La nuova direttrice (maestra) della banda “G. Piantoni” di Conversano ci aspetta, puntualissima, nella sede dell’associazione intitolata al grande maestro scomparso nel 1950, le cui spoglie riposano nel cimitero di Conversano.
Tatiana Paladino, 37 anni, nata in Svizzera ma residente nella sua San Giovanni a Piro, in provincia di Salerno. Insegnante di musica in una scuola di I grado, si dice pronta per questa avventura da affrontare “con grande determinazione, serietà e professionalità“, dopo aver diretto le bande di Corato, e Nardò e, fino ai giorni scorsi, di Noci. E’ la terza donna a dirigere la banda G. Piantoni di Conversano, dopo le direttrici Grazia Donateo e Susanna Pescetti.
Una carriera accademica di tutto rispetto, la nuova direttrice Paladino si è diplomata (vecchio ordinamento) in clarinetto, ha conseguito la laurea di II livello in clarinetto, oltre alla laurea di I e II livello in Strumentazione e Composizione per l’orchestra di fiati. Sempre studiando al conservatorio Cimarosa di Avellino.
Progetti, volontà di essere accanto all’associazione G. Piantoni per le iniziative di valorizzazione del patrimonio, immenso patrimonio, di cui sono conservate partiture e documenti in una sede (in via Marconi a Conversano) che sta stretta e che avrebbe bisogno di più spazi per far nascere un vero e proprio museo della musica.
La direttrice, o maestra Paladino, si dice consapevole del fatto che Conversano è una piazza difficile, sia per la cultura bandistica bicentenaria che per polemiche che non poche volte hanno accompagnato un mondo, quello bandistico, popolare e anche passionale.
E invia un messaggio al suo collega Angelo Schirinzi con il quale ha frequentato il conservatorio Cimarosa di Avellino: “Ricordo con piacere le giornate passate insieme in conservatorio e sarei disponibile a rivederci per qualche futura collaborazione insieme. La musica non deve essere mai essere divisiva, deve essere unione“
Idee molto chiare quelle di Tatiana Paladino rispetto alla necessità di inserire nell’offerta educativa la musica sin dai primi anni di scuola, un viatico per educare all’arte e all’ascolto, in un momento in cui da un lato c’è la voglia di valorizzare la cultura musicale (popolare e bandistica), dall’altro è evidente la scarsa partecipazione nelle piazze da riempire per l’ascolto dei Gran Concerti delle cosiddette bande da giro.

