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Il Dirigente del I° circolo “G. Falcone” lascia la reggenza per incarico presso l’Ufficio Scolastico Regionale
Il prof. Pietro Netti

Il Dirigente del I° circolo “G. Falcone” lascia la reggenza per incarico presso l’Ufficio Scolastico Regionale

Inaspettata e improvvisa decisione dopo il superamento di una selezione. Le ragioni spiegate in una circolare

Conversano – E’ giunta come un fulmine a ciel sereno la notizia del superamento di una selezione, avvenuta nel luglio 2019, da parte del dott. Pietro Netti, dirigente reggente del I° circolo didattico “G. Falcone“. Andrà a ricoprire un ruolo legato all’attuazione dell’autonomia scolastica, presso l’Ufficio Scolastico Regionale. E’ durata otto mesi la direzione del dott. Netti e il suo nuovo incarico arriva in un momento difficile per il mondo della scuola, per i ragazzi e le famiglie che mai come in questo momento hanno bisogno di riferimenti certi.
A comunicarlo è stato lo stesso dirigente che, con una circolare (qui pubblicata) indirizzata alle famiglie, al corpo docente e a tutti gli attori del mondo della scuola compresa la pubblica amministrazione,  si è congedato da tutti in quanto già dall’11 gennaio sarà impegnato per il nuovo incarico.
La redazione di Oggiconversano augura al dott. Netti buon lavoro al servizio della comunità scolastica.

La circolare del Dirigente Scolastico, dott. Pietro Netti
Carissimi, in maniera del tutto inaspettata mi è giunta qualche giorno fa la notizia dell’essere destinatario di nomina per l’assegnazione per lo svolgimento dei compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica presso la sede della Direzione generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia a partire dal 11/01/2021 fino al termine dell’anno scolastico 2021/2022, a seguito di una procedura selettiva indetta ex art. 26, comma 8, legge 448/1998 alla quale ho preso parte nel luglio 2019. Confesso che, dopo l’iniziale sorpresa, mi sono domandato per un momento se dovessi accettare o meno questa nuova sfida professionale, in considerazione del fatto che l’accettazione dell’incarico avrebbe comportato la sospensione dal ruolo di dirigente scolastico presso gli Istituti Tecnici “Vito Sante Longo”, che ho diretto negli ultimi quattro anni e mezzo, unitamente al 1° Circolo Didattico “G. Falcone” di Conversano, tuttora temporaneamente affidatomi in reggenza, e la mia collocazione fuori ruolo. Non nascondo di aver avuto più di un attimo di esitazione, ma, in considerazione delle possibili future implicazioni sullo sviluppo della mia carriera professionale, utilizzando una metafora forse sin troppo abusata, l’essere stato selezionato, da dirigente, per un incarico di così grande prestigio ed importanza, rappresenta senz’altro uno di quei “treni” che passano una volta nella vita e sui quali bisogna decidere se salire o meno. Ho deciso, allora, di accettare. Ed ora viene la parte, per me, più difficile. Un commiato non è solo fatto di saluti, che vorrei giungessero speciali ad ognuno di voi, perché speciali siete per me, ma anche del conforto, del dirsi che in questi “soli” otto mesi ci siamo conosciuti e riconosciuti, perché uniti dagli stessi obiettivi, dalla stessa volontà, dalla stessa passione. L’importanza della scuola va ben al di là dei riconoscimenti individuali e collettivi o delle attestazioni di stima che si possono ricevere e che, pure, sono stati numerosi, perché la scuola si prende cura delle persone che formeranno la società del domani, e non esiste compito più delicato e più impegnativo del prendere in carico tanti alunni, averne cura, e restituirli, più maturi e consapevoli, alla società. La grande forza di questo istituto, che sento di aver in piccolissima parte contribuito a far accrescere è stata in questa coesione e coerenza di intenti e di percorsi. Non senza grandi sforzi e grande lavoro nel poco tempo che mi è stato dato, mi sono pienamente identificato in questa istituzione e in questa comunità. Con il supporto di ciascuno di voi ho potuto adoperarmi con tutte le mie energie e capacità per portare in alto il nome dell’istituto, conducendolo in questo periodo molto difficile ed organizzandone la ripartenza ed il funzionamento in piena emergenza epidemiologica. Sono fiero di aver potuto far parte, in questi mesi, di questa straordinaria comunità e della sua storia. Posso affermare, senza timore di smentita, di aver fatto del dialogo lo strumento principe nella gestione della scuola, cercando di generare coesione interna, di incrementare il “capitale” culturale e umano in essa presente, di infondere fiducia umana e professionale attraverso onestà intellettuale, imparzialità e spirito di giustizia, dai quali ho cercato sempre di farmi guidare. Non citerò le molteplici attività ed interventi strutturali ed infrastrutturali realizzati ed avviati nell’istituto in questi mesi, dirò piuttosto del lavoro complesso di prestare attenzione a ciascuno di voi, alle esigenze degli alunni, alle famiglie e alle loro richieste, di interfacciarsi con le istituzioni del territorio in tutte le situazioni che si sono presentate, garantendo a tutti la certezza del diritto e il riparo da complicazioni che avrebbero potuto compromettere la serena, regolare e proficua interazione tra quanti a diverso titolo operano o fruiscono del servizio scolastico. Non posso che ringraziare con vero slancio tutti voi, con cui ho condiviso in questi otto mesi che mi sono sembrati molti di più (e qui entra in campo la relatività della categoria del tempo!): le collaboratrici e le referenti di plesso, innanzitutto; il Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi, tutto lo Staff, le Funzioni strumentali, i vari referenti, tutti i Docenti, le R.S.U., gli Assistenti amministrativi, i Collaboratori scolastici, gli Educatori, gli Alunni, e non ultimi, i Genitori, in particolare i componenti del Consiglio d’Istituto che hanno dato il loro pieno contributo in scelte non sempre facili. Ho apprezzato, caso per caso, il talento, l’entusiasmo, l’inventiva, la professionalità, la serietà, la generosità, la simpatia, la correttezza e lo spirito di servizio di quanti mi sono stati a fianco in ciascuna “battaglia”. Non posso che esprimere la mia gratitudine verso coloro i quali, a vario titolo ed in circostanze diverse, hanno sostenuto ed apprezzalo il mio operato, ma anche verso coloro che lo hanno criticato, spingendomi a riflettere sulla opportunità delle scelte da compiere. Sono stati stimoli di diversa natura, ma tutti indispensabili per quella fermentazione di idee e progetti che sono proprio di una scuola viva e dinamica. Un grazie altrettanto sentito voglio rivolgerlo ai miei colleghi dirigenti degli altri istituti di Conversano, con i quali ho avuto il piacere e il privilegio di interagire e collaborare in più di un’occasione; all’Amministrazione comunale di Conversano ed ai relativi responsabili degli Uffici, che hanno sempre cercato di rispondere alle richieste della scuola; alle Forze dell’Ordine e, infine, alle Associazioni culturali e civiche con le quali l’istituto ha collaborato. Un grazie, altrettanto sentito, devo rivolgerlo alla mia famiglia: se mia moglie non mi avesse appoggiato e sostenuto nel mio desiderio di adoperarmi per migliorare, attraverso il mio lavoro, il mondo in cui viviamo, sopportandone quindi, sulla sua pelle in termini di tempo sacrificato (di giorno e, spesso, anche di notte!), non avrei potuto mettermi alla prova in questa avventura straordinaria in cui ho cercato con tutte le mie forze e le mie capacità di realizzare il mio progetto di scuola. Occorre, tuttavia, prendere atto che i cambiamenti fanno parte della vita. Lasciate che vi saluti con i versi de “Il Commiato” di Khalil Gibran: “(…) Io sono meno impaziente del vento, tuttavia devo andare. Per noi, viandanti eternamente alla ricerca della via più solitaria, non inizia il giorno dove un altro giorno finisce, e nessuna aurora ci trova dove ci ha lasciato al tramonto. Anche quando dorme la terra, noi procediamo nel viaggio. Siamo i semi della tenace pianta, ed è nella nostra maturità e pienezza di cuore che veniamo consegnati al vento e dispersi. (..)” Il linguaggio poetico traduce con estrema efficacia l’esperienza esistenziale ed umana della precarietà, dell’essere transeunte, che fa parte del nostro destino individuale. Nella bellezza dei versi citati, c’è l’idea della continuità e del rinnovo: i semi, che siamo noi, una volta consegnati al vento e dispersi, possono finire su altro terreno fertile e lì ancora germogliare e fiorire nuovamente. E tuttavia, aggiungo io, c’è qualcosa di più forte del vento, che ci può portare ovunque, anche a mete insospettate: la volontà umana, la determinazione, un progetto di vita o collettivo da perseguire e portare a compimento. È questo, dunque, il mio auspicio: che tutti voi possiate riuscire sempre a trasmettere alle bambine ed ai bambini che ci sono stati affidati, le motivazioni giuste per un progetto che dia senso e significato alla loro vita. Il mio augurio è che possa esserci continuità con quanto è stato fin qui faticosamente raggiunto, e che, nel prosieguo di questo anno scolastico (come nei futuri), continui la costante crescita culturale ed umana di questa Comunità che ho avuto l’onore di guidare per pochi mesi. Vi abbraccio tutti!

IL DIRIGENTE SCOLASTICO Prof. Pietro Netti

 

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