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Record di visitatori per la mostra “Artemisia a Conversano”, 3000 accessi in 7 giorni
Artemisia, Carità romana

Record di visitatori per la mostra “Artemisia a Conversano”, 3000 accessi in 7 giorni

Oltre 3000 visitatori in sette giorni, dal 25 aprile al 1° maggio

Conversano -  Per la mostra che celebra i fasti della corte di Giangirolamo II Acquaviva D’Aragona in programma nel castello di Conversano fino al 30 settembre, i primi giorni sono stati un successo di partecipazione e visitatori. Gli organizzatori fanno sapere che la mostra è stata già visionata da 3.000 persone con giudizi lusinghieri.
Un risultato che inorgoglisce Carlo Mansueto, presidente della Cooperativa Armida e organizzatore della mostra. “Siamo sempre stati convinti della bontà del progetto. Una vera e propria produzione che è capace di parlare ad un pubblico trasversale”.
Non sono mancati, anche, alcuni giudizi duri e meno lusinghieri come quello di un operatore del restauro apparso su facebook: “Organizzano le mostre e non invitano neanche le associazioni culturali del paese e non coinvolgono neanche gli storici locali.. egoismo puro che si tramuta in ignoranza!”. Con un chiaro riferimento alla mancata condivisione della mostra con il tessuto culturale locale, comprese associazioni ed esperti che negli anni hanno approfondito con dovizia, competenza e passione la storia del castello, di chi l’ha abitato, delle opere che lì si sono conservate o esposte nel tempo.
Comunque il successo di pubblico che si sta riscontrando dimostra che quando le società di operatori culturali, quale ad esempio la cooperativa Armida, almeno per una volta si mettono in gioco senza assoggettarsi ai voleri dei politici di turno come è sempre successo negli anni passati, qualche risultato riescono ad ottenerlo e a dare un senso alla propria funzione. E dimostra, altresì, che la città di Conversano nelle sue articolazioni varie è nelle condizioni di poter diventare protagonista se solo lo volesse. Con determinazione e con maggiore lucidità e scientificità se solo facesse ricorso anche alle proprie risorse umane e culturali pur presenti ma quasi mai tutte coinvolte.

IL COMUNICATO STAMPA
Artemisia a Conversano” porta in mostra sessanta (60) tele che celebrano la collezione di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona anche con il ritorno in Puglia di opere provenienti da Musei e collezioni private; tra queste, Il Trionfo di Bacco, di Finoglio, conservato al Museo Nacional del Prado e un inedito dipinto di Artemisia Gentileschi (Caritas Romana), un quadro di stile caravaggesco di grande fascino, di cui si trova traccia nella collezione del conte. Si espone anche, nella prima sala del percorso, Fortitudine Pares, opera che giunge in Italia per la prima volta. E’ stata appositamente sottoposta ad un’attenta pulitura prima di lasciare il Museo della Cattedrale di Malta. Ancora di autore anonimo, è al momento oggetto di ricerca, come già in passato da parte di John Gash e Catherine Puglisi, della restauratrice e studiosa Roberta Lapucci, che ne valuta l’opportunità di attribuzione a Michelangelo Merisi il Caravaggio.

La mostra è occasione straordinaria per scoprire i fasti della corte di Giangirolamo e di sua moglie Isabella Filomarino e momento di spessore per via di collaborazioni d’eccellenza con grandi Musei internazionali come il Muza di Malta e il Prado di Madrid. I responsabili preposti alla conservazione e tutela delle opere sono parte del comitato scientifico della mostra e hanno dunque partecipato all’ideazione scientifica del progetto. La dispersione storica della raccolta ha obbligato a lunghe ricerche. L’asta del 1978 ha disperso forse in modo irreparabile il nucleo superstite della raccolta Acquaviva-Ramunni, o per lo meno la buona parte del nucleo. Pur a conoscenza dell’ubicazione di almeno un paio di opere afferenti a questo ultimo gruppo, i curatori hanno puntato, piuttosto, al ritrovamento di pezzi non inclusi nel nucleo Acquaviva-Ramunni. Si è riusciti a rintracciare ben 5 opere acquisite in origine dal conte di Conversano. Si tratta di tele mai uscite dalla discendenza di Giangirolamo II e dunque di primaria importanza. ​Lo pensarono già gli eredi del conte tra 600 e 700, visto che i quadri non furono lasciati nella sede originale.

La collezione era in origine costituita da circa 500 oggetti, molti presumibilmente dispersi pochi anni dopo la morte di Giangirolamo II. Sino al 1938 nel Castello risultavano conservate solo 70 opere superstiti. Queste furono vendute a un privato dall’allora proprietario dell’immobile e del suo contenuto, il prof. Domenico Ramunni. Il professore tentò per circa trent’anni di far acquisire allo Stato le opere Acquaviva da lui intanto fatte restaurare oltre che custodite, ma le trattative non andarono mai a buon fine. La vendita fu conclusa con un privato di Roma e lo Stato non esercitò il diritto di prelazione, nonostante la formale, quanto corretta segnalazione agli uffici competenti inviata a firma del medesimo Ramunni. Fu dunque così che, solo successivamente a un’asta Semenzato del 1978, il Comune di Conversano ​ ​ebbe la lungimiranza di acquisire almeno le 10 Storie della Gerusalemme Liberata di Paolo Finoglio, da allora esposte nel Castello.

Il Castello ospita la maggior parte degli oggetti prescelti, utili a riambientare i nomi degli artisti e i temi prescelti dall’originario proprietario. ​La Chiesa di San Giuseppe espone invece ​in tutto nove dipinti di grande formato, due dei quali provenienti dalla collezione Acquaviva d’Aragona.  ​Il percorso al Castello si articola in otto sale tematiche: Simboli e Pentimento; Santi patroni: Giovanni Battista e Girolamo; La Fuga in Egitto del cavalier Guido; Maestri caravaggeschi; Massimo Stanzione; Artemisia Gentileschi e Onofrio Palumbo; Sante e nudi; Baccanali e Battaglie. In queste è incluso Fortitudine Pares (Cupido e la Morte), dipinto proveniente dalle collezioni del Museo della Cattedrale di Malta, conservato sotto il nome di Battistello Caracciolo.

La chiesa di San Giuseppe, luogo legato alla contessa Isabella Filomarino, a pochi passi dal Castello, è la sede espositiva complementare al maniero: qui sono stati radunati i dipinti di maggiore dimensione, tra cui il Trionfo di Bacco di Finoglio (Museo del Prado), che ritorna a Conversano, come si scriveva, dopo circa 400 anni, e la copia di Paolo Veronese citata nel documento del 1666, rintracciata in Abruzzo, nei feudi degli Acquaviva d’Atri, testimone d’eccellenza della passione nutrita dal conte per la pittura veneta del ’500.

“Artemisia a Conversano” è frutto del lavoro dei curatori Viviana Farina e Giacomo Lanzilotta con la collaborazione di Nicola Cleopazzo e i preziosi contributi di ricerca archivistica condotti da Rosaria Colaleo, gode del sostegno di Regione Puglia, Assessorato all’Industria Turistica e Culturale, Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio per le Arti e la Cultura e il patrocinio della Città di Conversano, Città Metropolitana di Bari, FAI – Delegazione Puglia Italia Nostra – Delegazione Puglia; in collaborazione con Polo Biblio-Museale Salentino – Museo Sigismondo Castromediano di Lecce e la partecipazione di MIBACT, Direzione Generale Musei, Polo Museale della Puglia, SABAP-BA, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari , MIBACT, Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia e della Basilicata.

Paolo Finoglio, Trionfo di Bacco, Madrid, Museo Nacional del Prado.

Paolo Finoglio, Trionfo di Bacco, Madrid, Museo Nacional del Prado

Cupid and Death

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Un commento

  1. 3000 visitatori che non hanno potuto vedere il ciclo della Gerusalemme Liberata, chicca conversanese, vero orgoglio! la politica crea danni..poi se si uniscono anche arroganza e presunzione di qualcuno…allora il gioco è ..sfatto!

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