Katia Bianco, la forza delle donne per la maternità contro i pregiudizi

La proposta di legge “PMA per tutte” vuole modificare la legge n. 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita (PMA), che oggi consente l’accesso alle tecniche mediche per il concepimento assistito solo alle coppie eterosessuali, e lascia quindi discriminate:

– donne single

– coppie di donne

– tutte le persone che, su indicazione medica, ne abbiano necessità.

La proposta di legge di iniziativa popolare fortemente voluta da Katia Bianco e sostenuta dall’Associazione Luca Coscioni propone di estendere l’accesso alla PMA a tutte le donne maggiorenni, sia single che in coppia anche dello stesso sesso; riconosce che la difficoltà ad avere figli può avere cause diverse, non solo mediche, e aggiorna le norme e le sanzioni per renderle coerenti con questa apertura. 

L’idea di fondo è che diventare genitori è una scelta personale, e che il sistema sanitario pubblico debba garantire a tutti un accesso equo e sicuro, tramite il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) pagando unicamente il ticket, e senza costringere le persone ad andare all’estero, alimentando quel “turismo procreativo” verso Paesi come la Spagna e il Portogallo, il Belgio e la Danimarca, per restare in Europa. Le mete più frequenti sono la Spagna, la Danimarca, il Portogallo e il Belgio.

E non è solo questione di discriminazione economica tra le persone e le coppie, ma è anche una discriminazione giuridica delle persone adulte e di tutela giuridica dei nuovi nati, perchè ad esempio dopo una FIVET fatta all’estero, al rientro in Italia, per le coppie di donne sorge un grave problema legale sul riconoscimento della seconda madre (la madre intenzionale), che spesso è costretta a intraprendere un lungo e incerto percorso giudiziario di adozione in casi particolari per veder riconosciuti i propri diritti genitoriali.

E dunque questa iniziativa di legge aggiunge un tassello importantissimo, direi una questione di civiltà, al già traballante castello di principi normativi introdotti dalla ormai famigerata legge 40, della quale molte irragionevoli norme:

Nel 2009 la sentenza n. 151 ha eliminato l’obbligo di creare al massimo tre embrioni e di impiantarli tutti insieme, restituendo al medico la valutazione caso per caso e aprendo alla crioconservazione.

  • nel 2014 la sentenza n. 162 ha cancellato il divieto assoluto di fecondazione eterologa,
  • nel 2015 la sentenza n. 96 ha aperto l’accesso alla PMA e alla diagnosi preimpianto alle coppie fertili portatrici di gravi malattie genetiche,
  • nel 2025 la sentenza n. 68 ha riconosciuto ai figli nati da PMA in un progetto condiviso tra due donne il diritto a essere riconosciuti fin dalla nascita da entrambe le madri,
  • sempre nel 2025, la sentenza n. 69 ha chiarito che non esistono ostacoli costituzionali a estendere l’accesso a donne single e coppie di donne, e che la decisione spetta al Parlamento.

Ed è proprio su questo fronte che l’Associazione Luca Coscioni, con un gruppo di lavoro di circa 30 donne ha costruito la campagna PMA per tutte: è una campagna necessaria perchè nonostante le decisioni della Corte Costituzionale e la mobilitazione di decine di migliaia di persone su una prima petizione, il Parlamento è rimasto fermo.

Una delle leve mediatiche più efficaci in questi mesi è risultata essere proprio l’esperienza di Katia Bianco, architetta conversanese che, proprio da quella Conversano che vanta nel suo Poliambulatorio un centro pubblico di primo livello per la PMA, è dovuta partire per tentare per ben tre volte di diventare madre a quarant’anni, sostenendo uno stress fisico e psicologico e uno sforzo economico che non sono da tutte e che non possono andare oltre un limite accettabile.

Questa campagna, allora, è un gesto estremo, perchè è di estrema generosità e di enorme passione politica, perchè Katia ha deciso di battersi per il diritto di tutte le altre donne che condividono lo stesso desiderio di maternità e che, dopo di lei, non dovranno sostenere gli stessi sforzi.

In questo momento la raccolta firme è arrivata in pochissimi mesi a 45.640 firme e quindi al 91% di quel risultato minimo (50.000 firme) che è ormai a portata di mano e consentirà di presentare ufficialmente l’iniziativa di legge popolare per modificare l’art. 5 e altri commi della famigerata l. n. 40/2004 sulla PMA.

Sarebbe molto bello se l’ultimo miglio di questa raccolta firme fosse compiuto proprio dai cittadini e dalle cittadine di Conversano, al fianco di Katia che con tantissimo coraggio e passione ha scelto di mettere la sua esperienza di vita al servizio di una causa così grande e vitale per migliaia di persone in Italia, e più in generale al servizio di quei diritti civili per il cui riconoscimento tanta strada è ancora da fare nel nostro Paese.

La procedura per sottoscrivere la raccolta firme a sostegno della legge popolare è interamente digitale, gratuita e richiede meno di due minuti. Si può firmare accedendo direttamente alla piattaforma pubblica per i referendum e le iniziative popolari del Ministero della Giustizia tramite la pagina dedicata “PMA per tutte” (https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6800002).

L’autenticazione avviene in modo sicuro utilizzando lo SPID o la Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Consulta il testo della proposta di legge “PMA per Tutte” urly.it/31gwqk

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