Spuntano i primi nomi per la giunta. Berardi, il più suffragato, verso la presidenza del Consiglio

Il sindaco Lovascio non ha ancora cominciato, almeno ufficialmente, il giro di consultazioni per l’organizzazione della nuova giunta comunale. Sembra, comunque, che l’ipotesi di far ricorso a membri esterni sia tramontata e che, anche questa volta, assessore e assessori saranno individuati dal primo cittadino tra gli eletti in consiglio o da loro indicati. I posti da assegnare per la giunta sono cinque, poi c’è la presidenza del Consiglio Comunale. In tutto sei postazioni a fronte di otto liste che hanno sostenuto il primo cittadino e che hanno tutte espresso almeno un consigliere comunale. Inevitabilmente ci sarà qualcuno che nella divisione sarà tenuto fuori dai posti che contano.

Cominciano a circolare i primi nomi che fanno capo alle prime cinque delle otto liste. Sembra che debba esserci il ritorno di Carlo Gungolo in giunta (probabilmente ai Lavori pubblici). Le sue dimissioni dal Consiglio Comunale aprirebbero la strada all’ingresso della prima dei non eletti della lista “Conversiamo“: si tratta di Antonella Giustiniani che ha ricevuto 296 preferenze.

Per la lista “Popolari per Conversano” entreranno in Consiglio Comunale Vito Cerri ed Elisabetta Di Mise. Sembra che nessuno dei due entrerà a far parte della giunta comunale della quale, invece, dovrebbe far parte il primo dei non eletti Stefano Caradonna, il candidato sostenuto da esponenti del Banco di Credito Cooperativo. A Caradonna andrebbe l’assessorato all’Urbanistica.

Ad entrare in Consiglio Comunale per la lista “Esserci” sarà il figlio del sindaco, Michele Lovascio. Per norma non potrà far parte della giunta comunale essendo parente diretto del primo cittadino. Potrebbe essere Rosa Ramunni, prima dei non eletti, a sedere in giunta non si sa con quale delega.

Per la lista “Radici e Orizzonti” sarà sicuramente l’ex assessora Francesca Lippolis ad entrare in giunta. Si è classificata prima con ben 378 preferenze distanziando di quasi 140 voti la prima dei non eletti: l’ex assessora alle Politiche Culturali Katia Sportelli. Se l’assessorato (quale?) andrà alla Lippolis, come sono quasi tutti certi, la Sportelli entrerà a far parte del Consiglio Comunale.

L’ex assessore Roberto Berardi della lista “Attivamente” è stato il candidato più suffragato con 622 preferenze. Un risultato oltre ogni aspettativa e che lo proietta verso la presidenza del Consiglio Comunale, anziché verso una riconferma all’assessorato all’Urbanistica. Se per Berardi è pronto il posto di presidente del Consiglio, il primo dei non eletti della sua lista Silvano Di Palma non entrerebbe a far parte dell’assise comunale.

Infine per la lista “Norba” potrebbe esserci la nomina di un esterno. La lista capeggiata dall’ex consigliere comunale Lorenzo Abbruzzi, riconfermato con l’ottimo risultato di 566 preferenze, potrebbe esprimere quale assessore Fabio Locaputo. Un vecchio sostenitore di Abbruzzi già in predicato di entrare in giunta nella passata consiliatura. A Locaputo potrebbe toccare l’assessorato al Bilancio.

Non ci sarebbero posti in giunta per le altre due liste: “Conversano domani” e “Innoviamo“. La prima, connotatasi come la lista nella quale sono confluiti esponenti e dirigenti della destra meloniana ha eletto Benny Nardelli. Da sempre di destra ma uomo “da sempre” fedele al sindaco Lovascio, più che appartenente alla famiglia di Fratelli d’Italia. Il primo dei non eletti è risultato essere Raffaele Piemontese per il quale non ci sarebbe speranza di ripescaggio in Consiglio Comunale.
La seconda lista, invece, ha eletto un esordiente in Consiglio comunale: Donato D’Attoma. Anche per “Innoviamo” non ci sarebbe posto in giunta.
Per i consiglieri eletti in queste due liste ci sarebbero spiragli per la guida delle commissioni consiliari permanenti.

Discorso a parte merita il gruppo di staff del Sindaco. Si intravede la riconferma per alcuni del vecchio gruppo e soprattutto per Luciano Berriola. Una riconferma molto probabilmente dettata dalle capacità relazionali e dall’esperienza maturata in questi ultimi anni. Sempre da ambienti della maggioranza, però, emerge anche l’ipotesi di una corsa a far parte dello staff del sindaco da parte di qualche non eletto/a che, anziché voler entrare in Consiglio Comunale da subentrante, preferirebbe far parte dello staff del primo cittadino. Far parte dello staff significa ricevere un mensile fisso, far parte del Consiglio significa accontentarsi degli spiccioli relativi ai gettoni di presenza, poca roba.

Queste le indiscrezioni raccolte in ambienti vicinissimi alla maggioranza. Nelle prossime ore, con le consultazioni che aprirà il sindaco, la situazione potrebbe cambiare ma non allontanarsi di molto. Sarebbe clamoroso, per esempio, se la maggioranza e lo stesso sindaco decidessero di assegnare la presidenza del Consiglio Comunale ad un esponente delle opposizioni. In passato, a volte, ciò è avvenuto ma sarà difficile ripetere l’esperimento dato che le richieste della maggioranza sono già molto più numerose dei posti disponibili.

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