consegnato i lavori all’impresa aggiudicataria, con la quale ha stabilito che la data di fine lavori è fissata per il 17 luglio 2027.
Esattamente più di un anno dopo la scadenza imposta dalle linee guida del PNRR.
E infatti, alla seconda richiesta del Comune di Conversano, il Ministero dell’Istruzione e Merito ha risposto nei giorni scorsi precisando che: “La mancata conclusione dei lavori entro il termine del 30 giugno 2026…non consente la rendicontabilità degli interventi alla Commissione Europea. Peraltro, quando codesto Ente ha sottoscritto il contratto di appalto – solo a fine marzo 2026 – sapeva già che le tempistiche non erano coerenti con il cronoprogramma imposto dal PNRR. Si evidenzia, inoltre, che questo Ministero non dispone purtroppo di risorse aggiuntive oltre a quelle PNRR“.
In buona sostanza il Ministero ha ricordato al Comune di Conversano che lo stesso era a conoscenza delle scadenze e che, nonostante ciò, aveva tergiversato nelle procedure di progettazione e gara d’appalto. Il progetto avrebbe dovuto avere inizio a maggio 2024, i lavori sono stati invece affidati all’impresa aggiudicataria dal Comune di Conversano solo a marzo 2026.
Venendo sicuramente meno il finanziamento ai sensi del PNRR di ben € 1.440.000,00 euro, a questo punto si potrebbe configurare per il Comune di Conversano un debito fuori bilancio di una certa consistenza. A meno che non ci sia una proroga sui finanziamenti PNRR che, al momento, non si intravede se non forse per le grandi opere.
Perdere quella dote di finanziamento pubblico sarebbe un duro colpo per le casse comunali che dovranno far ricorso ad un ulteriore indebitamento, solo per aver trascurato i tempi di realizzazione di un’opera tra l’altro sbandierata, giustamente, come una conquista per la comunità.
Le domande da porre sarebbero tante: Perché si sono fatti passare due anni prima dell’affidamento dei lavori all’impresa? Come è possibile che in Comune, in questi ultimi anni, nessuno si è reso conto che le scadenze PNRR sono rigide e vanno rispettate, pena il definanziamento?
Questi temi non hanno trovato spazio nel dibattito elettorale, nonostante fossero fondamentali per lo sviluppo della città, per l’organizzazione della macchina comunale e per l’efficienza amministrativa di sindaco e assessori. In questo caso nulla ha funzionato come avrebbe dovuto.
Il Sindaco, la Giunta e il nuovo Consiglio Comunale hanno già materiale per impegnarsi nel dare risposte alla domanda di ammodernamento delle strutture scolastiche che, da propaganda, dovrebbero diventare luoghi idonei e moderni per facilitare la funzione dei lavoratori della conoscenza, delle famiglie e dei ragazzi stessi.
Intanto a questo punto sarà importante capire quale sarà lo sviluppo di questa opera pubblica tanto cercata e voluta dall’intera città. E che forse rimarrà definanziata.
