E’ stato un bellissimo 25 aprile quello vissuto qualche ora fa nella città di Conversano. Una partecipazione come non si vedeva da tempo, bambini e anziani tutti insieme per celebrare la Festa della Liberazione dal nazi-fascismo.
A rovinare il clima festoso un’assurda presa di posizione da parte del Comune di Conversano, rappresentato da uno dei subcommissari che in questo momento fanno le veci dell’amministrazione comunale assente, e dai militari in congedo che nell’introduzione avevano già anticipato che dopo gli interventi dell’arciprete di Conversano don Felice Di Palma, del subcommissario e dei bambini pieni di entusiasmo, la manifestazione sarebbe stata dichiarata conclusa.
Un chiaro segnale a tutti che l’intervento dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione di Conversano) non era gradito.
Infatti non appena i bambini hanno finito di leggere i propri pensieri sulla Resistenza, il generale in congedo Crocitto, capo del cerimoniale, ha dichiarato conclusa la manifestazione e si è allontanato insieme al gonfalone del Comune di Conversano e il suo rappresentante. Ciò non ha evitato al presidente dell’Anpi di Conversano, Enzo Locaputo, di prendere la parola per un breve intervento sul significato del 25 aprile, sulla Resistenza, sui partigiani. Intervento applauditissimo da chi era rimasto fermo ad ascoltarlo.
Questa la cronaca che non può non allargarsi ad una considerazione: “qual è il motivo per cui il rappresentante di un’associazione (l’Anpi) fondata da chi il partigiano l’ha fatto per davvero, non può esprimere il proprio pensiero sulla Resistenza e sul 25 aprile?” In tutte le città d’Italia, anche a Milano, tra qualche minuto sarà il sindaco Sala ad intervenire durante la manifestazione del 25 aprile, organizzata proprio dall’Anpi.
Per quale recondito motivo, a Conversano, il 25 aprile lo si vuol far passare come un momento che deve vedere i militari protagonisti di una ricorrenza che invece appartiene a tutti e soprattutto ai sindacati, ai partiti, agli studenti, alle associazioni?
Il 25 aprile è una festa laica e avrà anche il suo protocollo ufficiale, ma vedere allontanarsi il gonfalone del Comune nel momento in cui si appresta a parlare il rappresentante più titolato di tutti in riferimento alla Festa della Liberazione (il presidente dell’Anpi), fa un certo effetto. Per alcuni si tratta di scortesia, per altri di maleducazione.
In questa nostra città anche le certezze più solide, e il comune sentire sul 25 aprile è una di queste, sono state intaccate. Bisognerà ripartire dalle fondamenta, per restituire questa ricorrenza a tutti.
Come è giusto che sia.



