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“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme…” (Italo Calvino)

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme…” (Italo Calvino)

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio” (Italo Calvino, Le città invisibili)

Il 15 ottobre scorso cadeva il centenario della nascita di Italo Calvino, che è stato non soltanto uno dei più importanti scrittori italiani del Novecento, ma anche un imprescindibile esponente della nostra cultura.

Avrei potuto scegliere molte frasi di tale autore, ma la contingenza attuale ha inevitabilmente fatto convergere la scelta su quanto ora citato.

Vi sono tanti tipi di inferni, quelli su grande scala – si pensi alle guerre, ai regimi, alle imposizioni ideologiche o religiose – e quelli di piccola scala. Questi ultimi sono talvolta invisibili, perché si celano negli universi privati: le mura domestiche, gli uffici, le strade, le scuole (quando vi sono fenomeni di bullismo). Poi vi sono inferni individuali, come ad esempio le dipendenze da droga, alcol, giochi d’azzardo. Ultimamente questi inferni si sono anche spostati nel campo virtuale, con situazioni come il cyber-bullismo, il porno-revenge, le scommesse online.

A fronte di tutti questi inferni la strada più facile è quella di adeguarsi. Molto più difficile è il compito di affrontarli cercando di distinguere il bene dal male, di emarginare la facile voglia di vendetta, e di ricordarsi – nel caso di inferni a larga scala – di non generalizzare mai.

Se si generalizza, estendendo ad un’intera popolazione, etnia, classe o gruppo, un particolare tipo di inferno, allora è molto facile che cominci a crescere una delle piante più difficili da estirpare. Una pianta infestante: la pianta dell’odio.

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