Forse non si era mai verificata prima una situazione, come quella di queste ultime ore, che ha visto una serie di prese di posizione che hanno portato una forza politica che ha sostenuto il sindacdo Lovascio “Popolari per Conversano” a dire, nero su bianco, al sindaco stesso di non condividere “logica e metodo” nell’attribuzione di un assessorato a Stefano Caradonna. Quest’ultimo risultato primo dei non eletti nella lista dei Popolari per Conversano.
Infatti, gli organi dirigenti della stessa lista avevano avanzato, con nota scritta al sindaco il 25 giugno scorso, la richiesta di assegnare al consigliere risultato primo degli eletti nella stessa lista, Vito Cerri, la carica di Presidente del Consiglio Comunale. Richiesta ignorata completamente dal sindaco Lovascio che, invece, ha assegnato la delega assessorile (peraltro ancora non notificata ufficialmente mentre scriviamo) a Stefano Caradonna. Un comportamento censurato, quello del sindaco Lovascio, da tutta la filiera della forza politica dei “Popolari”, a cominicare dagli organi regionali per finire a quelli provinciali e locali, con il segretario Savio Nebbia.
Una situazione paradossale che risente di ingerenze esterne al nuovo Consiglio Comunale. Va infatti detto che il neo assessore Caradonna, a meno di clamorosi ulteriori sviluppi che cambino le carte in tavola, è sponsorizzato dai vertici della Banca di Credito Cooperativo e da Domenico Dimise, già consigliere comunale in più legislature negli anni passati.
In molti si chiedono quale sia, a questo punto, il grado di autonomia del sindaco Lovascio che ha praticamente “umiliato” politicamente la seconda forza della coalizione (Popolari per Conversano) non considerando le legittime richieste dei responsabili politici di quel partito che gli avevano indicato Vito Cerri per la presidenza del Consiglio Comunale. Il sindaco ha, nei fatti, recepito tutte le indicazioni che gli sono state sottoposte dalle altre liste per l’attribuzione di assessorati, e per l’individuazione del Presidente del Consiglio, tranne quelle dei “Popolari per Conversano“.
Di qui uno stato di crisi “preventiva”, nel senso che è scoppiata prima ancora di insediare consiglio e nominare la giunta (sembra che i decreti siano pronti e saranno notificati tra qualche ora).
Vito Cerri, intanto, sta mantenendo un sostenziale silenzio come nel suo stile, dato che ha sempre cercato di conservare un atteggiamento istituzionale. Non è alla sua prima esperienza consiliare e gode di rapporti e relazioni con il mondo politico locale, sia di maggioranza che di opposizione.