Conversano, giunta e presidente del Consiglio Comunale: anche il “Manuale Cencelli” non riesce a far quadrare i conti

E’ passato un mese esatto dallo scrutinio e dal risultato elettorale che ha sancito la rielezione, per la quarta volta, del sindaco Giuseppe Lovascio. A trenta giorni da quel momento tutto sembra essersi fermato: non c’è ancora la proclamazione ufficiale degli eletti in consiglio comunale e il sindaco non ha ancora nominato gli assessori. Siamo una città sospesa, senza notizie, senza governo e senza le dovute necessarie decisioni.

Siamo una città non collegata al nuovo ospedale “Monopoli-Fasano” e non rappresentata nella riunione della commissione consiliare regionale che si è riunita ieri, 25 giugno, sembra con l’assenza di esponenti del nostro comune, pur invitato ufficialmente.

Siamo una città alle prese con il macigno di alcune opere pubbliche finanziate dal PNRR e non ultimate e, quindi, ad alto rischio definanziamento (il plesso “Seveso” di via Buonarroti, il centro per la raccolta differenziata di via M.llo Lorusso nella zona annonaria, i famosi parchi).

Siamo una città isolata e non servita dalla ferrovia (il servizio “dovrebbe” essere riattivato il 13 luglio prossimo).

Siamo, tecnicamente, una città azzoppata nonostante le cittadine e i cittadini abbiano dato un segnale inequivocabile il 24 e 25 maggio scorso votando un sindaco e la sua compagine in maniera netta.

In queste ore, e da giorni, il sindaco di Conversano sta incontrando i rappresentanti delle liste civiche che lo hanno sostenuto seguendo quello che è diventato famoso come il “Manuale Cencelli“. Distribuire posti di potere decisionale a chi ha ricevuto più voti, a prescindere dalle competenze e dai meriti e, soprattutto, dai bisogni della città che meriterebbe una squadra all’altezza del compito gravoso. Perché Conversano, nonostante abbia avuto una stabilità politica di quasi un ventennio, non è riuscita ad affermarsi come avrebbe potuto e dovuto.

In un primo momento, e con alcune dichiarazioni, lo stesso sindaco aveva fatto pensare alla formazione di un governo di persone esterne e competenti per materia. La realtà dei fatti lo ha riportato sul pianeta Terra e a dover dar conto ai “portatori di voti” che non fanno sconti a nessuno: chiedono assessorati e potere e aggiungono: “così come concordato prima delle elezioni“.

La grana più grossa che si trova a dover affrontare e risolvere il sindaco Lovascio, al momento, è quella dell’assegnazione del ruolo di presidente del Consiglio Comunale. Il consigliere Cerri, come avevamo anticipato sul nostro giornale, ha ritenuto di dover chiedere per se la carica di presidente del Consiglio. Una carica che aveva anche sfiorato nella passata legislatura ma che poi finì nella disponibilità di Gungolo, che aveva ottenuto qualche voto in più. Questa volta l’avvocato Cerri rivendica un ruolo data la sua esperienza e dati i suoi rapporti con esponenti di maggioranza e opposizione. Ma è esattamente nella sua lista “Popolari per Conversano” che nascono i problemi. Il primo dei non eletti, l’ing. Stefano Caradonna, rivendica il ruolo di assessore per “accordi pregressi” e precedenti alle elezioni. Tutti sapevano che Caradonna si sarebbe piazzato al terzo posto nella lista, in questo caso risultando il primo dei non eletti, e che comunque sarebbe rientrato nei giochi da assessore. I numeri sono stati rispettati alla perfezione, ciò che che non quadra è l’ipotetico accordo preventivo che avrebbe portato Caradonna in giunta. Cosa che con la richiesta di Cerri non sarebbe possibile in quanto alle prime sei liste classificatesi (Manuale Cencelli), spetta un solo ruolo e non due. La questione sta diventando esplosiva e, al momento, nulla si sa sulla quadra finale anche perché sembra che nella lista “Popolari per Conversano” ci siano frizioni importanti che stanno mettendo in difficoltà il sindaco, alle prese anche con la richiesta del consigliere eletto con il maggior numero dei voti in assoluto Roberto Berardi al quale non dispiacerebbe affatto rivestire la carica di presidente del Consiglio Comunale. Qualunque sintesi porterà a malumori che potranno riversarsi sulla serenità della maggioranza sin dall’inizio dei lavori della consiliatura.

Quanto al resto della maggioranza, i nomi che si fanno per la giunta sono sempre gli stessi. Ma anche qui si registrano malumori tra chi non vede di buon occhio la scelta di affidare un assessorato alla lista che ha visto l’elezione del figlio del sindaco, Michele Lovascio. Il ragionamento che fanno alcuni componenti delle liste alle quali non spetterebbero assessorati è di questo tipo: la lista che ha eletto il figlio del sindaco è stata favorita direttamente e, soprattutto, indirettamente dal traino del cognome del candidato sindaco. Per quale ragione a quella lista (Esserci) deve essere riconsociuto anche un ruolo in giunta avendo avuto un benefit in campagna elettorale?

Questo, accanto a chi rivendica oltre che un assessorato anche deleghe diverse, rappresenta l’attuale problema. Il Manuale Cencelli di solito e storicamente ha sempre risolto le questioni, questa volta sicuramente le risolverà ma lascerà sul campo “qualche morto e tanti feriti”, fortunatamente solo politicamente parlando.

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