Da anni avevo sempre coltivato la speranza di una chiacchierata con Paolo Malena, conversanese doc, che nel 1961 si trasferì giovanissimo a Milano. In quella che già era, ed è sempre più diventata, una delle città più importanti e vive d’Europa, nel tempo ha rivestito ruoli fondamentali, sia come manager dirigendo un importante ospedale della città lombarda, sia come assessore comunale socialista affermatosi con i sindaci che hanno fatto la storia d’Italia: Aldo Aniasi e Carlo Tognoli. E non solo con loro, perché ricoprì il ruolo di assessore anche con i sindaci Paolo Pillitteri e Giampiero Borghini, fino al 1992.
Una personalità, quindi, che ha vissuto gli anni allo stesso tempo difficili e di grande sviluppo. La strage di piazza Fontana (1969), il terrorismo brigatista, la contestazione studentesca rappresentarono momenti drammatici che non inficiarono la grande corsa di Milano che divenne sempre di più il volano per l’economia italiana.
Ma la qualità che tutti riconoscevano e riconoscono a Paolo Malena, un ottancinquenne dalla immutata cortesia, è la disponibilità all’incontro e al confronto. E, soprattutto, alla risoluzione dei problemi delle persone, tante, che a lui si rivolgevano quando da Conversano, e non solo, si recavano a Milano, per problemi di salute o di lavoro. Una disponibilità ancora intatta e che gli deriva da un aspetto caratteriale sempre molto indirizzato agli altri, avendo lui stesso avuto non poche difficoltà per l’inserimento in una città che lo vide arrivare giovanissimo e che poi, dopo qualche tempo, non solo lo accolse ma lo investì di grandi responsabilità.
E il suo attaccamento per la sua città natale, Conversano, lo esprime quando auspica un’unità di intenti politica che possa risolvere problemi annosi come quello dei passaggi a livello e della manutenzione del verde: “Conversano lo merita“, ci dice.
Ci siamo dati appuntamento in Villa Garibaldi, un luogo iconico per tutti, per quella chiacchierata alla quale pensavo da tempo. Comuni amici, e vecchie frequentazioni familiari, hanno fatto il resto.
E’ un piacere averlo ascoltato e dare la possibilità a tutti di farlo.