Cozze: burraco, focaccia, spritz e “false” crociere in premio. Il racconto di ore in perfetta allegria

Un sera d’agosto, una di quelle sere che hanno già il sapore di settembre, un gruppo di signore decide di organizzare a Cozze, in casa, un torneo di burraco; in poche ore eccole pronte ognuna nella propria postazione.
Il torneo prevede anche dei premi: profumi, fumetti riciclati e ipotetiche crociere, solo ipotetiche.
Tutto parte, come sempre, la mattina in spiaggia. Tra un commento inevitabile al caldo di questi giorni, una lamentela sui propri figli e soprattutto sui mariti, uno scambio di ricette “leggere” perché anche in estate bisogna mantenersi in forma, alle signore scatta la genialata: “Organizziamo un torneo di burraco“.
Così, coinvolte le amiche più fidate e coinvolte le figlie, ribelli e che denunciano con lo sguardo di essere state quasi forzate, siamo al momento del fatidico torneo.
Arrivando, tutte, raccontano di non essere delle grandi giocatrici e di non capire quelli che “arrivavano a litigare per una semplice partita di burraco“.
E così, fatte le squadre, si comincia a giocare.
Le squadre sono tutte al femminile, non per colpa dei mariti che ne approfittano chi per andare a bere una birra chi per rimanere a casa a leggere. Guai in vista per lui, viene assoldato dalla moglie per infornare la focaccia e controllare la cottura.
Ma torniamo al torneo.
Per il momento, siamo alle fasi iniziali, tutto tranquillo. Viene nominato un giudice di gara, un quindicenne che già alla terza mano di gioco si addormenta distrutto per svegliarsi, a fine serata, con le risate e le urla di gioia delle vincitrici.
Qualcuno si lamenta che le carte migliori siano capitate agli avversari e altri fanno capire che le responsabilità siano da addebitarsi alla compagna di squadra.
Tutti, intanto, hanno percepito quale sarà la coppia vincitrice del torneo e, per questo, la bersagliano di battute.
Tra una pinella ed un “andata al pozzetto“, tutto fila quasi tranquillamente liscio. Il pensiero è ormai
orientato verso un solo oggetto del desiderio: la focaccia.
Infatti lo sfortunato lettore, rimasto a casa ad infornare la focaccia e controllarne la cottura, arriva con il trofeo.
Si apparecchia: focacce, spritz e birra a volontà.
Si mangia. Si esprimono complimenti sulle focacce. Si scambiano ricette. Ovviamente si beve una bella birra ghiacciata.
E’ tempo di sparecchiare. C’è la finale da affrontare.
Tutti si avvicinano al tavolo per osservare i finalisti. Gli sconfitti pensano al premio di consolazione. I più gettonati sono i fumetti.
Nella finale la coppia favorita fa il suo dovere: prende il largo. Gli altri commentano con lo sguardo uno scarto sbagliato o una chiusura troppo veloce.
Fortunatamente, senza litigi, si arriva alla premiazione. La coppia vincitrice riceve un profumo, mentre la coppia sconfitta riceve un buono realizzato con una barchetta di carta, falso ovviamente, per una crociera.
La serata volge al termine e dopo aver aiutato a sparecchiare si pensa al prossimo torneo.
Il ritorno a casa non è accompagnato dalla colonna sonora della Champions League, ma da un senso di leggerezza e felicità.
Perché in un mondo dove ogni occasione deve essere necessariamente una sfida e, soprattutto, ci deve essere un ritorno economico, passare delle ore insieme a giocare, chiacchierare e mangiare un pezzo di focaccia ti ricorda che la felicità va cercata soprattutto nelle piccole cose. E le soddisfazioni che danno le pinelle, accompagnate da focaccia e birra, non hanno prezzo…soprattutto in una notte di mezza estate.
A Cozze.

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