C’è chi coltiva una speranza: e se quei comitati elettorali che stanno proliferando in città (soprattutto in via Matteotti che un tempo era la galleria delle attività commerciali) continuassero ad essere aperte anche dopo le elezioni, avremmo una città migliore? Sicuramente se quei luoghi, a volte spettrali, continuassero ad essere frequentati da tutti coloro che lo faranno in questi giorni, la politica ne gioverebbe e crescerebbero classi dirigenti. Crescerebbe la voglia di partecipare, di elaborare idee e di esprimere opinioni, queste sconosciute.
Sono ore frenetiche per tutti coloro che si stanno proponendo alla guida della città. Vecchi e nuovi, stagionati e freschi, tornati alla ribalta e speranzosi di dare l’ultima “zampata” al seggio in consiglio comunale. Le liste, al momento, sembra debbano essere diciassette: il campo progressista (Alleanza Verdi e Sinistra, PD, M5S, Rif. Comunista e Quark) a sostegno del prof. Franco Fanizzi, il centrodestra senza simboli ma mimetizzato in liste civiche a sostegno dell’avv. Giuseppe Lovascio, altre liste civiche a sostegno dell’avv. Mario Loiacono sostenuto anche dai famosi “fuoriusciti” dalla compagine dell’ex sindaco, il PSI che si presenta da solo a sostegno dell’avv. Vincenzo Miccolis.
Tre avvocati e un professore universitario, sembrerebbe il titolo di un film da vedere.
Quale è stato il voto dei candidati sindaci al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati? Si conosce il voto di tre di loro: Fanizzi ha votato NO al referendum, Mario Loiacono e Vincenzo Miccolis hanno votato SI, Giuseppe Lovascio non si è espresso pubblicamente.
Alle 12.00 del 25 aprile prossimo scade il termine per la presentazione di liste e candidati al Consiglio Comunale e a sindaco della città. Non dovrebbero esserci altre sorprese, anche se in questi casi sono sempre dietro l’angolo.
Le “botteghe”, si chiamano così da tempo per distinguerle dalle sedi di quelli che una volta erano i partiti aperti tutti i giorni dell’anno, dureranno giusto il tempo delle elezioni e poi torneranno con le saracinesche abbassate. La sbornia passerà, i candidati chiamati a riempire le liste torneranno nel proprio anonimato e, ad essere eletti, saranno coloro che le liste le hanno formate modellandole a proprio piacimento.
E c’è anche chi coltiva una speranza: se anche una sola persona per lista (saranno presumibilmente diciassette) dovesse rimanere ad interessarsi di politica e di fatti pubblici, avremmo creato una nuova classe dirigente. Sarà così o, ancora una volta, finite le elezioni tutte e tutti torneranno a casa senza più pensare che la nostra città ha bisogno di persone che non obbediscano al padrone di turno ma esprimono idee senza alcuna sottomissione?
Intanto in via Matteotti, ormai invasa da comitati elettorali, il traffico veicolare va a rilento tra saluti, pit stop per ricevere volantini e sorrisi ammiccanti. Nella speranza che le luci di quei comitati non tornino a spegnersi a fine elezioni.