E’ stato un inizio molto denso di provvedimenti importanti quello del Consiglio Comunale chiamato a deliberare sull’adesione alla cosiddetta “rottamazione quinques“, una misura che i Comuni entro il 31 luglio avrebbero potuto approvare per consentire ai cittadini che non hanno pagato l’IMU, la Tari e le multe (iscritte a ruolo nel periodo compreso tra il 2000 e il 2023), di sanare la situazione versando nelle casse comunali solo la somma dovuta, senza i costi aggiuntivi.
Le stime parlano di una ammontare complessivo pari a € 2.900.000,00 di crediti vantati dal Comune di Conversano da una parte di citatdini e imprese. Nel caso ci fosse un’adesione spontanea di questi cittadini alle misure della “rottamazione quinques” (i termini temporali per aderirvi saranno compresi tra il 16 ottobre e il 15 dicembre), nelle casse comunali entrerebbero € 2.000.000,00. Questo nella versione più ottimistica, mentre bisognerà valutare “ex post” quali saranno le reali volontà dei cittadini interessati e anche le possibilità di aderire ad una misura che potrebbe anche essere utilizzate con importanti rateizzazioni.
Il dibattito consiliare è stato preceduto da quello in commissione bilancio e, alla fine, fatte salve tutte le valutazioni di merito l’intero consiglio ha deliberato favorevolmente. Sarà importante, in questi prossimi giorni, avere più notizie dall’amministrazione e dagli uffici sulla tipologia di credito vantato dal Comune per una valutazione che potrà servire per l’impostazione delle politiche fiscali dell’ente, nel rapporto con i cittadini.
Sul secondo punto all’ordine del giorno, PEF (Piano Economico Finanziario) e Tariffazione Tari, il Consiglio Comunale ha perso l’unanimità. Il pasticcio è dovuto ai tempi con i quali l’Ager (Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti) ha inviato al Comune di Conversano la validazione del piano dei costi del servizio di gestione rifiuti. Secondo quanto affermato in Consiglio Comunale dall’assessore al Bilancio Fabio Locaputo, l’Ager ha trasmesso i dati definitivi solo ventiquattro ore prima della seduta del Consiglio. Cosa che ha indignato tutti i consiglieri che hanno constatato come anche altri comuni del territorio pugliese si siano trovati nelle stesse condizioni di dover deliberare “a scatola chiusa“, senza aver studiato le carte e aver confutato con precisione i dati. E’ quanto ha sollevato il consigliere Francesco Paolo Fanizzi che ha espresso voto contrario al Piano Tariffario Tari insieme ai consiglieri del PD (Antonello D’Alessandro e Claudio Giannotta). Mentre i consiglieri Vincenzo Miccolis (ha presentato un emendamento che impegna l’amministrazione a farsi sentire dall’Ager) e il consigliere Mario Loiacono, hanno votato favorevolmente sul provvedimento, con tutta la maggioranza. Si prevede, secondo il nuovo piano tariffario Tari, un aumento pari a circa il 6,75% di cui i cittadini si accorgeranno quando riceveranno le cartelle di conguaglio nel 2027.
Quello del Piano Tariffario della Tari è un problema antico e che riguarda i costi del servizio inerente i rifiuti (raccolta, personale, smaltimento). Che poi l’Ager invii ai Comuni solo qualche ora prima della scadenza le tabelle, mette nelle condizioni i consiglieri comunali che devono decidere, di farlo in qualche ora senza poter consultare i documenti e valutarne i dati. Un modo di lavorare che non aiuta la trasparenza e la ponderata valutazione. E’ ciò che ha sostenuto il consigliere Francesco Paolo Fanizzi che ha espresso il suo voto contrario al provvedimento.