Con l’Anpi nella “Giornata della Memoria” l’altra Shoah che coinvolse 300mila disabili. Casa delle Arti 27 novembre ore 18.00

Martedi 27 gennaio 2026 la sezione ANPI di Conversano alle ore 18.00 presso la Casa delle Arti ”Davide
Gaetano D’Accolti”
ricorderà la “Giornata della Memoria 2026” con la proiezione del docufilm di Franco
delli Guanti
:”Berlin Tiergartenstrasse. L’altra Shoah”. Seguiranno gli interventi di Enzo Locaputo, presidente
sezione ANPI di Conversano, del Prof. Pietro Polieri, docente di antropologia culturale presso l’Università di
Bari e del Dott. Luigi Stagno, medico e psicoterapeuta.
Attraverso questa serata l’ANPI vuole ricordare “L’altra Shoah”. Shoah che coinvolse 300.000 disabili e
malati psichici vittime di un progetto di eutanasia nazista.
E’ importante ricordare l’altra, o le altre, Shoah, perché la follia nazista e successivamente quella fascista
non organizzarono solo lo sterminio del popolo ebraico ma anche lo sterminio consapevole di disabili,
malati psichici, zingari, testimoni di Geova, omosessuali, dissidenti politici.
Il ricordo e non la celebrazione delle Shoah attraverso la “Giornata della Memoria” è importante soprattutto
per generare quegli anticorpi necessari ad evitare che tali follie ritornino. E’ importante perché le nuove
generazioni non cadano nella trappola di correre dietro a falsi miti come purtroppo sta accadendo in questo
periodo. Ed è importante perché la Giornata della Memoria serve a contribuire alla convivenza pacifica dei
popoli.
Purtroppo tutto questo non sta accadendo anzi come una malattia autoimmune le ideologie sulla razza
ariana stanno ritornando prepotentemente e stanno colpendo proprio quelle nazioni che ne dovevano
essere testimoni. Una di queste è proprio la nazione di Israele che con una specie di reset storico ha
cominciato a perseguitare l’inerme popolazione palestinese riducendola a vivere in campi profughi simili a
quelli di concentramento.
Ma non è solo la nazione israeliana a rendersi protagonista di episodi raccapriccianti. Vedi gli USA con le
milizie dell’ICE.
Altre Shoah sono sparse nel mondo oggi. Molte di queste sono denunciate e documentate nel docufilm.
A chi si recherà alla Casa delle Arti gli auguriamo una cattiva visione nel senso che il docufilm gli possa
provocare quello stato di malessere che lo renda immune a tutte le ideologie nazifasciste hanno generato e
che purtroppo continuano a circolare ancora oggi.

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