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Il commissario di Vivere Insieme: “Spero di restituire presto la possibilità di un sorriso tra gli ospiti e i parenti”
Il dott. Ugo Lombardi, commissario della struttura Il Vivere Insieme

Il commissario di Vivere Insieme: “Spero di restituire presto la possibilità di un sorriso tra gli ospiti e i parenti”

Intervista al dott. Ugo Lombardi, attualmente in servizio permanente presso la struttura di Conversano sede di un focolaio ancora non debellato

Conversano – Il dott. Ugo Lombardi, Medico di Medicina Generale, già Direttore del Distretto del quartiere S. Paolo e specialista in Malattie Infettive, Igiene e Fisiopatologia respiratoria, dal 18 dicembre scorso riveste la carica di commissario della struttura “Il Vivere Insieme”. Lo abbiamo incontrato per fare il punto della situazione riguardante sia l’emergenza sanitaria dovuta al covid sia quella amministrativa. Infatti l’ordinanza del sindaco di Conversano, la n. 26 del 18 dicembre 2020, parla espressamente di “subentro nella gestione di tutte le attività gestionali e di carattere sanitarie della struttura per anziani “Il Vivere Insieme” in Conversano, che si sostituisce all’attuale amministratore, limitatamente al superamento dell’attuale situazione di emergenza…”. 

Dott. Lombardi, l’emanazione dell’ordinanza ha avuto carattere “contingibile e urgente”. Lei naturalmente è d’accordo?
Intanto sono onorato dell’incarico ricevuto. E’ una situazione che non ha esperienze consolidate; noi abbiamo vissuto il periodo del colera ma è stata cosa diversa da questa pandemia. Pensavamo che le malattie infettive fossero state superate e invece ci ritroviamo punto e a capo. E’ l’ambiente che non riusciamo a difendere perché se ci riuscissimo avremmo meno problemi.

Nell’ordinanza si parla di carenza della figura di coordinamento.
In una situazione come questa anche il paese intero era senza coordinamento. Chi mai avrebbe immaginato una malattia così subdola che avrebbe devastato il mondo intero? Noi eravamo impreparati anche per una serie di altri motivi. Se la politica potesse separarsi dalla sanità sarebbe sicuramente meglio e saremmo tutti più liberi e obiettivi; parlo naturalmente di politica di destra e sinistra indistintamente.

Lei è stato delegato a curare sia l’aspetto sanitario che quello amministrativo della struttura. Così come recita l’ordinanza.
Mi avvalgo della preziosa collaborazione del dott. Mauro, sub commissario, che mi sostiene nella gestione amministrativa. La priorità per tutti è quella di recuperare serenità negli ospiti e nei propri congiunti.

Al momento qual è la situazione nella struttura dal punto di vista sanitario?
E’ molto migliorata. E’ stata bloccata l’avanzata dell’aggressione virale. Gli ospiti ancora positivi al covid sono nove e c’è una situazione di alternanza tra positività e negatività. Per cui più volte siamo costretti a ripetere anche il tampone molecolare avvalendoci dell’esperienza della sierologia.

E dal punto di vista amministrativo?
Tutto sommato è buona perché essendo una struttura per pensionati non era pronta ad affrontare un’emergenza tutta sanitaria come tutto il sistema paese, quindi si è dovuto ricominciare ma stiamo marciando bene.

La proprietà della struttura ha fatto ricorso al TAR contro l’ordinanza del sindaco. Il TAR al momento ha riammesso un esponente della proprietà nella conduzione della gestione amministrativa. Qual è il rapporto attualmente con la struttura? C’è collaborazione?
E’ un rapporto di collaborazione nell’interesse di tutti. Non può essere altrimenti.

Il presidente Lonero è qui?
No, il presidente non è nella struttura.

E il rapporto con l’amministrazione comunale?
E’ ottimo. Sono stato aiutato dal Sindaco, dal comandante del Corpo dei Vigili Urbani e dal comandante dei Carabinieri. Naturalmente dalla ASL. Ci tengo a sottolinearlo. Si sono dati tutti da fare.

Questa è una struttura autorizzata ai sensi di due articoli del regolamento regionale 4/2007 e precisamente dall’art. 65 per 20 posti di casa di risposo e per 40 posti per residenza sociale assistenziale ai sensi dell’art. 67 dello stesso regolamento. Che tipo di utenza può essere ospitata in questa struttura rispetto alla “non autosufficienza”?
Abbiamo persone che sono avanti nell’età. La RSAA è un po’ più del pensionato e un po’ meno dell’RSA dove non ci dovrebbero essere problematiche sanitarie. In realtà la pandemia ha mischiato un po’ le carte. E questo mischiare le carte ha sconvolto strutture molto più consistenti di questa.
Io credo che gli ospiti siano quelli giusti per questa struttura. E’ la pandemia che ci rende “non autosufficienti”.

Continuate  a lavorare con i medici di famiglia oppure solo con i componenti delle USCA (Unità sanitarie per la continuità assistenziale)?
Abbiamo ottimi rapporti con i medici di medicina generale e soprattutto con le USCA. Sono ragazzi bravissimi, bisognerebbe elogiarli, sono coraggiosi bravi e veramente in gamba.

La proprietà ha più volte sostenuto la tesi del miglioramento sostanziale della situazione. Anche per ciò che riguarda il personale ormai in rientro. Qual è la situazione attuale del personale a disposizione? Avete fatto delle assunzioni e con quale metodo selettivo?
Le assunzioni le ho fatte, la selezione non ha potuto avere tempi lunghi tipiche delle prassi consolidate, ci siamo avvalsi di collaboratori che hanno dato una mano alla struttura. Tra ausiliari e O.S.S. ho assunto circa 15 persone che si alternano mentre rientrano i titolari che si negativizzano. Sono state assunzioni dirette e temporanee. Gli operatori sono stati segnalati dalle organizzazioni di appartenenza. Sono contratti stipulati per qualche mese.

Che tempi prevede per la fine del commissariamento?
Quando tutti si saranno negativizzati, credo che il nostro compito potrà terminare. Su, nella struttura ho creato una zona di quarantena con tre livelli. La prima con i positivi, la seconda con coloro che sono risultati negativi ad un tampone e la terza con coloro che sono risultati negativi a due tamponi. E poi c’è anche la zona per coloro che chiamo “super negativi” e cioè coloro che sono negativi da tempo. Li abbiamo separati e messi in stanze singole.

Quanti sono stati i decessi per Covid?
Da quando sono qui non è deceduto nessuno. Penso siano stati due i decessi. Invece almeno due ospiti che erano stati ricoverati in ospedale, una volta negativizzatisi sono tornati qui con piaghe cutanee. Non voglio dare colpe a nessuno ma è una situazione che andrebbe rivista.

Il piano vaccinale della struttura a che punto è?
Io ho dato il mio nome e aspetto che mi chiamino per farlo. Per gli anziani sarebbe giusto farlo quando c’è negatività, naturalmente. Qui nella struttura gli operatori penso abbiano aderito tutti.

Ha verificato l’attuazione della convenzione tra Comune e struttura?
Onestamente non la conosco.

Dott. Lombardi, sente la stanchezza nel fare questo lavoro?
Ho passato la vigilia, Natale, Capodanno e l’Epifania qui ritirandomi a casa a mezzanotte. Ma gli ospiti di questa struttura meritano questo e altro.

Questa struttura è stata sempre vissuta dalla comunità come utile e ben gestita. Qual è la sua opinione circa il ritorno alla normalità?
Lei sa che abbiamo un piano pandemico? Il piano prevede che ci siano strutture e professionisti pronti ad affrontare le pandemie? Secondo lei il paese aveva preparato il piano pandemico?

Me lo dica lei
No, perché il piano pandemico prevede un medico sentinella e che le strutture di comando siano pronte ad intervenire. Invece qui c’è stato uno scompiglio generale.

 Se lei dovesse dare un consiglio ai gestori per il futuro, cosa si sentirebbe di dire?
Assumere  personale molto qualificato. Tutti devono essere di ottima professionalità. E’ il modo per vincere.

Vuole fare una comunicazione alle famiglie?
Spero di restituire presto la possibilità di un sorriso tra gli ospiti e i congiunti attraverso un vetro e un telefono. A breve sarà possibile farli incontrare se pure in questa modalità.

 

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