Conversano, la cura del bene comune si fa dialogo: giovani, democrazia ed etica pubblica. Le iniziative della Zona Pastorale

di Daniela Fortunato (Zona Pastorale Conversano)

Anche quest’anno la zona pastorale conversanese ha avviato un percorso culturale dedicato alla cura del bene comune e alla partecipazione attiva dei giovani. Tre incontri di alto profilo, due dei quali già tenutisi, che stanno animando la comunità locale, offrendo spunti di riflessione sulla politica odierna e sul superamento degli individualismi. Un progetto che, come sottolineano gli organizzatori, vuole restituire centralità alla responsabilità collettiva e “ritrovare la gioia nella cura del Bene per tutti”.

Il 20 marzo, Paolo Bonanomi, docente di Statistica Sociale presso la facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha aperto il ciclo con un dialogo stimolante sul tema del diritto di voto, interagendo con giovanissimi con lui sul palco. I dati proiettati di alcune ricerche condotte dall’Osservatorio dell’Istituto Toniolo hanno rivelato chi siano questi giovani disaffezionati ad una politica che né li rappresenta né li coinvolge. Neet e nativi digitali con un approccio valoriale e non ideologico alla politica. “La partecipazione è il cuore stesso della democrazia” ha affermato Bonanomi, invitando i presenti a riflettere su come le nuove generazioni possano divenire protagoniste del cambiamento a patto che la politica riapra spazi di protagonismo giovanile, valorizzando il contributo della Gen Z che fa dei diritti e dell’ambiente i capisaldi del proprio impegno. Molti i giovani intervenuti, molte corde toccate, il bisogno di riconoscersi ed anche di non volersi riconoscere in quelle percentuali. “Non è vero che noi donne siamo una percentuale minore perché di politica e dell’imminente Referendum parliamo correntemente e votiamo”, intervento di una liceale che ha infuso nel ricercatore la speranza in un dato suscettibile di cambiamento.

Il 9 aprile è stato il momento dell’ex ministro Rosy Bindi che ha portato la sua autorevole esperienza politica e civile, sottolineando come il vero dramma della politica odierna sia quello di “essere prigioniera dei più forti” e di aver sostituito la forza del diritto con la logica del più potente. Alla domanda sul futuro della politica italiana, ha risposto che urge una partecipazione attiva dei cittadini per emanciparsi dall’individualismo imperante e il motto è “uscire in due è politica, in uno è avarizia”. Applausi, consensi dalla folta platea, interventi dal pubblico. Il dibattito ha toccato la questione giovanile, con l’indomita speranza della Bindi che gli studenti, grazie alle “1000 parole” da apprendere, come sosteneva Don Milani, possano diventare “cittadini sovrani”. Il mondo, nella morsa dei poteri forti, profanatori del diritto inviolabile della dignità umana, è invitato a non delegare, a non criticare, ma a partecipare per un Io che diventi Noi. Un intervento che, spaziando dalla Costituzione alla Scuola, dalla Sanità all’Intelligenza artificiale, ha toccato dei nervi scoperti, soprattutto tra i giovani, disillusi dalla politica tradizionale e dalla democrazia erosa da un capitalismo miope e guerrafondaio.

In attesa di Don Rocco D’Ambrosio, filosofo della Pontificia Università Gregoriana, che il 14 maggio affronterà il tema della cura del bene comune da una prospettiva filosofica.

La partecipazione dei giovani è il valore aggiunto di questa iniziativa che ha confermato la loro voglia di confrontarsi e sentirsi protagonisti. Un segnale importante: il dialogo vis-à-vis, nell’era della comunicazione virtuale, recupera una dimensione umana che gli schermi non possono replicare. La sfida della zona pastorale di Conversano è ora quella di tradurre le parole in azioni concrete con la speranza che i giovani e i meno giovani facciano della cura del bene comune una pratica quotidiana.

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