Pallamano Conversano al bivio: il futuro tra dubbi, errori e poche risorse

L’INVOLUZIONE – Dall’altare alla polvere in 6 mesi. Scudetto a giugno. Zona retrocessione a dicembre

Il 2025 si chiude, per la Pallamano Conversano, tra mille contraddizioni. L’8° scudetto, celebrato appena 6 mesi fa, è già un ricordo lontano. Contro ogni previsione, la squadra sta vivendo un momento complicato. Nelle ultime settimane ha toccato il punto più basso degli ultimi anni: contro squadre con organici inferiori, i biancoverdi hanno subìto il dominio degli avversari sotto ogni punto di vista. A volte sono sembrate partite tra squadre di Serie A e squadra di serie inferiore. Gli appassionati e gli osservatori non credono ai loro occhi e si chiedono da cosa dipenda questa involuzione tecnica (roster incompleto, infortunati non adeguatamente rimpiazzati, nuovi acquisti deludenti) e societaria. A questo proposito va fatta una premessa: non erano in pochi, in estate, a non farsi incantare dalle dichiarazioni della dirigenza sui nuovi acquisti e le mancate spiegazioni sulle pesanti partenze e la fuga di molti sponsor. In tanti hanno evidenziato come sia stato folle distruggere le “spina dorsale” della squadra poi laureatasi campione d’Italia. Invece i dirigenti e i tecnici sono stati capaci persino di regalare un jolly come Marrochi ai cugini del Fasano, che hanno logicamente approfittato del dono. Pablo, in particolare, è il giocatore (un vero allenatore in campo) che manca come il pane. In attacco, senza una vera guida, la squadra è in balia di chiunque. Dai 7 metri non fa più gol. In difesa, colossi come Bulzamini, Midtun e Gligic non sono stati adeguatamente sostituiti. La squadra, insomma, manca di un buon progetto tecnico: è stata costruita malissimo, senza dimenticare che le rivoluzioni comportano rischi. Roscino & Co avrebbero dovuto consolidare quello che c’era che in fin dei conti aveva permesso alla squadra di vincere il torneo. Invece accade che chiudiamo il 2025 in zona retrocessione.
L’ultima partita del 2025 ha riportato la lancetta indietro nel tempo: si è giocato nel Campo Pineta; al freddo come negli anni ‘80 e ‘90, si è sofferto contro un gruppo di lungagnoni che, pur ultimi in classifica, hanno avuto le opportunità per batterci. Ormai è chiaro, questo Conversano dovrà battersi per conservare la categoria. I responsabili hanno tempo fino al 7 febbraio (il campionato si ferma per gli Europei) per cambiare mezza squadra e fare il salto di qualità. E’ accaduto tante volte. Negli anni di Spartano, anche la dirigenza di quella corazzata dovette ricorrere ai rinforzi invernali (Fusina e Tarafino) per vincere il suo primo titolo. Ma erano gli anni delle “vacche grasse”.

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