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Chiesta la riapertura delle due vasche di contrada Martucci. Pasquale Loiacono: “Perché chiedere la riapertura delle vasche se il piano regionale dei rifiuti prevede la chiusura delle discariche nel 2025?”
Pasquale Loiacono

Chiesta la riapertura delle due vasche di contrada Martucci. Pasquale Loiacono: “Perché chiedere la riapertura delle vasche se il piano regionale dei rifiuti prevede la chiusura delle discariche nel 2025?”

Intervista al presidente della commissione speciale Ambiente del Comune di Conversano che lamenta il silenzio della città di Conversano

In questi giorni nuove nuvole si addensano sul cielo di Conversano e non per motivi meteorologici. Progetto gestione A.t.o. Ba5, l’impresa che gestisce gli impianti di biostabilizzazione e le due vasche in contrada Martucci, ha chiesto alla Regione Puglia di rimettere in funzione le due vasche di soccorso e servizio site in contrada Martucci. Pasquale Loiacono, presidente della commissione ambiente di Conversano, ha subito manifestato il suo malumore con un post su Facebook dove si chiedeva:”Perché il territorio di Conversano e Mola deve continuare pagare il prezzo dell’inefficienza politica regionale ? Perché, ancora una volta corriamo il rischio di assistere alla riapertura delle discariche di servizio e soccorso di C.da “Martucci”? Perché, malgrado quei luoghi siano assolutamente compromessi tanto da dover esser messi in sicurezza, si preferisce ritenerli idonei per scaricare rifiuti? Perché, nonostante ben due leggi regionali (2013-2021) abbiano disposto condizioni e termini (addirittura l’ultima decretava la chiusura al 2025) si ignora tutto facendo finta di nulla? Perché non si ricorda la storia? Perché non si ha rispetto del prossimo? PERCHÉ?) ?”

Pasquale Loiacono, perché quel post su Facebook? 
L’ultimo piano regionale dei rifiuti sostiene che a prescindere da tutte le attività connesse agli impianti, al netto di tutto, le discariche devono essere chiuse nel 2025. 

Una buona notizia per la città?
NO. Non tutti sanno, perché le informazioni non vengono date alla città in maniera completa, che il progetto gestione A.T.O. Bari 5, la società che gestisce gli impianti dei trattamenti dei rifiuti in contrada Martucci, ha chiesto la rifunzionalizzazione delle due vasche di soccorso annesse all’impianto quindi discariche che in buona sostanza non solo potranno trattare i sovvalli della lavorazione degli impianti ma in caso di emergenza, e noi sappiamo che la gestione rifiuti in Puglia è sempre in emergenza, anche i rifiuti tal quale. Questa cosa ci preoccupa perché ci sono varie leggi, non da ultimo la legge regionale, che dice che un’eventuale riapertura di vasche è del tutto insostenibile dal punto di vista ambientale e legislativo. Allora perché chiedere la riapertura delle vasche se l’attività chiude tra un anno? E’ antieconomico per l’azienda che propone. Quindi se l’azienda propone e la regione concede c’è dell’altro? Il sospetto mi sembra sia legittimo.

Qual è il tuo sospetto?
Vogliono modificare la legge regionale, approvata nel 2021, che sanciva la chiusura di tutte le discariche nel 2025. Questa modifica è tesa a spostare più in la nel tempo la chiusura delle discariche. In contrada Martucci le analisi eseguite sul terzo lotto della discarica , che è sotto sequestro, ci rivelano la presenza di elementi inquinanti con concentrazioni più basse dei valori soglia. E’ vero che se le concentrazioni non superano i limiti non possiamo parlare di sito inquinato. Ma è evidente che non li superano perché il flusso della falda è tale da diluire gli analiti. Se sciaguratamente non ci fosse la falda le loro concentrazioni sarebbero elevatissime. Questo ragionamento la Regione non lo vuole capire. Mola è in fermento per quanto riguarda l’ipotesi riapertura con un movimento e un dibattito che ha visto protagonisti partiti, associazioni e liberi cittadini. Conversano da questo punto di vista è indietro. Capisco la sfiducia e la rassegnazione che fanno da padrona su questo argomento nella nostra città. Io ho sollecitato il dibattito tra le forze politiche presenti in consiglio comunale. In ogni caso la settimana prossima mi sentirò con i consiglieri comunali di minoranza e poi o con le forze politiche o con le associazioni organizzerò una iniziativa pubblica nei prossimi 10 giorni. Perché se la Regione vede il silenzio di Conversano è chiaro che deciderà politicamente di riaprire le vasche.

Cosa fa l’amministrazione su questo tema?
Il sindaco mi ha chiesto di partecipare alla conferenza dei servizi con la regione, non ho problemi a partecipare. L’amministrazione fa l’amministrazione ma dovrebbe essere supportato dalla politica. Ma in questo momento non ci sono partiti o associazioni che si muovono in maniera incisiva su questo argomento al contrario di Mola. Ed io mi chiedo perché? In quindici anni si è sdoganato a Conversano, ma non solo, l’effimero. Ma su Piano regolatore, ambiente, che è determinate per il futuro dei nostri figli si dorme. Le forze politiche tutte, destra e sinistra, cittadini e associazioni dovrebbero scuotere la città e indirettamente dire alla regione che queste iniziative non vanno bene.

A Conversano stanno aumentando i casi di malattie oncologiche soprattutto tra la popolazione più giovane. Come te lo spieghi? Li possiamo associare alla presenza della discarica?
La qualità della vita è peggiorata, mangiamo cibi ipertrattati. Se solo ci limitiamo ad analizzare il nostro territorio pensiamo al percolato della discarica, una tragedia assoluta, che inquina le falde. Acqua di falda utilizzata per inaffiare. Il percolato associato ai concimi e pesticidi abusati nei tendoni possono contribuire a generare problemi di questa natura. Allora come è possibile pensare ancora di riaprire la discarica? A Mola si sta facendo uno screening sulle patologie tumorali anche grazie all’ausilio dei medici di famiglia. Potremmo farlo a Conversano, Polignano e Rutigliano per vedere in che misura il cancro incide in questo territorio. In passato questo tipo di screening è stato già fatto. Niente vieta di ripeterlo.

Con la commissione ambiente cosa state pensando di fare?
La devo convocare anche se siamo pochi a partecipare. La maggioranza è quasi inesistente. 

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