L’esperienza vissuta da una famiglia di Conversano presso l’IRCCS “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte riporta al centro dell’attenzione un tema cruciale per la sanità regionale: la qualità dell’assistenza alle persone con bisogni complessi. A raccontarla è Giuseppe Pellicoro, padre di un giovane con autismo non verbale e non collaborativo, che ha deciso di condividere pubblicamente quanto accaduto affinché diventi un esempio da riconoscere e valorizzare.
Il percorso clinico del figlio, per sua natura delicato, richiedeva competenze specialistiche, capacità di adattamento e un approccio relazionale capace di garantire sicurezza e dignità. Pellicoro sottolinea come il personale medico e infermieristico del De Bellis abbia dimostrato non solo professionalità, ma anche una qualità umana rara: empatia autentica, attenzione ai dettagli, sensibilità nella comunicazione e rispetto dei tempi del paziente.
“Non è stato un singolo gesto a colpirci”, racconta, “ma la coerenza di un approccio che ha permesso a mio figlio di affrontare un contesto potenzialmente stressante con serenità e fiducia”. Un risultato tutt’altro che scontato per chi vive quotidianamente le difficoltà legate all’autismo e conosce bene quanto l’ambiente sanitario possa diventare complesso per chi non comunica verbalmente.
La testimonianza del padre apre una riflessione più ampia sulla disomogeneità dell’assistenza in Puglia. “Troppo spesso la qualità dipende dalla buona volontà dei singoli professionisti, più che da un’organizzazione strutturata e uniforme”, osserva Pellicoro. “Quando incontriamo esempi virtuosi, è giusto ringraziare, ma è altrettanto importante che le istituzioni li riconoscano e li trasformino in modello”.
L’esperienza al De Bellis dimostra che eccellenza e umanità possono convivere nel servizio pubblico, e che queste competenze esistono già all’interno del sistema. Il riconoscimento istituzionale, secondo Pellicoro, non è solo un atto simbolico, ma un passo necessario per rendere queste buone pratiche patrimonio stabile della sanità pugliese.
“Come cittadini e come famiglie”, conclude, “abbiamo il dovere di segnalare ciò che funziona e ciò che non funziona. È in questo equilibrio che si costruisce un servizio pubblico più giusto, più efficace e davvero vicino alle persone“.