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Conversano manifesta contro la violenza sulle donne. Domenica 3 dicembre in marcia dalle 15.45 da Villa dei caduti

Conversano manifesta contro la violenza sulle donne. Domenica 3 dicembre in marcia dalle 15.45 da Villa dei caduti

 

Tutta la città chiamata a partecipare per dire basta ai femminicidi e alla violenza degli uomini sulle donne

Conversano – Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Il sogno di Don Bosco e l’Associazione culturale “Mediterraneo Opera Ballet” hanno organizzato, a Conversano, per domenica 3 dicembre una marcia contro la violenza maschile sulle donne. La marcia chiamata “FUOCO CAMMINA CON ME” comincerà alle ore 15.45 con il raduno dei partecipanti presso la villa dei Caduti e terminerà presso l’anfiteatro. La manifestazione è stata organizzata perché anche Conversano vuole gridare il suo STOP ai femminicidi.
Questo grido che si spera non resti inascoltato ancora per molto tempo considerando gli omicidi che sono seguiti a quello di Giulia Cecchetin, femminicidio che ha scosso l’intero Paese. Annalisa Lacalandra, Carmen Savino e Domenico Di Palma responsabili delle tre associazione organizzatrici hanno rilasciato una comunicazione congiunta dove spiegano il perché della manifestazione: “L’iniziativa nasce dall’urgenza di riportare la città di Conversano ad una dimensione partecipativa. Il femminicidio, che negli ultimi mesi ha scandito settimanalmente la cronaca (!!) con episodi non solo nazionali ma anche vicini a noi, non può lasciarci indifferenti. La violenza perpetrata dagli uomini a danno di donne, bambine, anziane non può essere un macigno sulle spalle delle vittime e delle famiglie di quest’ultime, per questo si ribadisce l’importanza della partecipazione a partire da una semplice marcia, strumento pacifico e significativo di coinvolgimento della comunità, che ritorna ad essere tale, che esce dalla bolla virtuale, per tornare nelle strade. Provare a sgretolare la violenza che ci circonda e che non ha distinzioni di età e appartenenza, attraverso l’empatia sociale, sta alla coscienza di ognuno di noi ed è fondamentale per ricreare un tessuto di relazioni sociali, al cui interno poter chiedere aiuto o tendere una mano. Società civile, istituzioni, luoghi formali e informali dell’educazione tornino a camminare insieme, sentinelle contro la violenza.”

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