Lo stereotipo era sempre stato quello dei manifestanti “facinorosi”, anche quando il più delle volte non lo erano, che giustificavano le cariche della polizia durante le manifestazioni nazionali. Nella mia vita ho partecipato a decine e decine di manifestazioni, sempre pacifiche, sia nella capitale che nella mia terra ed una sola volta, durante l’occupazione del liceo scientifico negli anni ’70, avevo visto un gruppo di poliziotti in tenuta antisommossa presidiare l’area esterna del liceo che stavamo occupando. E, sarà sicuramente un caso, quell’occupazione generò un gruppo di lavoro al quale mi iscrissi e che si chiamava “La questione palestinese ed Arafat“. Segni premonitori ma la dimostrazione che “la questione palestinese” è sempre lì con la sua forza e, purtroppo, con le sue stragi di bambini e persone.
La manifestazione organizzata dal Comitato per la Palestina di Conversano, con dovizia di particolari e seguendo tutte le procedure dovute con ottenimento delle relative autorizzazioni, restituisce alla città una fotografia che sarà bene tenere a mente per oggi, ma anche per domani e per il futuro.
La manifestazione, diciamolo subito, ha visto la partecipazione di molti esponenti di associazioni o movimenti o partiti dei paesi limitrofi, ma l’assenza sostanziale della città di Conversano che ha mostrato indifferenza. Così come la cosiddetta “classe politica dirigente” completamente assente nei suoi organi istituzionali, opposizione compresa, ad esclusione del consigliere comunale del PD Antonello D’Alessandro e della consigliera Barbara Accardo (Quark) che è bene citare.
Ma il gruppo dei manifestanti, mamme con i propri figli, giovanissimi, lavoratrici, tutti lì a gridare qualche slogan con compostezza e, durante la prima giornata del presidio, senza alcuno screzio con uno schieramento di forze di Polizia esagerato. Esagerato almeno per la percezione che, evidentemente, avranno avuto gli organi di Polizia, per una manifestazione annunciata in occasione della partita di pallamano tra la squadra di Conversano e quella israeliana del Maccabi Rischion Le Zion.
Ma quello spiegamento di forze non è dovuto al fatto che la Polizia pensava di trovarsi di fronte a provocatori seriali che, di solito, inquinano le manifestazioni. E’, forse, il risultato del clima che si respira nella nostra Italia e di un governo che ha voluto misure così restrittive per coloro che decidono di esprimere il proprio dissenso per ciò che accade nel mondo e anche in Italia.
A Conversano sono stati impiegati decine e decine di agenti, in divisa e tanti in borghese, con un dispendio di risorse economiche ingiustificabile per la portata di quanto accaduto. Lo stato ha speso soldi inutilmente, come gli capita spesso di fare.
Ma c’è un episodio che avrebbe bisogno di essere spiegato nella sua interezza: “Perché a persone che giovedì 17 settembre (comprese mamme con figli) hanno acquistato il biglietto e si sono sottoposte a perquisizioni e identificazioni, alla fine è stato inibito l’ingresso al campo per guardare la partita? Solo perchè avevano partecipato alla manifestazione? Dopo una perquisizione e identificazione che altro serve per passare indenni? Che dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi in termini di restrizione della propria libertà individuale?“.
Uno “Stato amico” questo lo deve spiegare, così come la Questura dovrebbe dire qual è il motivo per il quale tutto ciò è accaduto ed è stato documentato da video che mostrano le fasi descritte.
Oppure l’ipotesi (ma solo quella) potrebbe essere che la Polizia, in questa occasione, pensava di dover fronteggiare una schiera di facinorosi e, quando ha capito che si trattava di persone tranquille e serene, ha voluto giustificare una presenza così massiccia con l’applicazione di misure a tutti sembrate senza alcuna giustificazione? Che giustificazione potrebbe mai avere il sequestro di un rossetto rosso ad una signora?
Rimarremo, noi di Oggiconversano.it, tra quelli che continueranno a pensare alle forze dell’ordine amiche del popolo e di chi non delinque. E se un giorno dovessimo essere testimoni di manifestazioni infiltrate da violenti, le racconteremo prendendo le distanze dai facinorosi e solidarizzando sempre con gli aggrediti.
Non è stato questo il caso, gli organizzatori della manifestazione avevano anche un proprio servizio d’ordine per evitare qualsiasi tipo di eccesso.
Allora, perché?
