Franco Baresi nel ricordo dei tifosi milanisti e non solo. Un campione “universale”

Peppino Prisco, storico vicepresidente dell’Inter, sovente ripeteva che il suo più grande rammarico era quello di non aver conosciuto l’osservatore delle giovanili dell’Inter che aveva scartato Franco Baresi ai provini. Ed aveva ragione perché la storia ci racconta che Baresi passò al Milan, dove diventò una bandiera così importante che il giorno del suo ritiro dal calcio giocato la società rossonera ritirò la maglia numero sei.

Il momento più alto ed insieme più drammatico, sportivamente parlando, della carriera di Franco Baresi sono stati i Mondiali negli Usa nel 1994. In quei mondiali alla seconda partita si ruppe il menisco e fu operato. Esattamente venticinque giorni dopo disputò la finale giocando una partita meravigliosa. Venticinque giorni dopo. Roba da far impallidire i campioni di oggi così attenti all’alimentazione, al campo, al clima freddo e al clima caldo. In quella finale disputata in maniera esemplare giocò per centoventi minuti. Poi alla lotteria dei rigori ne sbagliò uno. E’ vero che da questi particolari non si giudica un giocatore, perché infatti tutta l’Italia lo ha perdonato ed oggi che ci ha lasciato tutti lo piangono, tifosi ed avversari, manifestandogli una stima intatta.

A Conversano i tifosi del Milan sono tanti e tutti oggi hanno un ricordo legato al loro capitano. Abbiamo chiesto a Mincuccio Malena, storico presidente del Milan club di Conversano degli anni ’60-’70-’80, e ai fratelli Vito e Piero Vitto, rispettivamente attualmente presidente e vice presidente del Milan club, cosa ha rappresentato Baresi per i tifosi del Milan.

Malena ci ha detto che “Franco è stato il vessillo rossonero di uno stile elegante sobrio ed al tempo stesso passionale e duraturo sulla scia del suo mentore Liedholm e del suo capitano Rivera, per esplodere con Sacchi e la sua grande squadra dell’era Berlusconi. La sua fedeltà alla maglia rossonera rimane un esempio per tutto il pianeta calcio”.

I fratelli Vitto, invece: Oggi è un giorno triste per chi ha avuto la fortuna di conoscere e vedere Franco Baresi. Un esempio di lealtà sportiva che ci riporta indietro ad un calcio fatti di uomini veri. Per noi è il punto di riferimento, il capitano di mille battaglie e quell’attaccamento ai colori rossoneri che lo portano a essere leggenda. Tanti i ragazzi diventati milanisti grazie al Milan di Baresi. Abbiamo avuto la fortuna in questi anni di club di partecipare ad eventi dove è sempre stato presente con la sua straordinaria eleganza e gentilezza. Un uomo disponibile e sempre legato ai suoi tifosi. Oggi i fratelli Vitto hanno deciso di ricordare Baresi nella sede,  incidendo sulla parete delle frasi le sue indimenticabili parole:” il Milan è parte di me ed io sarò per sempre parte di lui”.

Anche i tifosi delle altre squadre lo ricordano con stima e con una punta di commozione.

“La scomparsa di Franco Baresi, una leggenda del calcio. Un campione, che anche se militante nel Milan, ha saputo raccogliere la stima anche da parte dei tifosi avversari. Personalmente ricordo due passaggi della sua carriera, il primo quando il Milan retrocede in serie B e lui, nonostante offerte provenienti da mezza serie A, decide di seguire la squadra in serie B, perché il capitano non abbandona la nave, ed il secondo le lacrime dopo la sconfitta in finale nel mondiale ‘ 94. In quel mondiale aveva recuperato in tempo record dall’infortunio al menisco per disputare la finale e poi…l’errore dal dischetto, la sconfitta e le lacrime. Questi campioni non sono bandiere di una sola squadra, ma sono campioni universali “  queste sono le parole di Giovanni Motolese, presidente dell’Inter club di Conversano.

Per i colori bianconeri il ricordo è nelle parole di Rino Liegi: ”Franco Baresi, campione come pochi altri. Il Milan dei tempi d’oro era il Milan di Baresi. Una bandiera che merita di essere ricordata con profondo rispetto da tutti i veri sportivi.”

Le conclusioni le lasciamo a due tifosi del Milan di generazioni diverse accomunati dal nome, Paolo. Nonno e nipote appassionati dei colori rossoneri.

Paolo, il nonno, rossonero da sempre basti pensare che seguito il Milan in Spagna nel 1969 per assistere alla finale di Coppa dei Campioni vinta dai rossoneri contro l’Ajax, ci dice “ Baresi è stato un grande, grandissimo in una squadra fortissima”  e pensando al Milan di oggi ci dice “torneremo grandi”.

Paolo, di quattordici anni: “Baresi non l’ho mai visto giocare ma so che era fortissimo, ai miei occhi è un grande anche perché è diventato vincente dopo essere stato scartato dall’Inter, io penso che lui insieme a Maradona sono due grandissimi del passato”.

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