Parco in via Accolti Gil-Lacalandra, dopo tre anni arrivano finalmente le ruspe. Ma il cantiere è già fermo?

di Vito Bivacco (architetto)

Dopo oltre tre anni di attesa, nell’area all’angolo tra via Padre Michele Accolti Gil e via Giuseppe Lacalandra sono finalmente comparsi il cartello di cantiere e i primi movimenti di terra. Le ruspe sono entrate nell’area, sono stati eseguiti alcuni scavi, ma al momento non si vedono operai al lavoro né un’attività di cantiere continuativa. E così, accanto alla soddisfazione per un’opera che finalmente sembra muovere i primi passi, torna inevitabilmente una domanda: sarà davvero la volta buona?
La vicenda parte da lontano. L’area rientra nel sistema degli spazi destinati a verde pubblico previsto dalla pianificazione urbanistica di Conversano e, secondo la documentazione richiamata dal progetto, le aree sulle quali intervenire erano state individuate nel PRG proprio come verde pubblico. L’intervento del 2023 rappresentava quindi la trasformazione concreta di una previsione urbanistica rimasta per anni sulla carta.
Il progetto denominato SUP&R+ – Sistema Urbano Parchi e Rigenerazione, Riqualificazione, Riequilibrio, Risanamento, Riuso, Riorganizzazione, Resilienza e Rifunzionalizzazione è stato inserito nella strategia dei Piani Integrati finanziati dal PNRR e riguarda complessivamente sei nuovi parchi urbani, distribuiti in diverse zone della città.
La Giunta comunale approvò il progetto nel giugno 2023, per un importo complessivo di circa 3,46 milioni di euro, e la gara d’appalto venne espletata nel luglio dello stesso anno. Ma da allora il percorso si è rivelato molto più lungo del previsto.
Nel settembre 2025, in un’intervista pubblicata da OggiConversano, l’architetto Vito Grazio Frallonardo, progettista e direttore dei lavori, spiegava che il ritardo era legato alla complessità delle procedure connesse al finanziamento PNRR, ai controlli e agli adempimenti necessari per arrivare al definitivo via libera. Nell’intervista, l’architetto annunciava inoltre la sottoscrizione del contratto d’appalto prevista per l’11 settembre 2025 e ipotizzava la ripresa dei lavori nel giro di pochi giorni.
Sono però passati altri mesi e oggi, nell’agosto 2026, il segnale concreto è finalmente arrivato: cartello di cantiere, ruspe e primi scavi.

UN PROGETTO CHE DOVREBBE CAMBIARE IL VOLTO DI SEI AREE DELLA CITTA’

Non si tratta soltanto di sistemare qualche aiuola. Il progetto complessivo riguarda circa 32.844 metri quadrati di nuovi spazi verdi. Per l’area di via Padre Michele Accolti Gil–via Lacalandra sono previsti circa 2.892 metri quadrati.
L’idea progettuale illustrata da Frallonardo è quella di considerare il verde non come semplice elemento decorativo, ma come una vera e propria infrastruttura verde di salute pubblica, capace di contribuire alla riduzione delle isole di calore, al miglioramento del microclima, all’assorbimento della CO₂ e alla qualità della vita urbana.
Nel complesso, il progetto prevede 442 nuovi alberi e 40 ceppi di vite, oltre a migliaia di arbusti e piante tappezzanti. Sono previste essenze selezionate anche in funzione della bassa necessità di acqua e manutenzione, con l’obiettivo dichiarato di realizzare spazi verdi sostenibili e compatibili con le condizioni climatiche locali.
Per i sei parchi sono inoltre previste illuminazione, videosorveglianza, fontanelle, aree gioco e spazi destinati all’attività motoria all’aperto, oltre a soluzioni per garantire l’accessibilità alle persone con disabilità.
Per il progettista, l’obiettivo era quello di creare una sorta di “città dei 15 minuti”, portando nuovi spazi verdi nelle zone dove maggiormente si avvertiva la carenza di parchi pubblici.

E PROPRIO QUI COMINCIANO LE DOMANDE

Il progetto è ambizioso. Ma proprio per questo i cittadini hanno oggi il diritto di sapere quando potranno finalmente utilizzarlo.
Sul cartello di cantiere comparso nelle ultime settimane, infatti, non risulta indicata, almeno per quanto è possibile rilevare, una chiara data di ultimazione dei lavori. E questo rende difficile capire quale sia il cronoprogramma effettivo dell’intervento.
C’è poi un altro dato che merita attenzione: il ribasso di gara del 32,1722%.
Un ribasso significativo che, naturalmente, non significa di per sé che l’opera sarà realizzata diversamente dal progetto o che saranno necessari ulteriori stanziamenti. Ma è inevitabile chiedersi se, durante l’esecuzione, emergeranno problematiche tali da rendere necessarie perizie di variante o suppletive, e soprattutto se tutte le opere previste dal progetto saranno realizzate integralmente e secondo le caratteristiche originariamente illustrate.
Sono domande che non rappresentano un’accusa, ma semplicemente il normale interrogativo che accompagna un’opera pubblica di queste dimensioni, soprattutto dopo un’attesa così lunga.

DAL PROGETTO ALLA REALTA’

C’è poi un aspetto ancora più importante. Nel settembre 2025, quando i cantieri erano ancora sostanzialmente fermi, il progettista aveva illustrato con grande dettaglio quella che avrebbe dovuto essere la filosofia dei nuovi parchi: mantenimento delle quote naturali del terreno, accessibilità attraverso rampe, scelta di essenze a basso fabbisogno idrico, materiali locali e riciclabili, monitoraggio delle condizioni del terreno e dell’irrigazione, attenzione alla sicurezza e possibilità di coinvolgere associazioni e cittadini nella gestione.
Un progetto, dunque, che sulla carta non si limita alla realizzazione di nuovo verde, ma propone una diversa idea dello spazio pubblico. Adesso bisognerà capire quanto di quella filosofia riuscirà effettivamente a diventare realtà. Per il momento, la fotografia dell’area di via Accolti Gil–Lacalandra racconta una situazione ancora interlocutoria: il cartello c’è, gli scavi ci sono, le ruspe sono arrivate, ma il lavoro non sembra procedere con continuità.
Dopo tre anni dall’approvazione del progetto e dopo i ritardi accumulati negli anni successivi, è comprensibile che i cittadini guardino a quei primi movimenti di terra con una certa prudenza. La domanda, quindi, rimane quella più semplice: questa volta sarà davvero la volta buona? La risposta dovrà arrivare dal cantiere. E soprattutto dovrà arrivare dal parco finito. Perché dopo anni di progetti, finanziamenti, gare, procedure e annunci, Conversano non ha bisogno soltanto di vedere partire un’opera pubblica. Ha bisogno di vederla finalmente realizzata e restituita ai cittadini. I primi movimenti di terra, comunque, rappresentano un passo avanti. Dopo oltre tre anni, non è poco.
Ora bisogna andare avanti.

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