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“…Un’angoscia mortale mi stringeva il cuore. Sentivo di aver perso un vero amico…” (Vladimir K. Arsen’ev. “Dersu Uzala)

“…Un’angoscia mortale mi stringeva il cuore. Sentivo di aver perso un vero amico…” (Vladimir K. Arsen’ev. “Dersu Uzala)

Per tutta la notte non riuscii a chiudere occhio. Un’angoscia mortale mi stringeva il cuore. Sentivo di aver perso un vero amico. Quante ne avevo passate con lui! […] Un raggio di sole penetrò attraverso le folte conifere, cadde sulla terra e illuminò il volto di Dersu. Sembrava vivo. Gli occhi spalancati guardavano il cielo (Vladimir K. Arsen’ev. “Dersu Uzala)

La vera amicizia è qualcosa di speciale. Nasce da un incontro e dura tutta la vita. Risponde ai misteriosi canoni delle affinità elettive di goethiana memoria, anche se queste ultime furono utilizzate nel caso dei rapporti amorosi. Al pari di quelli, infatti non è sempre comprensibile il motivo per cui si instaura un rapporto di amicizia speciale.
Talvolta l’amicizia può nascere anche tra persone completamente diverse. Un capolavoro del grande regista giapponese Akira Kurosawa è il film “Dersu Uzala” in cui si narra la bellissima storia di amicizia tra un esploratore russo ed una guida locale incontrata in una remota regione della Siberia, di nome Dersu, un piccolo uomo delle grandi pianure.
Questo film lo conobbi perché ebbi in regalo la videocassetta da colui che sarebbe diventato il mio più grande amico. Mi commosse moltissimo la visione della storia, intrisa di poesia e di avventura.
Poco tempo fa mi è venuta la curiosità di sapere se il film fosse stato tratto da un libro. In effetti così è, e l’autore era veramente un esploratore russo che probabilmente quell’amicizia l’avrà vissuta per davvero.
Il finale citato è molto commovente, e per me lo è ancora di più perché il mio grande amico non c’è più. Fu colto da un infarto mentre correva, anni fa. Ebbene, chi lo trovò per primo, disse che era adagiato per terra sull’erba, supino, con gli occhi spalancati. Anche lui stava guardando il cielo.

P.S. Tra i tanti tipi di amicizie, un posto speciale è occupato dagli amici di scuola. In particolare dagli amici della scuola secondaria. Perché in quei cinque anni un ragazzo o una ragazza compie quella straordinaria metamorfosi – intrisa di sogni e di energie inaudite – che lo immetterà nell’età adulta. Tale amicizia dura solitamente tutta la vita. E questo sassolino è stato ispirato da una imminente rimpatriata con i miei compagni e compagne di classe del Liceo scientifico “Sante Simone”. Quante ne abbiamo passate insieme! Non è un dettaglio trascurabile che tra questi vi sia anche il direttore di questo giornale.

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