Non si sono risolti i problemi del Campo Pineta di Conversano, da poco riconsegnato dall’amministrazione comunale all’utilizzo delle società di pallamano e calcio a 5. Così come già documentato in passato da Oggiconversano.it, la situazione se volgiamo è addirittura peggiorata, come si può notare dalle foto.
L’acqua piovana non entra solo dalle parti laterali ma ha raggiunto il rettangolo di gioco e, in alcuni punti, si sta infiltrando sotto il tappetino.
Una situazione che definire paradossale è poco e che pregiudica la sicurezza degli atleti che anche oggi scenderanno in campo.
Ci sono vari aspetti da considerare. La ristrutturazione del Pineta ha rappresentato sin da subito un evidente problema, tanto che i lavori sono stati consegnati dal sindaco con ritardo (quasi due anni), rispetto a quanto stabilito. Ma era risultato evidente che ci fossero problemi strutturali non affrontati. Più volte il primo cittadino aveva rassicurato la città sia sui tempi che sulla qualità dell’intervento ma, alla prova dei fatti, lo storico contenitore per l’attività sportiva ha mostrato le sue fragilità oggi evidenziate dalle foto, dopo la pioggia di questa notte.
Non è ancora chiaro se l’amministrazione comunale ha avviato procedimenti per capire in capo a chi devono essere imputate le responsabilità e di quale natura. Potrebbe trattarsi di responsabilità progettuali, di esecuzione dei lavori e, soprattutto, di controllo da parte del committente (l’amministrazione comunale).
Cosa si intende fare a questo punto? Bloccare l’utilizzo del campo e correre ai ripari oppure tirare a campare e far finta che il problema non esiste? L’altra domanda fondamentale è se il collaudo dell’opera ha avuto esito positivo o meno. Tanti gli interrogativi ma la priorità è quella di assicurare la sicurezza di chi chi, su quel terreno di gioco, svolge attività sportiva agonistica.
Oggi stesso sono previste alcune gare, tra cui quella di serie B di pallamano mentre il calcio a 5 svolge solo gli allenamenti al Pineta in quanto la federazione non ha omologato il campo. E giocando in altre città è costretta a pagare canoni, naturalmente onerosi per la società.
Mentre la Pallamano gioca grazie ad un’ordinanza del sindaco. Una situazione confusa, precaria alla quale si aggiunge la precarietà strutturale ormai troppo evidente da poterla nascondere “sotto il tappeto”, peraltro già intriso di acqua.




