Un vero e proprio allarme rosso quello che è ormai scattato nella nostra città, e non solo, e che riguarda truffe di bande “specializzate” che chiamano il telefono fisso di anziani fingendo di essere parenti.
Ciò che è successo lunedì scorso ad una signora abitante in via Lacalandra ha il sapore dell’assurdo.
La signora ha ricevuto una telefonata da qualcuno che si è finto suo nipote e che ha implorato “la nonna” di raccogliere tutto quanto possibile, tra soldi e monili, al fine di evitare l’arresto della propria mamma e figlia della signora. A quel punto, presa completamente dal panico, l’anziana signora ha dettato il numero di cellulare a chi, dall’altro capo del telefono, le ha detto che sarebbe passato un signore che avrebbe fatto stimare i gioielli.
Nel frattempo l’anziana è stata convinta a rispondere al cellulare e tenere aperta la chiamata fino all’arrivo dello “sconosciuto”. Il quale ha ritirato la prima tranche del bottino (gioielli). Non è finita qui, avendo ormai intuito che la truffa avrebbe potuto avere un seguito ancora più ghiotto, i truffatori hanno chiesto alla stessa signora altri valori perché insufficienti quelli già recuperati. E si è così passati ai soldi e al secondo passaggio di altra persona entrata in casa.
Bottino pieno per gente senza alcuno scrupolo capace di ipnotizzare, letteralmente, anziani preoccupati e legati ai propri affetti e desiderosi di “salvare” i propri figli in difficoltà.
Sembrerebbe un racconto fantasioso, è invece ciò che realmente successo lunedì scorso in via Lacalandra ma che succede spesso, anche a Conversano, da qualche tempo. L’episodio è stato naturalmente denunciato ai Carabinieri quando è stato chiaro che si trattava di una truffa e la signora ha allertato i familiari.
Ci sono alcuni aspetti da considerare: la ripetitività degli episodi richiede interventi formativi per la popolazione anziana. Bisognerebbe organizzare momenti informativi e utilizzare alcuni accorgimenti. Tra i primi quello di considerare il telefono, e il numero fisso, come uno strumento che si presta molto al primo approccio dei delinquenti. Non sono pochi coloro che fanno appello alle istituzioni e alle forze dell’ordine che si sono sempre mostrate pronte ad intervenire.
E’ importante parlarne, come ci riferiscono alcuni componenti delle forze dell’ordine, per mettere in guardia la popolazione anziana vittima di momenti di panico e preoccupazione. Anziani costretti, nel momento in cui si rendono conto dell’accaduto, a fare i conti anche con un senso di vergogna per non essere riusciti a capire in tempo che erano vittime di una truffa.
Ci sarebbe da organizzare una rete di protezione per la popolazione anziana e questo riguarda sia le istituzioni che quelle associazioni e movimenti presenti sul territorio.