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Candela: “Il bilancio approvato dalla giunta non impegna un euro per sostenere famiglie e attività colpite dall’emergenza”
Chiara Candela, segretario del movimento Conversano Bene Comune

Candela: “Il bilancio approvato dalla giunta non impegna un euro per sostenere famiglie e attività colpite dall’emergenza”

Il Consiglio Comunale discuterà martedì 13 aprile il bilancio di previsione approvato dalla giunta
di Chiara Candela, segretaria del Movimento Politico Conversano Bene Comune
Conversano – La giunta Lovascio ha approvato il 18 marzo scorso e sottoposto all’esame della commissione consiliare bilancio un bilancio di previsione senza tempo, il bilancio di un anno qualunque e di una città qualunque.
Fuori da ogni tecnicismo, a detta dei revisori tutti i termini di legge e tutti gli indicatori tecnici sono rispettati; ed è il minimo, considerato che ci sono voluti i bilanci del 2018, 2019 e 2020 per mettere a posto i gravi rilievi seguiti all’ispezione del Ministero di Economia e Finanze di inizio 2017 sui bilanci dal 2012 al 2016, cioè sulle scelte politiche e di gestione amministrativo-contabile della precedente giunta Lovascio.
Ma esperienza, capacità e competenze non sono automatismi, e infatti noi diciamo che in questo bilancio di previsione, esattamente come nelle linee programmatiche, non c’è anima, non c’è visione, non c’è il coraggio di guardare in faccia la realtà e chiamare le cose con il loro nome. Nonostante siamo già da più di un anno ancora nel pieno di una gravissima emergenza sanitaria, di una pandemia unica nella storia, Conversano è quella città amministrata (non certo governata) da una giunta che non impegna un solo euro sui vari capitoli creati e dedicati, già nel 2020 e con molti sacrifici, a sostenere le esigenze straordinarie di famiglie e attività economiche colpite dagli effetti devastanti dell’emergenza covid.
Ci siamo trovati di fronte un bilancio frutto di promesse elettorali, perché si ostina ciecamente e cinicamente a triplicare le risorse complessivamente destinate ai vari capitoli dedicati a contributi e spese per manifestazioni e servizi in ambito culturale e turistico.
Siamo di fronte a un bilancio che, esattamente come il sindaco tenta di fare da molti mesi ormai, rimuove il covid dal proprio orizzonte, non considera che c’è un tessuto economico e sociale che non si deve sfilacciare, che c’è una comunità che non deve solo mangiare (perciò non bastano le risorse assegnate dal governo per erogare buoni spesa alimentare), ma deve essere aiutata a resistere, con azioni concrete ed esempi.
E invece – mentre ancora riesco a sentire le urla sguaiate con cui l’anno scorso ad aprile alcuni componenti di questa giunta e di questa maggioranza invocavano l’impegno per l’emergenza di risorse di cui l’ente ancora non disponeva, per mero populismo – quelle stesse persone oggi non riescono a decurtare di un solo euro le proprie indennità.
Rileviamo oggi le risposte di circostanza e preconfezionate fornite dalla giunta in commissione bilancio, respingendo ogni richiesta di confronto con i consiglieri di opposizione Accardo e Loiacono, che hanno presentato degli emendamenti, e possiamo quindi solo auspicare che il dibattito in consiglio comunale del prossimo 13 aprile ci dia delle risposte: perchè non si può decurtare di nemmeno un euro la previsione di spesa per il servizio di mensa scolastica (con le classi certamente decimate nelle presenze delle scorse settimana, con le scuole totalmente chiuse per tutto il mese di marzo)? perchè non si cerca di compensare almeno in minima parte la consistente riduzione prevista nel 2021 dei trasferimenti da stato e regione per i servizi sociali? perchè nel 2021 si impegnano complessivamente circa 300mila euro per l’area cultura-turismo (contro i meno di 100mila del 2020), come se non fosse tutto chiuso già da mesi e si potrà fare ben poco da qui alla fine dell’anno? perchè non viene destinato nemmeno un euro all’allestimento dignitoso e al funzionamento dell’hub vaccinale che sarà a carico del comune, mentre il personale verrà messo a disposizione dalla ASL? perchè non si può destinare un solo euro alle agevolazioni tributarie per famiglie e imprese più colpite dagli effetti della pandemia, né a misure di sostegno per piccole imprese e lavoratori autonomi (spesso i più giovani) esclusi da cassa integrazione?
Il movimento politico Conversano Bene Comune si riserva ulteriori e più compiute considerazioni a seguito del dibattito consiliare di martedì prossimo.                                                                                    
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