Nei giorni scorsi la battaglia che vede contrapposte le associazioni ambientaliste da una parte e la Serim dall’altra, si è arricchita di un nuovo capitolo. Infatti il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dell’associazione ambientalista ‘I Gabbiani del parco di Costa Ripagnola‘ e dall’ex consigliere regionale Domenico Lomelo, con cui si chiedeva lo stop dei lavori della società Serim sui terreni di Costa Ripagnola, l’area verde e famosa nel mondo a nord di Polignano a Mare.
Prima della sentenza del consiglio di stato, il Tar di Bari nel 2023 aveva rigettato il loro primo ricorso non rilevandone i presupposti per accogliere l’istanza cautelare di sospensione dei lavori. A giugno, però, il consiglio di Stato aveva dato ragione ai ricorrenti e chiesto al Tar di esprimersi nel merito, cosa fatta il 24 ottobre scorso con un’altra sentenza che aveva dato ragione alla Serim.
Nella sentenza del 24 ottobre si legge che “risulta non adeguatamente allegato e provato il pregiudizio grave ed irreparabile dedotto dagli appellanti“, anche perché l’intervento autorizzato alla Serim “è limitato alla ‘conservazione dell’edificato’ e non contempla ‘l’incremento della volumetria’, mentre può”, al contrario, “considerarsi favorevolmente il pregiudizio allegato dalla società (e non adeguatamente contestato) circa i possibili danni delle strutture oggetto dell’intervento, causato dalle intemperie della stagione invernale, qualora esse non vengano messe in sicurezza“.
In seguito a questa sentenza del TAR I Gabbiani della costa hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato. Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso. E non sono stati in pochi coloro che hanno lamentato, dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato, un reale disinteresse delle istituzioni sia comunali che regionali.
Abbiamo chiesto a Vito Carrieri, sindaco di Polignano a Mare, cosa ne pensasse della sentenza visto che con la sua amministrazione è impegnato su un tavolo tecnico- politico a tre con la Serim, la Regione Puglia e la stessa amministrazione polignanese, per trovare una soluzione che impedisca l’antropizzazione di Costa Ripagnola.
Sindaco vi aspettavate questo tipo di sentenza?
Questa sentenza non è stato certo un fulmine a ciel sereno, anzi. Non solo ce l’aspettavamo ma ne eravamo certi perché quando gli amici dei gabbiani della costa ci hanno interpellato tramite il loro avvocato, il nostro legale ha subito detto che era un vicolo cieco andare al Consiglio di Stato dopo la bocciatura del TAR. Purtroppo dopo la sentenza vi è la convinzione, nell’associazione ambientalista, che si è ottenuto questo tipo di sentenza perché non supportati da un’amministrazione o da un’associazione di categoria nazionale come LEGAMBIENTE.
Questa convinzione non regge anche in virtù del parere regionale favorevole, il PAU. Invece noi, in una delle prime delibere della mia amministrazione, abbiamo approvato un atto di indirizzo al consiglio comunale: così tutto quello che sta a valle della statale 16 può essere turistico ma non ricettivo, stanze d’albergo per intenderci. Dopo ci siamo incontrati con la società, la SERIM, e la Regione Puglia. Grazie a questo tavolo tecnico- politico abbiamo deciso che quel rifacimento, quella riqualificazione, quel restauro conservativo dei pagliari viene fatto perché c’è il parere favorevole della regione ma la destinazione d’uso sarà di servizi annessi alla futura spiaggia, quindi una struttura attrezzata, che sarà realizzata in quel posto. In questo protocollo d’intesa che andremo a costituire con l’azienda, ci sarà anche una riqualificazione e un accesso alla parte pubblica sulla spiaggia. Quindi con la sentenza del Consiglio di Stato la riqualificazione dei trulli continuerà perché c’è un finanziamento pubblico e perché il PAU era già stato acquisito.
Perchè alcune volte si riferisce ai trulli ed altre ai pagliari. Ci sono entrambe le strutture oppure sono la stessa cosa?
Erroneamente noi li chiamiamo trulli ma quelli sono dei veri e propri pagliari, cioè depositi per attrezzi agricoli e per animali ed è per questo motivo che a noi amministrazione, e alle associazioni ambientaliste, non convinceva l’idea che li si potessero fare dei posti letto perché non parliamo di trulli che hanno una capienza ma, nei pagliari. come fai a fare dei posti letto peraltro di strutture o servizi a carattere extra lusso?
Con questa sentenza del Consiglio di Stato si corre il rischio che la SERIM torni al progetto iniziale?
Io non posso parlare a nome dell’azienda però non me l’aspetto. Non si sarebbero seduti al tavolo e avrebbero atteso l’esito della sentenza. Secondo me chiudendo il protocollo d’intesa di cui ti parlavo prima, abbiamo vinto tutti e abbiamo permesso a quella zona dove nessuno voleva le camere d’albergo che comunque non verranno realizzate. Poi volevamo lasciare tutto il mondo come sta? Ma io non voglio lavarmi le mani e nel 2020-2021, con il parere favorevole della regione, io non potevo comunque fare niente.
La Serim sostiene inoltre che grazie al restauro conservativo dei pagliari comunque quell’area verrà bonificata considerando che ad ogni fine stagione la gente che si reca al mare saltando le staccionate poi lascia i rifiuti, perché purtroppo, a volte, non siamo neanche capaci di andare al mare e poi preparare una busta con i rifiuti prodotti e portarli a casa.
Il mio obbiettivo è stato sempre chiaro: evitare l’antropizzazione di quel territorio e ti dico un’altra cosa che mi piacerebbe emergesse dalla nostra conversazione: noi non siamo né pro e né contro la SERIM.
Se l’amministrazione di Polignano ha deciso di approvare quell’atto di indirizzo in consiglio comunale è perché i pagliari non sono solo i 10 -12, di proprietà della SERIM, ma sono molti di più quindi ill problema sarebbe stato che dato l’ok ad uno tutti gli altri proprietari avrebbero seguito quell’esempio, con il rischio di un effetto domino in tutta quella zona che si estende per parecchi chilometri dove ci sono i pagliari e i cosiddetti trulli a mare.
Noi eravamo preoccupati per l’impatto che avrebbe avuto su tutta l’area. Se questa cosa fosse stata limitata solo a sette o otto pagliari, non avrei intrapreso una battaglia politica e legislativa.
Come procede la trattativa tra i Comuni di Polignano a Mare e Monopoli per l’Ente Parco?
Con il Comune di Monopoli abbiamo trovato la quadra per lo statuto dell’Ente Parco. In regione, con l’assessora Triggiani, abbiamo fatto tutto quello che andava fatto prima che finisse il suo mandato. Nei prossimi consigli comunali dei due comuni verrà quindi discusso lo statuto. Entro primavera spero di costituire l’ente parco almeno formalmente e sarà l’ente parco a fare i regolamenti seguendo le leggi regionali del 2020.
