Il 16 e 17 settembre scorso, in occasione della partita tra la Pallamano Conversano e la squadra israeliana del Maccabi Rischion Le Zion, era stata organizzata dal “Comitato per la Palestina di Conversano” una manifestazione per protestare e dire NO al genocidio in atto ad opera di Israele. La manifestazione era stata regolarmente autorizzata e al Pala San Giacomo era stato preparato uno spiegamento di forze dell’ordine che a molti era già sembrato spropositato.
La manifestazione, come prevedibile, era stata pacifica e serena e i partecipanti avevano rispettato ogni prescrizione dettata dalla Questura.
Il 17 settembre, secondo giorno della manifestazione, ad alcuni dei partecipanti alla manifestazione che avevano acquistato regolarmente il biglietto, e che erano stati perquisiti all’ingresso del Pala San Giacomo, le forze dell’ordine avevano vietato l’ingresso al palazzetto, senza dare alcuna motivazione. Tanto da lasciare interdette e interdetti coloro che erano stati costretti a non poter guardare la partita. Un episodio che aveva indignato i protagonisti, assolutamente ignari delle motivazioni non ricevute, e anche tutti coloro che presidiavano il perimetro dell’impianto sportivo con cartelli e striscioni, in una civilissima e pacifica manifestazione. Molti degli agenti erano intenti a filmare i manifestanti e si era creato un clima di tensione non giustificata.
Archiviata la manifestazione, dal Parlamento arriva la notizia che i fatti erano stati raccontati, e dimostrati anche attravesro video e articoli, ad alcuni parlamentari tra cui l’on.le Elisabetta Piccolotti del gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS). La quale ha deciso di presentare un’interrogazione ai ministri dell’Interno Piantedosi e a quello dello Sport Abodi, solelcitata dal circolo AVS di Conversano e da Alleanza Verdi e Sinistra di Terra di Bari..
“Abbiamo raccontato ai nostri deputati di Sinistra Italiana – AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) quanto accaduto il 16 e 17 settembre a Conversano – fanno sapere dal circolo di AVS di Conversano – in occasione della partita di pallamano tra la squadra della nostra città e quella israeliana del Maccabi Rishon Le Zion. Avendo noi stessi partecipato alla manifestazione, pacifica e autorizzata dalle autorità competenti per manifestare il dissenso nei confronti del governo israeliano responsabile del genocidio in corso in Palestina, non potevamo che porre una semplice domanda: perché è stato inibito l’ingresso, da parte delle forze dell’ordine, ad alcune persone che avevano regolarmente acquistato il biglietto ed erano state perquisite e identificate poco prima della partita del 17 settembre scorso al Pala San Giacomo? Quali i motivi? L’aver partecipato alla pacifica manifestazione può rappresentare da solo motivo di esclusione dalla visione di un incontro di pallamano? A questa domanda non ci era stato risposto. E’ per questo che abbiamo chiesto al gruppo parlamentare di AVS di presentare un’interrogazione ai ministri Piantedosi e Abodi. Ringraziamo l’on.le Elisabetta Piccolotti (AVS) per aver aderito alla richiesta di verità per la salvaguardia dei diritti di ogni persona e aver presentato l’interrogazione “a risposta scritta” ai ministri competenti. Le persone che sono state respinte ai tornelli del Pala San Giacomo hanno diritto ad una risposta, i pacifici manifestanti hanno anch’essi il diritto di capire se in questa nostra Italia, in questo momento storico, tutti possono manifestare liberamente il proprio pensiero. Non può esserci bavaglio alla libertà la cui espressione si manifesta attraverso atteggiamenti pacifici e sereni. Attenderemo le risposte dei ministri interrogati, ribadendo la nostra indignazione per quello che continua a succedere in Palestina.
Sinistra Italiana – AVS (Alleanza Verdi e Sinistra Conversano)
Le dichiarazioni dell’on.le Elisabetta Piccolotti: PUGLIA. Il caso dei manifestanti pro Palestina identificati a Coversano arriva in Parlamento. Piccolotti (Alleanza Verdi e Sinistra) presenta un”interrogazione ad Abodi e Piantedosi, “la libera espressione non si ferma ai tornelli di un palazzetto” Al Pala San Giacomo di Conversano, durante le partite di pallamano di EHF European Cup del 16 e 17 settembre contro la squadra israeliana del Maccabi Rishon Le Zion, a diversi cittadini con regolare biglietto sarebbe stato negato l’ingresso perché indossavano simboli della Palestina o perché avevano preso parte a una protesta pacifica e autorizzata. Secondo le testimonianze, in diversi sarebbero stati fotografati con il documento d’identità in mano e il volantinaggio previsto sarebbe stato ostacolato dalle autorità presenti. Una maglietta non è una minaccia all’ordine pubblico, e l’articolo 21 della Costituzione non si sospende ai tornelli di un palazzetto. Semmai andrebbero sospese le squadre israeliane, come già fatto con quelle russe: Israele sta commettendo un genocidio a Gaza e il suo premier è destinatario di un mandato d’arresto della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Abbiamo presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e dello Sport: vogliamo sapere chi abbia dato queste disposizioni, quante persone siano state escluse e dove siano finiti immagini e dati raccolti. Un ennesimo atto di repressione del dissenso dopo l’identificazione di chi, proprio in Puglia più di un anno fa, esponeva la bandiera palestinese alla finestra al passaggio del Giro d’Italia.