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Ultras, simpatizzanti e doppiofedisti per spingere la Bari in serie A. Sono centinaia i conversanesi che assisteranno al San Nicola alla finale contro il Cagliari allenato da Ranieri
Francesco Loiacono (osteopata e componente dello staff medico della società) e Leonardo Benedetti autore dello spettacolare gol contro il Sud Tirol

Ultras, simpatizzanti e doppiofedisti per spingere la Bari in serie A. Sono centinaia i conversanesi che assisteranno al San Nicola alla finale contro il Cagliari allenato da Ranieri

La squadra di Mignani arriva all’appuntamento dopo una strepitosa prestazione contro il Sud Tirol, team allenato da Bisoli. Le sensazioni e il parere di Giancarlo Lagioia, Gianni Degregorio e Ciccillo Fanelli

Conversano – Una febbre che sale giorno per giorno, ora per ora. La squadra di Bari allenata da Michele Mignani e di proprietà dei De Laurentis, dopo un campionato sorprendente che l’ha vista piazzarsi al terzo posto pur provenendo dalla serie C, ha innescato un tale vortice di entusiasmo da mobilitare migliaia di persone. La serie A è a un passo ma bisognerà battere la squadra di Cagliari allenata da un fuoriclasse, e riconosciuto signore del calcio, quale Claudio Ranieri. Non sarà una passeggiata e proprio questa ragione sta rendendo ancora più emozionante la vigilia delle due partite che si giocheranno giovedì 8 giugno a Cagliari e domenica 11 giugno a Bari. La corsa al biglietto è cominciata da giorni e le fila per acquistarlo sono chilometriche. Così come “chilometriche” sono le polemiche di quei tifosi che pur seguendo la squadra in ogni momento, dal più buio al più esaltante, stanno trovando difficoltà nell’approvvigionamento del tagliando per entrare nello stadio San Nicola, costruito in occasione del mondiali del 1990 da Renzo Piano. E non mancano il bagarinaggio già attivo, così come non mancano segnalazioni di biglietti che sarebbero in vendita su e-bay o, ancora, di tessere di abbonati clonate. Un nutrito “armamentario” di situazioni che con il calcio non hanno nulla a che spartire e che, purtroppo, non consentono una vigilia più serena almeno nelle modalità per comprare un biglietto e accedere allo stadio. Nulla di nuovo.
Ma anche questi episodi non rallentano la “febbre” da serie A che ormai ha contagiato Bari e la sua provincia che non ha nulla da invidiare a quella napoletana distintasi per i festeggiamenti post scudetto. Conversano non è da meno, anzi la sensibilità dei tifosi della squadra barese si fa sentire anche e soprattutto in momenti meno coinvolgenti. Sono centinaia i cittadini e cittadine conversanesi, o intere famiglie, che si recano allo stadio a tifare per la squadra dei galletti.
E centinaia sono gli stessi “ultras” che seguono la squadra anche nelle trasferte in ogni parte d’Italia. Alla presenza degli “ultras”, vanno aggiunti i tifosi che seguono i biancorossi con non meno passione. E, questa volta, non saranno pochi, anzi potrebbero essere in tantissimi, i cosiddetti “doppiofedisti” (tifosi della squadra barese e di un’altra squadra tra le big). Questi ultimi poco amati dagli “ultras” come i cosiddetti “occasionali” (tifosi che si recano allo stadio solo in alcune circostanze).

Giuseppe Sciannamblo (medico) e Giancarlo Lagioia (ingegnere)

Giuseppe Sciannamblo (medico) e Giancarlo Lagioia (ingegnere)

La realtà – ci dice Giancarlo Lagioia (ingegnere e docente di Conversano) -  è che avendo praticamente la stessa squadra della C si è fatto per 3/4 un grande campionato. Quando fai 30.000 spettatori con la Ternana, con tutto il rispetto, è perché la squadra faceva divertire il pubblico e riempiva volentieri lo stadio. Nella parte finale un po’ ci hanno preso le misure un po’ abbiamo perso Cheddira per i mondiali, un po’ di paura per il rischio reale di andare in A, hanno fatto tremare le gambe soprattutto all’allenatore. Ora bisogna provarci. Per fortuna potremo giocare perché non incontreremo una squadra che si chiude. Potrebbe essere una bella finale, ma per vincerla serve tanta attenzione e voglia di farcela. Se avessimo avuto uno stadio da 100.000 posti probabilmente sarebbe stato ugualmente esaurito, poiché almeno 20-30 mila tifosi del Bari non hanno potuto fare il biglietto, mentre tanti pseudotifosi….juventini interisti e milanisti conclude Giancarlo Lagioia -   pur di vedere dal vivo una partita seria, saranno presenti. Io oggi non ho potuto fare il biglietto perché ero in gita con la scuola…..non potrò esserci. Sai la mia sofferenza”.

 

Gianni Degregorio, operatore della comunicazione

Gianni Degregorio, operatore della comunicazione

Sulla questione biglietti, la società non ha colpe. – precisa Gianni Degregorio, rutiglianese di nascita e conversanese di adozione che lavora nel mondo della comunicazione – Bisogna eliminare la vendita online. Solo vendita diretta, 2 biglietti a testa con documento alla mano, nessuna possibilità di cambiare nominativo. Sul doppiofedismo, si dice, puoi cambiare moglie ma non fede calcistica. Si può Tifare Milan, Inter, Juventus ma nessuno può impedire di sperare che il Bari possa raggiungere traguardi sempre più prestigiosi. Capisco chi ha nel Bari la propria e unica fede calcistica ma io, uomo del sud, tiferò sempre Puglia al netto delle rivalità territoriali che esistono e che devono restare nell’ambito strettamente calcistico”.

Ciccillo Fanelli, storico tifoso della Bari

Ciccillo Fanelli, storico tifoso della Bari

Seguo la squadra da più di settanta anni. Non mancherò di sostenerla domenica prossima allo stadio dove continuo a recarmi con l’amico Vito Arciulli. Ho ricordi indimenticabili – afferma entusiasta Ciccillo Fanelli, ottantanove anni portati con fierezza di cui settanta passati a seguire la squadra barese – come non ricordare il nostro quartetto di tifosi storici. Con me c’erano Leonardo Tanese (detto U’ stot), Raffaele Desantis (detto Iuiucc Regina)Giovanni Pace (detto il Bolognese). A loro nel tempo si aggiunsero i fratelli Torelli, l’uno medico dentista e l’altro farmacista. Abbiamo organizzato trasferte lunghissime e a Bari eravamo diventati noti per la nostra capacità di coinvolgere e per la nostra goliardia. Ero il più piccolo del gruppo ed ero addetto al trasporto della sirena il cui suono nello stadio era inconfondibile. Ai tempi del presidente De Palo ci conoscevano tutti ed entravamo con grande facilità negli spogliatoi. Il nostro amore per la Bari non è mai venuto meno. I miei amici non ci sono più ed io continuo a frequentare lo stadio anche per loro, e lo farò anche domenica 11 maggio per la finale contro il Cagliari. E Ciccillo Fanelli conclude con gli occhi lucidi: “Mi sono sposato con mia moglie nel 1958, le chiesi una sola cosa. Di non toccarmi la squadra della Bari. E lei mi ha sempre assecondato in questa passione. Forza Bari, sempre!”

Francesco Loiacono (osteopata e componente dello staff medico della società) e Leonardo Benedetti autore dello spettacolare gol contro il Sud Tirol

Francesco Loiacono (osteopata e componente dello staff medico della società) e Leonardo Benedetti autore dello spettacolare gol contro il Sud Tirol

È stato un campionato divertente ed emozionante sotto tanti punti di vista, – dichiara il conversanese Francesco Loiacono, osteopata e componente dello staff medico della società da otto anni (con una parentesi di osteopata della nazionale albanese) -   Siamo andati oltre ogni aspettativa, e’ stato fatto un lavoro eccezionale da parte di tutti e oggi siamo alla vigilia di una finale che potrebbe davvero farci entrare nella storia. Nello spogliatoio oramai siamo in tanti ad aver perso il sonno, tutti comunque concentrati ed euforici al tempo stesso, uniti verso un unico obiettivo.
Il pubblico del San Nicola - conclude Francesco Loiacono – ti da una marcia in più per davvero, lo leggo negli occhi dei miei colleghi di staff, lo leggo negli occhi dei ragazzi che scendono in campo, sfido chiunque a non emozionarsi durante l’inno piuttosto che dopo un gol“.

Grande euforia, quindi. e grande amore per la Bari da parte dei tifosi che si stanno organizzando in ogni famiglia o associazione per guardare insieme una partita che potrà rappresentare il ritorno nella massima serie dei galletti. Ma questo, per ora, è vietato dirlo. Basta pensarlo e aspettare solo qualche giorno.

 

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