Stando ai toni di queste ultime ore, il consiglio comunale di venerdì 23 gennaio, nel quale si discuterà della mozione di sfiducia al sindaco presentata da undici consiglieri su diciassette, sarà di quelli indimenticabili. Ognuno promette scintille, alcuni addirittura non vedono l’ora che cominci e promettono, in più, fuochi d’artificio. Sembra che si stiano tutti concentrando su quello che potrebbe essere l’ultimo consiglio comunale, prima dello scioglimento dovuto alla probabile, non scontata, approvazione della mozione di sfiducia.
Eppure non è che la consiliatura abbia riservato tutte quelle emozioni frutto del confronto e del dibattito animato, se non in pochissime occasioni. La consiliatura si è sviluppata tra uno sbadiglio e l’altro, tra una interrogazione senza né risposte né conseguenti ulteriori domande degli interroganti. Non si può definire una consiliatura segnata da giornate storiche. Anche perché argomenti di una certa portata non ce ne sono stati: il Pug, il Piano del Traffico, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, il Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche…nulla di tutto ciò è stato discusso, perché nulla è stato prodotto.
È su questo che vorremmo ascoltare dall’amministrazione comunale le giustificazioni di tali “dimenticanze”, è su questo che vorremmo ascoltare le giustificazioni dei cinque consiglieri fuoriusciti nell’ultimissimo miglio di un governo locale che si è abbarbicato sull’apparire, piuttosto che sull’essere. L’amministrazione buonista con la copertina del Mulino Bianco dovrebbe spiegare alla città, più che all’opposizione.
La città vorrebbe sapere, inoltre:
1) perché non c’è stata una seria manutenzione del verde?
2) perché non c’è stata una seria manutenzione delle strade urbane ed extraurbane?
3) perché l’amministrazione comunale voleva vendere una strada pubblica a un privato?
4) perché l’amministrazione comunale ha costretto il proprio personale a proclamare lo stato di agitazione in quanto non ha provveduto a corrispondere il dovuto in termini economici e di progressione a tutti?
Semplici domande alle quali si devono risposte, almeno questa “ultima volta”. La città vuole anche ascoltare i sei consiglieri dell’opposizione che, a volte efficacemente e altre distrattamente, hanno cercato di determinare alcune scelte non riuscendoci perché, bisogna dire, l’amministrazione comunale fino a poco tempo fa sembrava granitica e procedeva all’unisono. E si divideva tra coloro che mentre cadevano alberi nei parchi pubblici sostenevano che tutto era sotto controllo, e quelli che promettevano luci in città mentre il comune stesso risultava mal pagatore nei confronti dell’Enel, costringendo l’ente ad una delle figuracce più umilianti degli ultimi cinquant’anni.
Il consiglio comunale del 23 gennaio prossimo è stato convocato alle 20.00, per la prima volta in questa consiliatura che ha vissuto nascondendosi in sedute mattutine. Contrassegnate soprattutto da assemblee durante le quali in molti, tra i consiglieri, si collegavano dal divano di casa o dalle proprie auto, tra una spesa al mercato e un viaggio verso il capoluogo. Per il consiglio comunale di venerdì 23, invece, si è tornati dopo anni alla convocazione alle 20.00, ora per la quale anche i cittadini potrebbero aver voglio di seguirne i lavori.
Sarà, molto probabilmente, un consiglio comunale che rappresenterà l’inizio della campagna elettorale. Se poi arrivasse qualche risposta a legittime domande, male non sarebbe.
Per esempio: potrebbe essere questa l’occasione per ascoltare la motivazione per la quale, dopo anni di tribolazioni, il Campo Pineta è stato ristrutturato con centinaia di migliaia di euro e ha mantenuto intatta la sua prerogativa di luogo al chiuso dove piove copiosamente?
Non sarebbe l’occasione giusta per dire la verità contrassegnata dalla foto di questo articolo che, mai come questa volta, rispecchia una situazione di precarietà e fotografa la tristezza di un’opera pubblica appena consegnata?
