di Vito Bivacco (architetto)
Come emerge dall’intervista del direttore di Fax Settimanale all’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Piemontese, per eliminare i passaggi a livello di Conversano sarebbero allo studio tre ipotesi: sei sottovia per circa 25 milioni di euro, otto sottovia per circa 50 milioni oppure l’interramento completo della ferrovia, con un costo superiore ai 75 milioni.
A queste potrebbe aggiungersi una quarta soluzione: abbassare gradualmente la linea ferroviaria in trincea e sopraelevare moderatamente, dove le condizioni urbanistiche e altimetriche lo consentono, le strade oggi attraversate dai binari. Il dislivello verrebbe così distribuito tra le due infrastrutture, evitando sia l’interramento completo della ferrovia sia rampe stradali troppo profonde.
Si tratta di una suggestione progettuale che potrebbe consentire l’eliminazione di diversi passaggi a livello con costi inferiori rispetto alla galleria integrale, ma che dovrà essere verificata attraverso uno studio di fattibilità tecnico-economica.
Via Polignano il nodo più critico
La proposta assume particolare rilevanza per via Polignano, dove la ferrovia interrompe una delle principali direttrici verso Monopoli e l’ospedale. La chiusura delle sbarre crea disagi alla circolazione e può ostacolare anche il transito delle ambulanze, dei Vigili del Fuoco e degli altri mezzi di emergenza.
Nel programma regionale del 2020 per la soppressione dei passaggi a livello, richiamato anche nell’intervista, per l’attraversamento di via Polignano, individuato alla progressiva ferroviaria Pk 28+616, era stato ipotizzato un sottopasso pedonale. Una simile soluzione, tuttavia, non risolverebbe il problema della viabilità veicolare né garantirebbe la continuità del percorso ai mezzi di soccorso.
La questione si inserisce nel più ampio programma di riqualificazione della stazione di Conversano. Alle spalle dell’ingresso storico è prevista la realizzazione di un parcheggio intermodale collegato a via Luigi Galvani, con 70 posti auto, stalli per motocicli, autobus e persone con ridotta mobilità, colonnine di ricarica e aree “kiss&go”. Il progetto comprende anche un sottopasso pedonale tra i binari e una velostazione di circa 130 metri quadrati, con 72 posti per biciclette.
Sono opere destinate a rafforzare il ruolo della stazione e l’intermodalità. Resta però irrisolto il problema dei punti nei quali la ferrovia interrompe la continuità urbana.
Ferrovia in trincea: una soluzione da verificare
La quarta ipotesi consisterebbe nel far scendere la ferrovia e nel rialzare, per quanto possibile, le strade attraversate dai binari. Le carreggiate potrebbero così rimanere vicine alle quote attuali, limitando l’impatto sugli edifici e sugli accessi esistenti.
Il possibile vantaggio economico deriverebbe dalla realizzazione di una trincea a cielo aperto, accompagnata da ponti stradali in corrispondenza degli attraversamenti, al posto di una galleria ferroviaria completamente coperta.
Per stabilire se la proposta sia praticabile servono rilievi topografici, profili longitudinali e sezioni reali. Lo studio dovrebbe valutare anche gli edifici esistenti, i sottoservizi, il drenaggio delle acque, la sicurezza, l’organizzazione del cantiere e la continuità del servizio ferroviario.
La soluzione in trincea non può quindi essere indicata come certamente realizzabile. Merita, però, di essere confrontata con le tre alternative già prospettate, mettendo in relazione costi, tempi, impatto urbano e benefici per la viabilità.
