E’ stato un Consiglio Comunale partecipato, come mai era successo in questa consiliatura. Alla fine di un dibattito a tratti aspro, il Consiglio Comunale ha approvato la mozione di sfiducia al sindaco Lovascio con undici voti favorevoli e cinque contrari. Finisce così la consiliatura che ha visto defezioni importanti all’interno di una maggioranza che ha perso esattamente la metà dei suoi componenti.
Gli interventi più significativi sono stati quelli del consigliere Mario Loiacono: “Oggi si certifica un fallimento“, quello di Ciro Moramarco: “La nostra scelta non è un atto impulsivo ma del tradimento del patto originario stipulato con i cittadini“, quello di Barbara Accardo che ha evidenziato l’assoluta mancanza della politica nell’azione amministrativa e il diniego ad alcuni provvedimenti proposti durante il quinquennio, quello di Maurizio Galiano che ha condannato: “un sistema politico e di governo con un opaco utilizzo delle risorse pubbliche“, quello di Angela Borrelli che ha evidenziato il ruolo del suo partito durante i cinque anni trascorsi, quello di Lorenzo Abbruzzi che rivolgendosi al collega Cascella ha detto: “Sei stato la più grande delusione politica“. E ancora Mario Loiacono che rivolgendosi al collega Abbruzzi gli ha ricordato di come insieme si erano, a volte, lamentati del metodo di lavoro della maggioranza.
Il sindaco Lovascio, visibilmente provato, ha risposto a tutti i rilievi puntuali evidenziati dai consiglieri dell’opposizione. Rigettando le accuse di inefficienza ed elencando quanto realizzato, il sindaco ha parlato della mozione di sfiducia come una sorta di dispetto personale. E non ha mancato di evidenziare che si tratta dell’inizio di una campagna elettorale alla quale ha promesso, comunque, di partecipare. Al gruppo che ha abbandonato la maggioranza Conversano per tutti: “Volevate il terzo assessore in giunta“.
Il consigliere Pasquale Loiacono ha voluto sottolineare la differenza tra la propria esperienza del 2020, quando nove consiglieri si recarono dal notaio dimettendosi e facendo cadere la sua amministrazione, e la situazione odierna che vede comunque un dibattito pubblico alla base di una mozione di sfiducia: “Sono mancate grandi opere…e mi sarei aspettato dei bilanci più partecipati. Parlando di macchina amministrativa bisogna valutare lo stato di agitazione dei dipendenti che vuol dire mancanza di qualcosa nella organizzazione“.
Il consigliere Carlo Gungolo non si è ancora riuscito a spiegare le motivazioni della mozione di sfiducia: “Questo è l’atteggiamento di chi vuole distruggere la città“.
La consigliera Daniela Martino. “La partecipazione del pubblico ha dato la possibilità di risvegliarsi. Credevo dovesse essere ritirata la mozione di sfiducia per senso di responsabilità, pensavo ad una sorpresa. Quest’anno non avremo una mostra a Conversano a causa di questa situazione. La mozione di sfiducia è una scelta inopportuna“.
La consigliera Katiana Sportelli: “Il commissariamento non è un fatto neutro, ci saranno rallentamenti, vale la pena esporre Conversano ad un commissariamento?“.
Sono poi intervenuti gli assessori in carica (Berardi, Lippolis, Sportelli) che hanno difeso il proprio operato.
Si è passati alla votazione della mozione di sfiducia che ha prodotto questo risultato: hanno votato a favore Accardo, Borrelli, Moramarco, Di Vagno, Cascella, Matarrese, Loiacono P., Loiacono M., Fanelli, D’Alessandro, Galiano.
Hanno votato contro: D’Addetta, Martino, Sportelli, Abbruzzi, Gungolo.
Finisce così l’amministrazione guidata dal sindaco Lovascio e nelle prossime ore la Prefettura nominerà un commissario prefettizio che accompagnerà la città alle elezioni amministrative di maggio prossimo.
