Heinrich Böll, autore del libro “Opinioni di un Clown”, in un suo celebre racconto dal titolo “Tutti i giorni Natale” narra l’alienazione di una famiglia tedesca costretta a festeggiare tutti i giorni Natale per non far dispiacere ad una zia. Come in un gioco di specchi anche la nostra società vive un’alienazione simile ai protagonisti del racconto di Böll. Infatti in questo periodo le immagini che ci giungono dagli scenari di guerra, Gaza e Ucraina su tutte, sono state sostituite da immagini mielose e dalla frenetica corsa al regalo. Niente da condannare, per carità. Ma la guerra ormai circonda le nostre vite e i propositi di Pace di inizio 2025 pare siano in questo momento accantonati per monitorare situazioni che richiedono la massima attenzione. Così la Cina sta effettuando esercitazioni militari al largo di Taiwan e gli USA del premio Nobel in pectore Donald Trump si stanno preparando ad attaccare il Venezuela e, per non farsi mancare niente, ad annettere la Groenlandia.
Questi scenari di guerra non sono così lontani da noi o, comunque, anche se non avvertiamo l’eco delle bombe il nostro portafoglio comincia a risentirne. Secondo tutte le stime la classe media sta scomparendo e sta per essere fagocitata dalla crescente povertà.
A far la fila alle mense della Caritas non sono più solo e soltanto i senza fissa dimora ma anche famiglie monoreddito che non riescono ad arrivare alla fine del mese.
Se questa fosse una letterina per il prossimo anno scriveremmo che la nostra speranza é che ci sia la fine della guerra ed il ritorno della Pace e la sconfitta della povertà. Non la sconfitta della povertà come gridava quel politico dal balcone, ma l’attuazione di misure valide.
Questa non è una letterina al 2026 ma l’amara considerazione che le scorie del 2025 passeranno indisturbate al prossimo anno e all’orizzonte non si vedono scenari alternativi.
Ma noi siamo donne e uomini di speranza e qualcosa dobbiamo pur augurarcela per il prossimo anno.
Ecco, io spero che nel prossimo anno la gente finalmente ritorni a parlare soprattutto con chi ha idee diametralmente opposte alle proprie perché quello che manca oggi alla nostra società è il dialogo. Ormai arroccati nelle nostre piattaforme social, sputiamo sentenze inappellabili.
Buon 2026 a tutti e se le guerre finiranno, e la povertà sarà sconfitta, noi saremo ancora più felici.