Il Vangelo secondo Matteo (22,15-21) – “Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” – è stato lo spunto della riflessione di Don Giovanni Amodio durante la messa per i suoi quarant’anni di sacerdozio, DOMENICA 18 ottobre 2026 nella chiesa di San Leone Magno di Castellana Grotte.
Don Giovanni ha ricordato che Dio è gratis, nel senso di grazia, servizio, attenzione verso gli ultimi e accoglienza verso gli immigrati. Rivolgendosi poi ai fedeli, li ha esortati a seguire il suggerimento ricevuto dal vescovo della cattedrale di Zara: “AUDETIS”, osate.
A celebrare Don Giovanni c’erano i fedeli delle città in cui ha prestato servizio: Conversano, Turi e Castellana.
Erano presenti anche i sindaci delle tre comunità, a sottolineare come Don Giovanni non sia stato solo di passaggio nelle tre località ma ha costruito legami.
Nei suoi tre mandati, Don Giovanni si è ritrovato molte volte a dover ricostruire le comunità e lo ha sempre fatto mettendo al centro il Vangelo. Ha fatto squadra con i ragazzi, impegnandoli nella catechesi e responsabilizzandoli come educatori e insegnando loro un motto che ha contraddistinto la sua missione: INSIEME È PIÙ BELLO. Ha creato molti gruppi parrocchiali e, soprattutto, ha parlato ai ragazzi e alle famiglie attraverso la natura. Tutti ricordano i campi che Don Giovanni ha organizzato, portando i suoi fedeli sulle cime più alte, come il Plateau Rosa, oppure in visita in nazioni europee ed extraeuropee. In tutti questi viaggi Don Giovanni ha parlato del Vangelo, facendo ammirare i miracoli della natura o suscitando stupore davanti a un’opera d’arte dell’uomo.
Rigoroso nella fede ma accogliente con tutti, non ha mai chiuso le porte della chiesa a nessuno. Ha ascoltato e consigliato.
A Don Giovanni giungano gli auguri della redazione di OggiConversano.it
