Piste ciclabili a intermittenza: percorsi interrotti, auto in sosta e attraversamenti controversi. Le foto dei punti critici

Da via Florenzo Jaia a via Fratelli Rosselli e via Matteotti, fino a corso Dante Alighieri, via Palmiro Togliatti e via Francesco Vernaleone: le fotografie documentano problemi di continuità, manutenzione e sicurezza.

Il problema non è soltanto realizzare nuove piste ciclabili, ma renderle effettivamente utilizzabili, sicure e collegate tra loro. A Conversano, un esame fotografico di alcuni percorsi urbani pone interrogativi sulle scelte progettuali adottate e sulla loro concreta funzionalità.

In via Florenzo Jaia, una pista di recente costruzione presenta attraversamenti con segnaletica differente e punti nei quali la continuità ciclabile non risulta chiaramente riconoscibile. In via Fratelli Rosselli, la sosta delle automobili può trasformare una corsia riservata in uno spazio inutilizzabile. In via Matteotti emergono interferenze tra attraversamenti pedonali, percorsi ciclabili e arredi stradali. Le ulteriori fotografie mostrano tratti che terminano improvvisamente e pavimentazioni che richiedono interventi.

Sono situazioni diverse, accomunate da una domanda: si sta costruendo una vera rete ciclabile urbana oppure una successione di tratti che non sempre dialogano tra loro?

Piste che si interrompono: dove deve andare chi pedala?
Le immagini documentano più punti nei quali la prosecuzione del percorso non è immediatamente leggibile. La pista termina, incontra una strada o cambia configurazione senza che vi sia una soluzione continua e riconoscibile. In via Palmiro Togliatti e via Francesco Vernaleone il tema della continuità si somma alle condizioni della superficie. Occorre verificare per ciascun tratto il progetto approvato, la segnaletica e gli eventuali collegamenti programmati.


Manutenzione: pavimentazioni ammalorate e vegetazione sul percorso
In via Palmiro Togliatti il rivestimento della pista presenta una fitta rete di fessurazioni. In via Francesco Vernaleone, alcune porzioni della pavimentazione in masselli appaiono sconnesse o mancanti. Un’altra immagine mostra rami e fronde che si protendono sullo spazio ciclabile, riducendo il passaggio utile. Sono condizioni che richiedono sopralluoghi, ripristini della superficie e una manutenzione mirata del verde, senza pregiudicare la salute delle alberature.


Attraversamento semaforizzato: quale indicazione per le biciclette?
Una fotografia aggiuntiva documenta un attraversamento ciclabile in corrispondenza di un incrocio regolato da semaforo. Sulla destra è visibile un impianto semaforico, ma nell’immagine non si riconosce una lanterna specificamente dedicata ai ciclisti. È quindi opportuno verificare quale segnale debbano rispettare, se la regolazione dell’attraversamento sia adeguatamente indicata e se siano garantite condizioni di sicurezza e chiarezza nelle manovre.

Via Florenzo Jaia – Attraversamento e prosecuzione da chiarire.


Via Florenza Iaia: perché attraversamenti differenti sullo stesso itinerario?
Le immagini mostrano una pista ciclabile chiaramente individuabile dalla pavimentazione colorata e dai pittogrammi, lungo la quale si alternano attraversamenti segnalati con strisce pedonali e altri riconducibili alla continuità ciclabile. Una differenziazione che solleva interrogativi sulla coerenza delle soluzioni progettuali adottate. Perché lungo uno stesso itinerario si ricorre a modalità differenti di attraversamento? Quali criteri ne hanno determinato la scelta? Ulteriori perplessità riguardano un restringimento localizzato della pista a favore del marciapiede, seguito da un successivo allargamento, del quale non risultano immediatamente comprensibili le ragioni funzionali.


Via Florenzo Jaia – Attraversamento con strisce pedonali e restringimeto

Via Florenzo Jaia – Segni di attraversamento riferibili alla continuità ciclabile.


Via Fratelli Rosselli: la pista esiste, ma le auto possono renderla inutilizzabile
La fotografia documenta un’automobile ferma a cavallo della corsia ciclabile, occupandone parte dello spazio e compromettendone la fruibilità. Chi percorre la pista in bicicletta può essere costretto a fermarsi oppure a spostarsi verso la carreggiata destinata al traffico veicolare, con conseguenze sulla sicurezza. Pur non essendo obbligatoria la separazione fisica per ogni tipologia di infrastruttura ciclabile, appare necessario interrogarsi sull’efficacia delle misure adottate per impedire la sosta irregolare. Controlli più frequenti ed eventuali dispositivi di protezione, opportunamente progettati, potrebbero contribuire a garantire la continuità e la sicurezza del percorso.


Via Matteotti: pedoni, biciclette e ostacoli nello stesso spazio
Le fotografie mostrano attraversamenti pedonali contraddistinti da strisce bianche che interessano anche superfici di colore rossastro destinate al percorso ciclabile. La sovrapposizione visiva delle diverse tipologie di segnalazione pone interrogativi sulla chiarezza delle indicazioni rivolte a pedoni e ciclisti. La sola colorazione della pavimentazione non determina infatti la disciplina della circolazione, che deve risultare dalla segnaletica prevista dal Codice della strada. Occorre pertanto verificare se le soluzioni adottate distinguano adeguatamente gli spazi destinati alle diverse categorie di utenti, evitando situazioni di incertezza e possibili interferenze.


Via Matteotti – Attraversamenti pedonali sul fondo rossastro della pista ciclabile

Via Matteotti – Attraversamento pedonale davanti al tratto ciclabile

La norma e il progetto: due verifiche indispensabili
La realizzazione delle infrastrutture ciclabili deve confrontarsi con le disposizioni del Codice della strada, del relativo regolamento di esecuzione e con la disciplina tecnica applicabile, tra cui il D.M. 557/1999, tenendo conto delle successive modifiche normative. Diventa pertanto necessario conoscere gli elaborati progettuali approvati, i provvedimenti che disciplinano la circolazione e le verifiche effettuate sulle opere realizzate. La questione non riguarda soltanto la conformità formale della segnaletica, ma anche la continuità dei percorsi, la sicurezza degli attraversamenti e la concreta possibilità di utilizzare le infrastrutture senza incontrare ostacoli o situazioni di incertezza.
Sarebbe utile conoscere il disegno complessivo della rete, i collegamenti programmati, le eventuali opere ancora da completare e le verifiche effettuate prima dell’apertura al traffico.


Le domande all’Amministrazione Comunale
Perché lungo la stessa pista si alternano attraversamenti pedonali e ciclabili? Come viene garantita la continuità nei punti terminali? Quali interventi sono previsti per ripristinare le pavimentazioni deteriorate e contenere la vegetazione che invade il percorso? Quali misure sono previste contro la sosta sulle corsie riservate alle biciclette? Sono state verificate accessibilità, visibilità e interferenze? E, soprattutto, esiste un programma organico che colleghi i singoli tratti oggi presenti in città? Come viene disciplinato il passaggio delle biciclette agli incroci semaforizzati privi di indicazioni ciclabili chiaramente riconoscibili?

Investire nella mobilità ciclabile significa investire nella qualità urbana, nella sicurezza e in una diversa organizzazione degli spostamenti quotidiani. Ma realizzare una pista ciclabile non significa semplicemente colorare una porzione di strada o delimitare un percorso: significa garantire un collegamento continuo, riconoscibile, accessibile e sicuro.

Le fotografie raccolte in diversi punti di Conversano mostrano situazioni che meritano risposte puntuali. Interruzioni improvvise, attraversamenti dalla disciplina non immediatamente comprensibile, pavimentazioni deteriorate, vegetazione ingombrante e automobili che occupano gli spazi riservati alle biciclette rappresentano criticità differenti, ma riconducibili a una questione comune: la necessità di considerare la mobilità ciclabile come una rete organica e non come una semplice somma di interventi isolati. È su questo terreno che si attende un chiarimento dell’Amministrazione comunale: quali interventi sono previsti per rendere le piste ciclabili di Conversano realmente continue, sicure e utilizzabili?

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