Mina Di Turi (AVS): “Politica è occuparsi della cosa pubblica e non dei gruppi di potere”. L’intervista all’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra

Cosima Di Turi, medico di medicina generale con specializzazione in geriatria. Una vita dedicata al lavoro, alla famiglia e alle proprie convinzioni politiche, da sempre donna di sinistra e, soprattutto, vicina nelle intenzioni e con i fatti ai più fragili.
Durante l’ultima campagna elettorale amministrativa è stata candidata con AVS (Alleanza Verdi e Sinistra), risultando la prima della sua lista con oltre duecento preferenze.

Se dovesse descrivere la sua prima esperienza di candidata alle elezioni amministrative, a cosa penserebbe?
Penserei alla condivisione degli ideali, all’entusiasmo ritrovato insieme ai compagni e soprattutto ai giovani che mi hanno dato nuovo vigore.

Lei è sempre stata una donna di sinistra anche se non ha mai aderito ad una formazione politica, prima di approdare all’esperienza di AVS come candidata e come aderente al partito. Che significato dà alla parola “sinistra” in un momento in cui si tende a dire: “sono tutti uguali?”
Che non è vero che i diversi schieramenti politici sono tutti uguali, è vero invece che la sinistra è inclusione, accoglienza, solidarietà, partecipazione, mettersi in discussione, schierarsi.

A suo avviso a cosa è imputabile la sconfitta elettorale dei progressisti durante l’ultima campagna elettorale a Conversano?
Abbiamo dato un‘immagine di noi divisi ed impreparati ad una competizione che si è rivelata impari. Abbiamo fatto leva sui programmi, ma questi non sono stati comunicati e compresi fino in fondo. Il mondo oggi è complesso, la destra lo spiega con gli slogan (semplificati) che fanno presa sugli elettori, dobbiamo sforzarci di trovare forme concrete e comprensibili di comunicazione e riflessione partendo dal basso. Chi è di sinistra, oggi, deve a volte accettare dei compromessi, che non vogliono dire accordi di potere o personali, ma comprendere che è necessario fare un passo indietro e mandare avanti chi in quel momento è più capace e ha più competenza, nel rispetto della costituzione e della integrità morale che ci devono contraddistinguere.

Quali saranno gli impegni di AVS per i prossimi mesi, dato per scontato che essendo un partito non chiuderete i battenti ma continuerete con l’impegno quotidiano?
Certo la sezione di AVS di Conversano è giovane, non chiuderà assolutamente i battenti, lavoreremo sul programma già presentato in campagna elettore, lo presenteremo ai cittadini, saremo vicini a loro per far nascere una nuova idea di amministrazione della città e una consapevolezza che tutti possono contribuire al
bene comune. “Politica” è occuparsi della cosa pubblica e non dei gruppi di potere.
Ci occuperemo per altro dei problemi concreti che via via si presenteranno.

È stata nominata la nuova giunta comunale che, in teoria, governerà per i prossimi cinque anni. Se dovesse suggerire un’agenda delle priorità da affrontare, cosa direbbe al nuovo governo cittadino?
Il decoro urbano credo vada messo al primo posto (è il biglietto da visita di una città) non riesco più a tollerare le strade sporche, i giardini incolti, i rifiuti per strada, il mio cuore ha pianto nel vedere l’albero piantato in memoria della collega dott.ssa Roberta Cuomo completamente secco.

Lei è molto amata in città dai suoi pazienti, sia per il tratto professionale che per quello umano. Quanto è difficile il suo mestiere nel 2026?
La professione di medico non è cambiata, è mutato il concetto di sanità che è diventata azienda e risponde alle leggi dell’economia e della burocrazia. Con la nuova riforma non abbiamo la certezza di come evolverà la medicina generale, i ruoli non sono chiari e questa non è più appetibile ai giovani.

I cittadini chiedono più servizi territoriali in ambito socio-sanitario. Secondo lei La Casa della salute che impegnerà i medici di medicina generale, riuniti nella sede dell’ex ospedale, potrà dare risposte?
La casa della comunità in teoria dovrebbe dare più risposte alle esigenze di salute dei cittadini nella misura in cui “ funzioni” la multiprofessionalità tra medici di medicina generale, specialisti, infermieri. Il modello in teoria è valido, si rifà a modelli già operanti in Europa, ma bisogna puntare molto sulla formazione del personale che avrà ruoli completamente nuovi e per i quali non mi sembra si stia facendo nulla di concreto ed efficace.

Per finire: se lei dovesse pensare alla creazione di un Pantheon della sinistra internazionale, nazionale e locale a chi penserebbe? Quali sono i modelli da seguire?
Enrico Berlinguer dovrebbe tornare ad essere la nostra guida morale e politica con la sua ossessione per l’integrità e l’etica che oggi più che mai è di vitale importanza. Sandro Pertini per l’esempio di attivismo, impegno e rettitudine.
Per i contemporanei proporrei Pedro Sanchez per il coraggio di manifestare il proprio dissenso al “necrocapitalismo” imperante, il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome, da solo, di fronte alla codardia dei colleghi europei.

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