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Acquaviva, sarà riposta la targa intitolata a Di Vagno e che i fascisti fecero rimuovere
La locandina dell'evento di Acquaviva del 7 ottobre 2022

Acquaviva, sarà riposta la targa intitolata a Di Vagno e che i fascisti fecero rimuovere

Intanto a Conversano non c’è alcuna targa a ricordo della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Conversano – C’è un’altra storia, quella non “ufficiale”, ignorata dai libri e dagli studiosi ma che tuttavia merita di essere raccontata. Merita di essere catalogata tra le “altre” storie la vicenda che, si racconta, sarebbe  accaduta ad Acquaviva delle Fonti nei giorni della Marcia su Roma (il 22 ottobre 1922). Prima di raccontarla, però, occorre fare un passo indietro di sei mesi. Era il marzo del 1922 quando, nel corso di una seduta infuocata, il consiglio comunale di Acquaviva decise di approvare l’intitolazione di una lapide dedicata al giovane parlamentare socialista assassinato il 25 settembre 1921 a Mola di Bari, Giuseppe Di Vagno. Il clima era teso, preludeva già all’ascesa al potere del fascismo, ma Palazzo De Mari volle affermare in quella occasione, in maniera chiara e forte, lo sdegno verso la degenerazione violenta in cui stava scivolando l’Italia. La lapide in pietra fu affissa su una parete del Palazzo comunale ma restò lì per pochi mesi. Dopo la Marcia su Roma, il regime la fece rimuovere. E di quella lapide non si seppe più nulla, se non nel ricordo tramandato dai cittadini, dai figli di quei consiglieri che con quel gesto coraggioso seppero sfidare l’arrivo del regime. A distanza di un secolo, la Fondazione Giuseppe Di Vagno di Conversano ha comunicato all’attuale amministrazione comunale di aver ritrovato i documenti relativi alla storia della targa e il suo testo. Ora l’epigrafe è stata ricostruita su una nuova pietra, che sarà ricollocata là dove è stata rimossa. Sarà questo, venerdì 7 ottobre alle 18 l’evento di apertura della rassegna “L’Altra Storia”, organizzata dal Comune di Acquaviva delle Fonti fino al 13 ottobre per rendere  omaggio a tre grandi pugliesi (oltre a  Di Vagno, Antonio Lucarelli e Cesare Colafemmina), parlando per l’appunto dell’Altra Storia, quella di cui non si parla nei libri di scuola, ma che ha segnato molto le nostre terre. E a proposito di epigrafi, non si conoscono le ragioni della mancata collocazione della targa che ricordi la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto il 25 settembre del 2021 nel Teatro Norba alle celebrazioni del Centenario della morte di Di Vagno. Un passaggio, quello dell’attuale Capo dello Stato, finora ignorato e “discriminato” rispetto ai suoi predecessori Sandro Pertini (rese omaggio a Di Vagno il 2 marzo 1980) e Giorgio Napolitano (a Conversano il 5 novembre 2011).

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