Vito Renna, dall’esperienza di Santiago di Compostela al Cammino di don Tonino Bello che passa da via Arringo. Una vita in cammino

Intervistare Vito Renna, cittadino conversanese che insieme a Michele Carbonara ha dato vita all’associazione Percezioni in Cammino, non ha significato soltanto parlare con un appassionato escursionista e “camminatore” ma anche di volontariato, della bellezza e del cambiamento del paesaggio durante il percorso, di letture di poesie o di libri, di sfide ma soprattutto di relazioni che si creano grazie alla passione del percorrere i cammini, sia quelli ufficiali che quelli non ufficiali.
Vito Renna ci ha raccontato di Carlo Cassani di Bologna che alla tenera età di novant’anni li ha raggiunti per percorrere il “Sentiero degli Dei” ad Agerola in provincia di Napoli, lo stesso Cassani che ad ottantasei anni aveva percorso già dieci volte la “Via degli Dei” che collega Bologna a Firenze e attraversa tutto l’appennino Tosco-Emiliano. Questo percorso, ci ha confidato Vito sorridendo, è uno dei pochi che non rifarebbe.

Percezioni in cammino è una pagina facebook o un’associazione?
E’ un’associazione culturale nata dall’idea di portare in Puglia, a casa mia, quello spirito del cammino di Santiago. Cammino, quello francese il più lungo parliamo di circa novecento chilometri, che io ho affrontato la prima volta nel 2018, quando non era nata l’idea di creare l’associazione. Al termine del cammino, rientrato in Puglia, mi sono chiesto se era necessario per forza andare in Spagna a vivere quella esperienza ed ho creato questo gruppo, all’inizio in maniera molto informale che ha ottenuto un buon feedback con i partecipanti che rientravano contenti dalle nostre attività. Noi con la nostra associazione vogliamo portare il senso del cammino alle nostre latitudini. Il senso qual è? Tralasciando il discorso estetico legato all’ambiente che ci circonda è vedere il punto di vista umano che nasce dal camminare. Cioè si raggiunge una dimensione umana che deriva da questa gesto naturale che è il camminare.

Possiamo dire che con la vostra nascita, e la successiva crescita, il film “ Buen cammino” di Checco Zalone non c’entra niente?
Per fortuna no. Il film di Zalone ha dato quella spinta in più al cammino di Santiago che obbiettivamente non ne aveva bisogno. Secondo le stime l’anno scorso si sono registrati cinquecentomila pellegrini registrati al cammino e non conosciamo il numero dei prtecipanti non ufficiali che hanno generato anche in quei posti fenomeni di overtourism.

Quanto tempo dedichi al cammino in generale o ai cammini.
Tempo, bella domanda nel senso che quando la stagione permette, da settembre fino a maggio, quasi ogni fine settimana. Poi di cammini lunghi ne avrò fatto una quindicina.

Per cammini lunghi cosa intendi?
Lunghi s’intende due o tre settimane. Per l’ultimo sono partito da casa, Conversano, per arrivare a Santa Maria di Leuca. Avevo questa idea, quasi come gesto simbolico, visto che nel Medioevo i pellegrini uscivano di casa e cominciavano il pellegrinaggio, volevo farlo anch’io visto che nei precedenti avevo utilizzato i mezzi per raggiungere il luogo dove aveva inizio il pellegrinaggio. Peraltro di cammini in Puglia ce ne sono tanti.

Ma sono tutti cammini ufficiali?
Certo sono tutti ufficiali anche a Conversano ce n’é uno. Quello di Don Tonino Bello  passa proprio da via Arringo. È un percorso che parte da Molfetta e termina a Leuca, passando da Alessano città dove don Tonino è sepolto. A Polignano troviamo la via Francigena, c’è la rotta dei due mari cammino che ho fatto e che collega Polignano a Taranto, c’è il Bari – Matera. La Puglia in Italia  è tra le regioni capofila per quanto riguarda i cammini. La comodità è offerta dal territorio visto che anche in inverno abbiamo il clima mite, a differenza della montagna o dei posti un po’ più aspri. Chiaramente da noi fino a maggio puoi camminare tranquillamente. Giugno, luglio e agosto sono proibitivi.

I percorsi quindi sono prettamente pugliesi?
No perché quelli di cui ti parlavo prima sono percorsi creati da altri, con itinerari già segnalati. Mentre i cammini che facciamo noi di gruppo possono essere di una solo giornata, generalmente di domenica, e raggiungiamo oltre la Puglia anche la Basilicata e la Campania. Abbiamo fatto due anni fa il cammino inglese di Santiago che è più breve di una settimana circa.
Ritornando alle camminate  di una sola giornata, forse il termine tecnico più appropriato è: escursione. Quindi noi affrontiamo o itinerari tracciati o itinerari non tracciati. Ovviamente noi, prima di ogni escursione, facciamo dei sopralluoghi. Per esempio abbiamo fatto a maggio il cammino di San Francesco da Paola in Calabria di tre giorni, oppure l’anno scorso abbiamo fatto un cammino nei monti Dauni tra Faeto e Roseto Valfortore, passando per Celle San Vito (il borgo più piccolo della Puglia).  Chiamarli cammini, anche se sono di una sola giornata, spiega il senso di quello che si crea durante la giornata.

Perché hai scelto il cammino come esperienza?
In realtà non l’ho scelto io. Come ti dicevo, nel 2018 dopo aver fatto l’esame per l’abilitazione alla professione di avvocato, convinto da un mio amico, ho percorso il cammino di Santiago, quando il cammino non era così famoso. La mia fu una partenza che non chiedeva risposte o cambiamenti anche perché quando sei li tu cammini e basta.  E’ al ritorno che poi cominci a pensare a quello che hai fatto. Camminare stanca parecchio. Vedere sui social tutti questi influencer che camminano, come se niente fosse, forse inganna. Ma camminare per più giorni per circa venticinque chilometri e con uno zaino pesante, ma non pesantissimo, sulle spalle alla fine stanca ed ha un impatto importante sia sul fisico che sulla mente.

Nello scautismo la strada è utilizzata anche come metafora della vita. Vale la stessa cosa per voi?
Certo, il cammino cura e trasforma. Ma soprattutto crea delle consapevolezze.  Noi cerchiamo di dare delle consapevolezze o condivisione anche con la lettura di poesie o brani che cercano di dare un tema alla giornata. Cerchiamo di vivere dei momenti di spiritualità o di riflessione.

Momenti di spiritualità legati al cristianesimo?
No, noi siamo un’associazione apolitica non siamo vincolati a nessuno. Siamo stati anche in un tempio induista a Cisternino sulla ciclovia. Non avere una struttura ben definita ci permette di essere più liberi di agire. Per noi non è importante raggiungere la meta ma vivere il cammino.

Una curiosità: quando fate i cammini lunghi come vi organizzate per la notte, dormite all’addiaccio, ci sono ostelli, come vi organizzate?
Allora quando facciamo i cammini in gruppo, o quando vado da solo, esiste una rete di accoglienza che ti segnala dei B&B, delle parrocchie o degli ostelli; dipende dalla zona in cui ti trovi. in Puglia, ma forse al Sud in generale, questo discorso degli ostelli sta venendo fuori da poco.
Generalmente cerchiamo di trovare delle strutture scomode per vivere appieno l’esperienza di condivisione. Molte volte dormiamo in stanze con gente che non si conosce. Questo è anche un aspetto molto bello del cammino. Noi siamo abituati a viaggiare con tutti i confort, invece con il cammino ed anche attraverso la scomodità vivi appieno la dimensione umana. Capita di usare acqua fredda o  mangiare cose che non ti possono piacere. Tutto questo fa parte del viaggio. Però chi ha scelto di camminare sceglie di vivere queste esperienze.

Quanti sono gli iscritti all’associazione?
Un’ottantina. Una cosa che mi piace ricordare e che oltre al cammino la nostra associazione svolge attività di volontariato, per esempio collaborando con l’associazione “In.Con.Tra”, associazione di Bari che assiste i senza fissa dimora. Organizziamo una raccolta di coperte, oppure ad Alberobello abbiamo partecipato ad “Abbracci gratis”. Andavamo in giro per il borgo con il cartello abbracciami gratis. Organizziamo anche presentazione di libri.

Libri che parlano delle esperienze del cammino?
Anche ma non necessariamente

Cosa state organizzando in questo periodo?
Adesso le attività di Percezioni in Cammino sono per lo più sospese a causa del caldo, anche se il 25 luglio festeggeremo con un piccolo corteo San Giacomo , protettore dei pellegrini, a Bari assieme ad altre associazioni.
La mia prossima avventura, di Vito Renna in solitaria, sarà quella di attraversare tutto il Parco Nazionale del Pollino, da mare a mare ovvero da Scalea a Sibari. Il Parco Nazionale del Pollino è il più esteso parco nazionale d’Italia. Circa due settimane di Cammino.

Avete un vostro sito internet?
Certo www.percezioniincammino.it  si trovano storie e post di pellegrini.

Cosa rappresenta il logo di Percezioni in Cammino?
Il logo di Percezioni in Cammino nasce dalla fusione di due simboli. Ovvero la conchiglia, simbolo del Cammino di Santiago (da dove é nato tutto diciamo), e la tartaruga che simboleggia la lentezza del Cammino e, dunque, della vita. Godersi ogni passo, senza pensare alla meta, perché la meta é tutto quello che c’è nel mezzo: ovvero il Cammino stesso!

Vito Renna
L’indicazione del cammino di don Tonino Bello in via Arringo
Michele Carbonara

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