Vito Grazio (Tonio) Frallonardo, 70 anni. Uno dei decani degli architetti di Conversano, con un passato politico nelle fila del movimento L’Altracittà a metà degli anni ’90.
Dal 2017 al 2018 ha ricoperto la carica di Presidente dell’Ordine degli Architetti di Bari.
Progettista e direttore dei lavori, su incarico dell’amministrazione comunale di Conversano, dei sei parchi (Via Marangelli-via Manchisi; Via Castellana-via Fieramosca; via San Flaviano-Via Putignano; Via San Pio da Pietralcina; Via P.M. Accolti Gil-Via Lacalandra; Via Salvemini-Via Europa Unita) distribuiti in città, la cui realizzazione sarà possibile grazie alle risorse del Pnrr.
Architetto Frallonardo, in questi mesi si è parlato molto dei sei parchi in corso di realizzazione, almeno così sembra di capire dai cartelli di cantiere che campeggiano nelle aree d’intervento previste. Ci può dire cosa ha ostacolato, fino a questo momento, l’avvio dei lavori dato che la gara d’appalto è stata espletata a luglio 2023?
Il progetto SUP&R+ di cui si parla, “Sistema Urbano Parchi & Rigenerazione Riqualificazione Riequilibrio Risanamento Riuso Riorganizzazione Resilienza Rifunzionalizzazione” è un’iniziativa PNRR “Piani Integrati, BEI, Fondo dei fondi – M5C2 Intervento 2.2 b), e noi sappiamo quale sia la pluralità delle competenze istituzionali per la messa terra degli adempimenti, numerosi, articolati, farraginosi, burocraticamente defatiganti. Va da sé che al fine di trovare il componimento di tutti gli aspetti necessari e propedeutici, ed avere il via libero definitivo, si è dovuto attendere che tutte le procedure, i controlli ecc. fossero conformi al combinato disposto nell’ambito della strategia del Piano metropolitano di greening.
Realizzare sei parchi o “parchetti”, data le dimensioni, sicuramente per un professionista rappresenta un’occasione per dare un’impronta agli spazi pubblici e ai beni comuni della città. Nel suo caso della propria città. Cosa l’ha ispirata nella progettazione? Da quale idea è partito?
Partiamo dalle dimensioni, 33mila metri quadri sono una notevolissima superficie. Considerando che attualmente Conversano ha parchi urbani per circa 32mila metri quadri, una volta completati i nuovi parchi la superficie risulterà raddoppiata.
Il più piccolo dei parchi è poco meno di 3mila metri quadri e sarà utilizzato come sgambamento cani, il più grande supera i 14mila metri quadri.
L’impronta progettuale data ai nuovi parchi è in linea con i criteri più avanzati della progettazione di simili opere. Infatti oggi i parchi vanno considerati come una ‘infrastruttura verde‘ di salute pubblica, la loro presenza modifica in meglio la vivibilità delle città. L’abbassamento delle temperature dovuta alle evapotraspirazione delle piantumazioni, la cattura della CO2, l’abbattimento dell’isola di calore, sono, insieme ad altri, fattori di benessere in se stessi.
La questione del verde pubblico e della cura e gestione delle cosiddette “villette” sta rappresentando motivo di dibattito tra i cittadini. Tutti lamentano la mancata gestione dell’esistente e sono preoccupati per ciò che succederà con i nuovi spazi di verde. Nella progettazione dei sei parchi, sono previsti piani di gestione e con quali risorse economiche? E a carico del progetto o delle risorse proprie del Comune di Conversano?
La sensibilità verso la cura e l’implementazione del verde pubblico è un segno di grande attenzione da parte dei cittadini. I luoghi destinati al verde li si vuole fruibili, ben gestiti, appaganti.
Il verde ha comunque bisogno di cure, ma se le cure sono molto costose il loro peso diventa insostenibile. Per questo gli studi e le esperienze indirizzano verso una progettazione che consente il risparmio d’acqua, di evitare l’uso di sostanze chimiche e di avere una bassa manutenzione. Queste sono state alcune linee guida della progettazione di questo intervento.
Purtroppo in Italia i finanziamenti, come il PNRR, danno la possibilità di costruire opere pubbliche ma non prevedono fondi per la gestione.
A livello informale il gruppo di progettazione ha auspicato di trovare forme che coinvolgano privati e/o associazioni nella gestione. Per esempio il parco più grande, 14mila metri quadri, in via San Flaviano è un frutteto con ciliegi e mandorli, a cui si aggiungeranno pruni ed albicocchi. Per questo parco un coinvolgimento del privato/associazione potrebbe trovare terreno fertile anche alla luce della presenza di una piazza pergolata, servita da una gradonata, che si presta ad essere un luogo di aggregazione. Ci sarà anche un percorso della salute per favorire l’attività motoria all’aperto, ed è presente un rustico da ristrutturare (non previsto dall’appalto) che potrebbe ospitare servizi, per servizi e per svolgere attività varie.
Altri parchi potrebbero essere gestiti da attività commerciali presenti nella adiacenze, magari in cambio di un basso costo della occupazione del suolo pubblico da usare per la propria attività.
Di più, nella presentazione pubblica del febbrai 2023 fu proposto un coinvolgimento delle scuole, per esempio facendo costruire ai bambini dei nidi, degli abbeveratoi ecc. da collocare sugli alberi, creando una rapporto affettivo tra il bambino e il parco.
Quali sono stati gli indirizzi generali dell’amministrazione comunale quando le è stato conferito l’incarico di progettazione? Qual è l’idea che è alla base delle sue scelte?
L’amministrazione aveva in mente di dotare la città di nuovi spazi che superassero la carenza di verde in alcune zone della città. La città dei 15 minuti. Quindi si sono individuate le aree su cui intervenire, tipizzate nel PRG come verde pubblico. Inoltre si chiedeva di favorire l’attività sportiva libera all’aperto ed era richiesto un congruo spazio dedicato ai cani, inoltre in quasi tutti i parchi si richiedevano spazi ludici per i bambini..
Non c’è stata un’unica idea che ha indirizzato la progettazione, alcune le ho già esposte.
I parchi hanno un disegno urbano e architettonico riconoscibile, partendo dalla circostanza che le aree, in maggioranza, sono fortemente sottoposte rispetto alle strade limitrofe. Il progetto prevede di mantenere le quote di campagna presenti. Sarebbe stato un controsenso tentare di riempire questi dislivelli, idea che oltre ad essere insostenibile economicamente è anche contraria ai criteri a cui il progetto si ispira e conforma. Quindi dalle strade, attraverso rampe per disabili si accederà alle aree verdi.
Inoltre la fruibilità concreta passa attraverso la sensazione di sicurezza, pertanto è prevista una adeguata illuminazione e una video sorveglianza.
Sono state selezionate e verranno piantumate essenze non suscettibili agli attacchi di Xylella Fastidiosa, e sopratutto essenze anallergeniche, sarebbe assurdo introdurre in un contesto urbano elementi che possono far star male i cittadini.
Verranno usati materiali locali e materiali riciclabili, in sintonia con il principio europeo del DNSH che non vuole si arrechi danno significativo all’ambiente e ci si è conformati ai Criteri Ambientali Minimi.2
Complessivamente, quanti alberi ha previsto di far piantumare nelle sei aree e, soprattutto, quale tipo di alberi?
Ci saranno 442 nuovi alberi + 40 ceppi di vite, uno ogni 68 metri quadri (un quadrato 8×8) calcolati sui 33mila metri quadri. Si manterranno i 125 ciliegi e i 72 mandorli presenti, la vite coprirà il pergolato della nuova piazza di via San Flaviano, ci saranno 4mila metri quadri piantumati con arbusti e piante grasse e 3.300 metri quadri di prato tappezzante (non il ‘cosiddetto prato inglese’ che da noi è improponibile).
Le essenze arboree: Tiglio, Pioppo Cipressino esente da pappi, Koelreuteria, Lagerstroemia, Pyrus, Carrubo, Robinia, Albero di Giuda, Leccio colonnare.
Le piante arbustive: Agazzino bacca bianca e bacca rossa, Teucrium azureum e fruticans, Lantana lilla e lutea, Agapanto bianco e azzurro, Ipericum, Bouganvillea, Salvia, Eleagno, Ceratostigma, Erigeron, Vite Canadese, Viburno, Bambù, Uva fragola.
Piante grasse. Agave attenuata, Aloe arborescens, Fico degli ottentotti, Phormium, Fico d’India.
Prati Tappezzanti: Lippia nodiflora, Verbena ibrida.
Nelle sei aree sono state previste cisterne di accumulo di acque piovane, al fine dell’irrigazione del verde?
Questo specifico aspetto è stato attentamente vagliato, approfondito e ha trovato una soluzione che riteniamo in linea con il bisogno e la praticità di gestione. Le quantità economiche del finanziamento non permettevano di progettare un sistema classico di irrigazione, con vasche di stoccaggio, pompe, valvole ecc. Per fare tutto questo avremmo dovuto rinunciare ad un parco. Abbiamo optato per un sistema molto più semplice, economicamente accessibile e facilmente controllabile.
Si deve partire dalla considerazione che questo progetto già nella sua prima stesura del 2022, progetto definitivo, ha contemplato un sistema di monitoraggio, cosa che nessun altro progetto simile al tempo prevedeva. Questo sintema attraverso stazioni meteorologiche e sensori daranno al responsabile della cura dei parchi, quotidianamente la misura del raffrescamento del giardino e il monitoraggio dell’irrigazione. I due valori di interesse per l’irrigazione sono il punto di appassimento (l’acqua non è più disponibile alle radici) e il punto di saturazione (non c’è più aria nel terreno).
Partendo da questo, il sistema di irrigazione avrà più linee separate, quella per gli alberi, quella per gli arbusti e quella per il prato tappezzante. Pertanto a seconda dei bisogni si potrà provvedere alla irrigazione strettamente necessaria, nei periodi in cui le piante lo richiederanno. Si procederà con delle autobotti che collegandosi alla dorsali di irrigazione immetteranno la quantità d’acqua strettamente necessaria per alberi, arbusti, tappezzanti, evitando di abituare le piante alla presenza continua di acqua. Il tutto sotto l’attenta sorveglianza e la cura del responsabile.
Volendo comunicare e informare i cittadini sulla data di inizio lavori, si sente di poter fare una previsione a due anni dall’espletamento della gara d’appalto?
L’11 settembre prossimo è previsto che la stazione appaltante sottoscriva con l’impresa il contratto d’appalto; pertanto, i lavori riprenderanno nel giro di pochi giorni, appena l’impresa si sarà riorganizzata.
Ringraziandola della disponibilità, vorremmo porle l’ultima domanda. Una domanda che poniamo ad uno dei decani degli architetti della nostra città. Mettiamo il caso che l’amministrazione comunale le affidasse la possibilità di scegliere un’opera pubblica da ristrutturare, o realizzare nel nostro territorio. Nella sua qualità di architetto, quale opera ristrutturerebbe o proporrebbe di realizzare per la nostra città? E a che cosa vorrebbe fosse destinata?
Mi piacerebbe restare nel tema ambiente, territorio e paesaggio.
Con dei colleghi, nel 2024, abbiamo partecipato e vinto un concorso di progettazione sul Lago di Sassano.
Mi piacerebbe molto poter cominciare a intervenire su questo luogo per far diventare il ‘Parco dei Laghi e della Gravina di Monsignore’ non solo un enunciato teorico, ma anche un luogo che debitamente strutturato sia disponibile alla fruizione dei cittadini.
La Regione Puglia ha stanziato nel bilancio preventivo 2025 la somma di 300mila euro per il Lago di Sassano. Con questa cifra si possono fare le opere previste nel progetto esecutivo depositato in comune, opere che prevedono in primis di spostare la strada che lambisce il lago, la creazione di spazi ludico-didattici ed altro.
Considerando che il lago si sta interrando ed ha un battente d’acqua limitatissimo, bisognerà ancora intervenire con un’opera idraulica che freni l’adduzione dei materiali solidi nel lago che oggi arrivano dal convogliamento della fogna bianca su via Casamassima. A questo andrà aggiunto il dragaggio del lago, il controllo delle condizioni dei pozzi in pietra e il loro svuotamento e pulizia dopo secoli di mancati interventi.
Mi piacerebbe poter portare a termine anche il progetto più generale che prevede l’ampliamento del sedime delle acque per circa 1.500 metri quadri, la rinaturalizzazione di un paio di ettari limitrofi al lago, l’acquisizione dell’edificio presente per farne il centro di gestione, didattico e informativo del parco.
A completamento, il mio obiettivo (o sogno) è quello di valorizzare tutti i nostri ‘laghi’ e la Gravina con una pista ciclabile alberata che li colleghi con la città e tra loro, ove possibile. Avremmo così un percorso di mobilità lenta, che sarebbe unico e inimitabile, a scala territoriale con sviluppi naturalistici, ambientali, turistici, di conservazione floro-faunistica inesplorati. Questa ultima parte dei percorsi dovrebbe entrare nella progettazione del PUG. Mi piacerebbe altresì poter partecipare alla stesura di un Piano Regolatore del Verde, che ormai molte città hanno tra i propri strumenti urbanistici.
ELEMENTI E DATI DI PROGETTO
PROGETTO SUPR+ ELEMENTI GENERALI E DATI
MONITORAGGIO: STAZIONE METEO, SENSORI UMIDITA’ E TEMPERATURA, SENSORI DEL
POTENZIALE IDRICO. Daranno la misura del rinfrescamento del giardino, il Monitoraggio
dell’irrigazione, l’Effetto del giardino a lungo termine
I DATI PROGETTUALI
− N. 6 PARCHI;
− MQ TOTALI 32.844;
− 01 PARCO DI VIA SAN FLAVIANO MQ 14.000;
− 02 PARCO DI VIA SAN PIO DA PIETRELCINA MQ 3.173;
− 03 PARCO DI VIA P. M. ACCOLTI GIL MQ 2.892;
− 04 PARCO DI VIA MARANGELLI MQ 3.270;
− 05 PARCO DEI VIA CASTELLANA MQ 5.097;
− 06 PARCO DI VIA SALVEMINI MQ 4.412;
LE PIANTUMAZIONI
− NUOVI ALBERI N. 442; (TIGLI, PIOPPI CIPRESSINI, KOELREUTERIA,
LAGERSTROEMIA, PYRUS, XARRUBO, ROBINIA, ALBERO DI GIUDA, LECCIO
COLONNARE,
− CEPPI DI VITE N. 40;
− ARBUSTI RAMPICANTI N. 191; (AGAZZINO, TEUCRIUM, LANTANA, AGAPANTO,
IPERICUM, BOUGANVILLEA, SALVIA, ELEAGNO, VITE CANADESE)
− ARBUSTI TAPPEZZANTI N. 5.507; (CERATOSTIGMA, ERIGERON, VIBURNO,
BAMBOO)
− SUCCULENTE N. 479; (AGAVE, ALOE, CARPOBROTUS, PHAORMIUM, FICO
D’INDIA9
− ERBACEE TAPPEZZANTI MQ. 3.444 (N. 34.498);
I CRITERI AMBIENTALI MINIMI – CAM- DSNH (NON ARRECARE DANNO SIGNIFICATIVO
ALL’AMBIENTE)
− EFFICIENZA E RISPARMIO NELL’USO DELLE RISORSE
− RIDUZIONE DELL’USO DELLE SOSTANTE PERICOLOSE
− RIDUZIONE DEI RIFIUTI PRODOTTI
LA FILOSOFIA DEL PROGETTO
− INFRASTRUTTURARE LA CITTA’ PIANTARE ALBERI COME INFRATRUTTURA VERDE DI
SALUTE PUBBLICA
− MIGLIORARE IL MICROCLIMA (ISOLE DI CALORE)
− GESTIRE LE PRECIPITAZIONI
− INCORAGGIARE L’AGRICOLTURA URBANA (PPTR: RAPPORTO CITTÀ CAMPAGNA)
− MIGLIORARE SALUTE E BENESSERE DELLA COMUNITA’
− ASSORBIRE CO2 CON NUOVI ALBERI, ARBUSTI, TAPPEZZANTI E PIANTE GRASSE
− APPLICARE UN DISEGNO URBANO E ARCHITETTONICO RICONOSCIBILE
− SALVAGUARDARE LE SINGOLARITÀ GEOLOGICHE PRESENTI
− MANTENERE LE QUOTE DEI PIANI DI CAMPAGNA
− FAVORIRE LA SICUREZZA CON ILLUMINAZIONE E VIDEOSORVEGLIANZA
− SELEZIONARE ESSENZE ANALLERGICHE
− SELEZIONARE ESSENZE A BASSISSIMA MANUTENZIONE
− SELEZIONARE ESSENZE A BASSISSIMO FABBISOGNO IDRICO
− USARE DI MATERIALI LOCALI RICICLABILI E/O RIUTILIZZABILI
− PERMETTERE IL COMPOSTAGGIO DELLE POTATURE
− FAVORIRE L’ACCESSO E L’USO FACILITATO AI DISABILI
− FAVORIRE L’ATTIVITÀ MOTORIA ALL’APERTO
− FAVORIRE LA PARTECIPAZIONE COLLABORATIVA DI ASSOCIAZIONI O GRUPPI DI
INTERESSE
− FAVORIRE LA POSSIBILITÀ DI COINVOLGIMENTO DELLE SCUOLE ATTRAVERSO
DEI PROGETTI A CUI PARTECIPANO I BAMBINI CHE COSTRUISCONO CASETTE
PER GLI UCCELLI, ABBEVERATOI ECC.
IL PROGETTO DEL VERDE È STATO SVILUPPATO IN ADERENZA AI PRINCIPI DI
XERISCAPING (XEROS = ASCIUTTO+ LANDSCAPING = GESTIONE DEL PAESAGGIO) E
DELLO XERIGARDENING (XEROS = ASCIUTTO+GARDENING = GIARDINAGGIO).
VIDEOSORVEGLIANZA
FONTANELLE
GIOCHI PER BAMBINI
