Attivamente per Conversano: “Investire su educazione, ascolto e comunità per prevenire la violenza”

Riceviamo da “Attivamente per Conversano“e pubblichiamo

Il fenomeno della criminalità minorile é in aumento nel nostro paese, negli ultimi anni aumenta il numero di minorenni denunciati o arrestati per reati violenti come rapina, lesioni personali e rissa. Non sono solo fatti di cronaca, è fondamentale avere consapevolezza che vi è un segnale educativo alla base. Quando un ragazzo arriva alla violenza, siamo davanti al fallimento della comunità educante composta da scuola, famiglia e società. Questi episodi rappresentano veri sintomi di una società disattenta ai bisogni dei nostri ragazzi. Dietro molti episodi di violenza emergono fragilità emotive, solitudine, vuoti educativi e relazionali che interrogano con urgenza il mondo degli adulti e delle istituzioni. Chi vive ogni giorno con i ragazzi lo sa: era questione di tempo prima che la violenza esplodesse sotto diverse forme. Mancanza di forme di prevenzioni stabili, rappresentano l’unica ragione. Vi è una contraddizione evidente: se da una parte cresce la presenza di armi tra ragazzi, dall’altra molto adolescenti appaiono sempre più “disarmati” dal punto di vista emotivo e relazionale. Tutto questo accompagnato da un cambiamento in cui la violenza si manifesta attraverso episodi visibili, spesso amplificati dai social media. Molti giovani raccontano di sentirsi soli, di vivere rabbia e frustrazione, portando a stati di profondo disagio in relazione alla totale mancanza di ascolto da parte del mondo adulto. Di fronte a questo scenario la punizione non può essere l’unica risposta: bensì bisogna sottolineare, la necessità di rafforzare le politiche educative e preventive, investendo su educazione, ascolto e comunità per prevenire la violenza. Noi adulti abbiamo un ruolo decisivo, tornare ad essere una comunità educante come luogo di crescita in grado di guidare i nostri giovani verso la piena consapevolezza che non si è soli e che in qualsiasi momento di sconforto emotivo, si può sempre contare su un  mondo adulto accogliente, empatico in grado di rispondere ai loro diversi bisogni educativi. Pertanto è indispensabile un cambio di rotta che rimetta al centro la dignità e il rispetto per ogni Persona, che restituisca leggerezza ai nostri ragazzi, dando valore alle loro idee e ai loro sogni. Non tutto è perso, basta volerlo! Empatia verso i nostri ragazzi prima di tutto…

Stefania Montanaro
Anna Fantasia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *