La politica a Conversano, cronaca di una morte annunciata. L’intervento di Dionigi Lorusso sulle prossime amministrative

Quelli della mia generazione hanno vissuto l’altro tempo. Il tempo in cui, certo, la Politica era condizionata dall’ideologia ma volava alto. Il tempo dei partiti di massa, della passione che coinvolgeva quasi tutti i cittadini, con o senza tessera. Si guardava sempre al futuro, al progresso, alla soddisfazione dei bisogni, alla giustizia sociale, alla tutela dei diritti, tutti problemi collettivi. Il confronto tra  partiti e quello tra i singoli cittadini, talvolta anche aspro, verteva prevalentemente sulle proposte per affrontare e provare a risolvere quelle problematiche, proposte di solito diverse per sinistra, centro e destra. Questo confronto, il dibattito nelle sedi di partito e per strada, era pressoché continuo, non limitato al periodo preelettorale. La vita politica era un aspetto rilevante della vita della comunità e certo è che quello è stato un tempo di grandi cambiamenti e di sviluppo per la nostra città e per l’Italia intera.  

Quando quel tempo è morto nella nostra città?  E’ possibile identificare il momento preciso in cui è comparso un nuovo modo di fare politica che, già ab initio, guardando il fenomeno con spirito critico, faceva presagire la morte della Politica , quella con la P maiuscola che la mia generazione aveva conosciuto e frequentato. Il momento del cambiamento è quello successivo all’amministrazione Bonasora. Vito, pur tenendo conto della contingenza storica in cui ha amministrato (periodo immediatamente successivo a mani pulite con i partiti storici tutti in evidente crisi),  è stato certamente un epigono in positivo della Politica che abbiamo descritto prima. Vito era una persona disinteressata, generosa, che amava la sua città, estremamente sensibile a bisogni e necessità dei deboli, con idee chiare sui progetti da attuare per il bene della comunità. Si è circondato di giovani come lui, con la stessa sensibilità e lo stesso amore per Conversano e insieme, tirando tutti dalla stessa parte, non solo ne hanno avuto cura ma sono riusciti anche a guardare verso il futuro con progetti di lungo respiro. Tutti ricordano ancora quel periodo, molti anche al di fuori della nostra città.

Dopo i sei anni di Vito, mentre a livello nazionale si consolidava un sistema bipolare (centrodestra versus centrosinistra), in città si è determinato inizialmente un periodo di confusione che ha pian piano generato un sistema sui generis che perdura ormai da circa vent’anni. I partiti nazionali sono praticamente scomparsi dall’attività politica cittadina (presumo che la grande maggioranza dei conversanesi ignori chi ne siano i rappresentanti locali). Solo il PD e il PSI sono riusciti, talvolta, a far eleggere un loro rappresentante in consiglio comunale ma, di fatto,  non hanno inciso sulla politica locale e hanno subito il sistema che ha visto e vede la scena occupata da un numero impressionante di liste civiche. L’ultimo consiglio comunale, per esempio, vedeva solo due eletti nella lista del PD, tutti gli altri consiglieri erano stati eletti in liste civiche. Possiamo affermare che, per questo lungo periodo, nella nostra città è morta la Politica, come l’ha conosciuta la mia generazione, ed è nata la politica con la p minuscola, quella senz’anima, senza cuore. Negli ultimi vent’anni circa la città è stata amministrata solo da rappresentanti di liste civiche. Una sorta di populismo istituzionalizzato che ha bypassato la mediazione dei partiti. Un sistema pericoloso per la democrazia rappresentativa. Gli eletti infatti non rispondono ad alcuno delle loro scelte e dei loro comportamenti. L’unico  obiettivo politico per costoro è quello di sopravvivere e  per raggiungere questo obiettivo devono  fidelizzare il consenso.   L’unico modo è quello di assecondare gli interessi e le richieste di quelli che li hanno votati. Questo sistema ha fatto proprio il principio su cui si basano le destre in tutto il mondo: “Per gli amici qualsiasi cosa, per gli avversari la legge”. E così, per queste ragioni, le amministrazioni populiste della nostra città hanno curato solo il particolare, senza una visione capace di guardare al bene collettivo, di progettare il futuro, col risultato che la nostra città è cambiata sì ma in peggio mentre tutte le città limitrofe hanno saputo cogliere il vento in poppa che soffia da molti anni nella nostra regione. Essere eletti in una lista civica ha offerto poi a molti dei rappresentanti nella nostra città anche una certa disinvoltura politica. La maggioranza di centrodestra della nostra città infatti soffre di una sorta di strabismo politico, considerato che alcuni di loro, in occasione di elezioni regionali o europee, hanno votato e fatto votare per candidati del PD, pur essendo il PD all’opposizione in consiglio comunale. Questa è stata la politica con la p minuscola nella nostra città fino ad oggi, una politica del piccolo cabotaggio, clientelare, senza una visione strategica.

E l’oggi come si presenta? Tra diciotto giorni ci saranno, nella nostra città, le elezioni amministrative. La novità principale riguarda il centrosinistra che per la prima volta si presenta unito dopo circa un quarto di secolo. Unica eccezione è il PSI che ha preferito correre da solo candidando a sindaco l’avvocato Vincenzo Miccolis. Comunque nell’alleanza di centrosinistra che sostiene il candidato sindaco professor Franco Fanizzi sono rappresentati  tutti i partiti che a livello nazionale sono all’opposizione del governo: PD, Movimento 5 stelle, AVS insieme ai  giovani di Quark e alla lista di Rifondazione comunista. Se tutti questi, compreso il PSI, rappresentano il centrosinistra  gli altri due candidati sindaci, secondo la logica aristotelica, sono da considerarsi di centrodestra. Come in passato il centrodestra si presenta solo con liste civiche e ancora una volta, per ragioni imperscrutabili, non compaiono i simboli dei partiti nazionali che hanno regolarmente in Puglia le loro federazioni. Anche per il centrodestra però c’è una novità. Si presenta in doppia copia. Dalla vecchia maggioranza che sosteneva il sindaco avvocato Giuseppe Lovascio si è generato un clone rappresentato da fuoriusciti che sostengono l’avvocato Mario Loiacono. Nessuno ha mai spiegato ai cittadini le ragioni profonde di questo distacco e quali siano le differenze tra i due schieramenti che dovrebbero spingere a votare l’uno o l’altro, visto che il metodo di fare politica è identico: liste civiche per candidare un numero spropositato di cittadini e mani libere nei confronti della politica regionale e nazionale. Una cosa è certa. Alle importanti elezioni politiche del 2027, quelle del possibile cambiamento, le liste locali di centrosinistra le ritroverete unite a condividere gli stessi obiettivi mentre tutti i candidati delle liste civiche, a partire dai candidati sindaci, si schiereranno a seconda della convenienza personale. La politica attuale non richiede la coerenza che era invece un requisito assoluto della Politica che abbiamo conosciuto e frequentato nei nostri anni di gioventù.

Per tutte le ragioni sopra esposte, se abbiamo a cuore il bene della nostra città, rivolgo  un appello ai concittadini: che il vostro voto sia libero. Il voto è un diritto prezioso, non scambiatelo con una vana promessa personale. Bisogna avere a cuore gli interessi di tutta la comunità, perché il bene di tutti non potrà che dare beneficio a ciascuno, mentre il solo beneficio di pochi trascurerà  i cittadini che non hanno voce, che sono sempre la grande maggioranza.

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