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C’è un momento della vita in cui la presa di coscienza del “tempo che resta” costituisce una cesura tra un prima e un dopo (Paola Dècina Lombardi, articolo su libro “Preparazione al romanzo” di Roland Barthes)

C’è un momento della vita in cui la presa di coscienza del “tempo che resta” costituisce una cesura tra un prima e un dopo (Paola Dècina Lombardi, articolo su libro “Preparazione al romanzo” di Roland Barthes)

C’è un momento della vita in cui la presa di coscienza del “tempo che resta” costituisce una cesura tra un prima e un dopo. Uscire dalla selva oscura implica una “scossa” che porterà a una vita nuova solo con un progetto “che vada in un’altra direzione” (Paola Dècina Lombardi, articolo su libro “Preparazione al romanzo” di Roland Barthes)

Mi si conceda un riferimento autobiografico. Mio padre era un assiduo lettore di quotidiani. Durante la mia adolescenza leggeva sempre il Corriere della Sera con due eccezioni. Il mercoledì e il sabato comprava La Stampa. Il perché lo capii allorquando, seguendo il suo esempio, cominciai anche io a leggere i quotidiani che acquistava, rifuggendo dalla facile tentazione – fino a quel momento seguita – di limitarmi alle pagine sportive.

Il perché era dovuto al fatto che La Stampa fu il primo quotidiano a tiratura nazionale che cominciò a mettere degli inserti settimanali. Infatti il sabato c’era “Tuttolibri”, mentre ogni mercoledì usciva l’inserto “Tuttoscienze”.

Il primo numero di “Tuttolibri” uscì per la precisione il 1° novembre 1975. Pier Paolo Pasolini fu così entusiasta dell’iniziativa editoriale che concesse un’intervista esclusiva. Purtroppo lo scrittore friulano fu ucciso nella notte successiva e la sua intervista uscì postuma sul secondo numero di “Tuttolibri”, contribuendo indirettamente al notevole successo dell’inserto presso i lettori.

Questa premessa mi serve per dire che nello scrivere il precedente sassolino avevo preso un libro di Roland Barthes. Ebbene, nel riporlo in libreria, dal suo interno è involontariamente caduto un mio ritaglio di giornale. Era un articolo di Tuttolibri del 2 aprile 2011, che iniziava con la frase su riportata.

Una frase davvero molto profonda, che lega il tardo vivere al perseguire dei progetti, che cambino la direzione del tran tran quotidiano e ci facciano uscire dalla selva oscura della monotonia. Soggiungo dicendo che non è detto che il progetto sia faraonico. Può anche limitarsi a cogliere attimi preziosi. Nella religione laica del dio delle piccole cose.

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